• Rigassificatore. Cittadinanza democratica lancia l’allarme “ambiente e salute dei cittadini a rischio”
    17/02/2013 | Giuseppe Rizzo, Cittadinanza Democratica Gioia Tauro | Comunicato

    GIOIA TAURO – Nella disgraziata ipotesi venisse imposto il rigassificatore, il nostro territorio passerebbe nella zona dei grandi rischi, da vocazione agricola – turistica a zona desertica – industriale. Una spada di Damocle sulla salute e l’incolumità fisica dei cittadini. L’amministrazione comunale di Gioia Tauro, contraria per ragioni di sicurezza a questo manufatto, si è recata per ben due volte a Roma, presso il Consiglio Superiore dei lavori Pubblici, manifestando le motivazioni riguardanti appunto la preoccupazione relativa alla sicurezza dell’impianto da collocarsi in questa zona altamente sismica tristemente famosa per i terremoti distruttivi e quindi pericolosa per le popolazioni residenti. Della stessa opinione di Cittadinanza Democratica è risultato poi nel 2010 e nel 2012 il parere negativo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici al progetto della Lng-Medgas.

     

    Nonostante ciò il governo Monti sforna l’art.38 del Decreto Sviluppo nello stesso giorno 22 giugno 2012. Questa è la dimostrazione palese che il territorio, i cittadini ,non contano nulla! La direttiva europea del 2012/18/UE del 4 luglio 2012 annovera tra le sostanze pericolose specifiche per l’ambiente l’ammoniaca ,il solfuro di idrogeno e il sodio ipoclorito. Quest’ultimo elemento , con la costruzione del rigassificatore, potrebbe (ma ci piacerebbe conoscere in proposito cosa dicono i costruttori dell’impianto) entrare a fiumi nel nostro territorio! Il milione di mc giornalieri d’acqua marina prelevati per lo scambio calorico e restituiti al mare se additivati con ipoclorito di sodio per la salvaguardia delle tubazioni dell’impianto di rigassificazione contro alghe, molluschi, licheni, potrebbe rappresentare la prova provata di un sempre possibile disastro ambientale tenendo conto anche di possibili enormi quantitativi di principio attivo che potrebbero essere sversati nel nostro mare. Inquinare a norma di legge è uno sport dei nostri politici! Il cloro, i suoi derivati, hanno dei punti di accumulo agli scarichi del rigassificatore che se dispersi nella flora e fauna marina inevitabilmente entrerebbero nell’inquinamento alimentare.

     

    Per quanto possiamo conoscere sembrerebbe che i quantitativi di ipoclorito di sodio saranno giornalmente tonnellate quindi ci si chiede che fine faranno tutte queste tonnellate? qualcuno ci può rassicurare nel merito della questione? Da considerare un altro fattore altrettanto grave: l’area adibita a queste operazioni sarà sempre la stessa. Se le nostre supposizioni fossero vere potremmo avere un mare sterile e polare e quindi siamo fortemente preoccupati per i cittadini residenti e per l’eventuale compromissione dello sviluppo del turismo, dei traffici del porto e dell’agricoltura. Alla luce di queste fosche prospettive, Cittadinanza Democratica invita l’Autorità Portuale di Gioia Tauro alla tutela del più grande Porto del Mediterraneo, imitando l’Autorità Portuale di Trieste che per salvaguardare lo sviluppo della propria struttura si è dissociata dall’imposizione governativa.