• Tito Minniti. Dopo il forum promosso da Provincia e Sogas, il punto di vista dell’onorevole Foti (Pdl)
    01/09/2012 | On. Nino Foti (Pdl) | Comunicato

    ROMA – È di questi giorni – dichiara l’on. Nino Foti  – la corretta denuncia di quanti, riferendosi a Ryan Air, non tardano a usare espressioni come “concorrenza sleale” o “assegnazione di fondi aeroportuali poco trasparenti”. Il low cost in realtà costa. E costa moltissimo. Chiedetelo ai soci delle Società di Gestione di Aeroporti come Verona, Alghero, Catania o Lamezia Terme.  Un quadro a tinte fosche che, in alcuni casi, ha già visto prima le indagini della Guardia di Finanza, poi l’istruttoria della Commissione europea e ora una protesta formale di Meridiana Fly.  Continuano, infatti,  a far discutere i presunti aiuti di stato illegittimi alle low cost. Questa volta, dopo aver presentato denuncia alla Commissione europea.

    Alla luce di queste notizie –prosegue l’on. Nino Foti –  ritengo rassicuranti le parole  del Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa azionista di maggioranza dell’Aeroporto dello Stretto promotore del recente Forum sul tema SOGAS 2.0 REALTA’ E PROSPETTIVE. Il messaggio lanciato dal Presidente Raffa e dal Presidente Sogas Porcino è stato forte e chiaro: non punteremo su compagnie low cost che vogliono venire a Reggio solo se incentivate economicamente. L’imperativo è categorico: solo scelte solide e durature. In altre parole, non si vogliono correre rischi in riva allo Stretto.

    on. antonino foti

    È vero, è innegabile compagnie come Ryan Air rappresentano una fonte inesauribile di milioni di passeggeri ma a quale prezzo. Spesse volte, in molti scali, i sostegni erogati a favore di questa o l’altra compagnia low cost viene effettuata senza alcun bando pubblico da parte delle società di gestione utilizzando però contributi provenienti da enti pubblici locali. Veri e propri aiuti di stato erogati dagli aeroporti ad alcuni vettori low cost. Il tutto avviene in modo non trasparente: fondi destinati allo sviluppo di rotte internazionali vengono utilizzati anche per sostenere l’attività su rotte nazionali e già servite da vettori italiani. Un business da 300 milioni l’anno di contributi erogati dagli aeroporti italiani a favore, ad esempio, della sola Ryan Air. Si badi bene, trattandosi per la maggior parte dei casi di aeroporti pubblici, di fronte a questi schemi che si possono configurare come aiuti di Stato, il rischio per molti aeroporti di subire delle denunce  alla Comunità Europea da parte delle compagnie competitor di Ryan Air che si ritengano vittime di concorrenza sleale, è elevatissimo. E lì, in quei casi, allora sì che sono dolori …

    Fortunatamente non è questo il caso dell’Aeroporto di Reggio Calabria che degli aeroporti calabresi è quello che reca maggiori anni di vita. Ed in Calabria, si sa, ci sono sempre storie strane. Quella degli aeroporti calabresi è una storia fatta di enormi finanziamenti pubblici, compagnie aeree che prendono il bottino e scappano lasciando a terra delusi migliaia di passeggeri oppure, talvolta, giocano a fare la parte del monopolista così solo chi è disposto ad accendersi un mutuo può prendere l’aereo. Storie di ordinaria follia in questo lembo d’Italia che racconta un uso indiscriminato uso clientelare delle varie società di gestione da parte di certa politica. E fino ad oggi non si è salvato nessuno.


    Ma questa volta
    la storia è diversa. Quella che da un anno a questa parte si sta scrivendo all’Aeroporto di Reggio Calabria racconta, finalmente, di uomini giusti al posto giusto nel momento giusto. Al Presidente Raffa, quale azionista di maggioranza, il merito di averli scelti ed averli fatti accomodare in cabina di pilotaggio. Al Presidente Porcino ed al nuovo Consiglio di Amministrazione il nobile gesto di aver deciso, finché il bilancio non venga definitivamente risanato di non pretendere prebende in cambio del loro impegno. <<Ci giudicherete sulla base dei risultati che avremo raggiunto…>> disse Porcino all’atto del suo insediamento. E subito giù, a testa bassa,  a lavorare. Si dice: chi ben comincia è a metà dell’opera. Ed è cosi che ben presto i risultati sono arrivati.

    Sotto la lungimirante guida del Presidente della Sogas Carlo Alberto Porcino si è avviato un pervicace risanamento delle finanze dell’Aeroporto dello Stretto. Si è ridotta una folle spesa per il personale pari al 93%  delle entrate di un bilancio riportante oltre tre milioni di euro di perdite. Si sono ridotti gli sprechi e finalmente si sono cominciati almeno a chiedere il pagamento dei crediti a vario titolo esistenti senza che nessuno lo avesse mai fatto prima. Un aeroporto che fino ad un anno fa era destinato ad essere chiuso, o almeno così in Enac aveva stabilito, magari declassato o ancora peggio letteralmente svenduto al “peggiore offerente”.  500 mila euro per un aeroporto. Sembra il titolo di una commedia all’italiana ed invece a tanto ammontava l’offerta promossa dal gruppo Radice solo due anni fa per acquisire il 35% delle quote della Sogas.

    Oggi però è tutta un’altra storia, la Sogas ha cambiato passo. Si sono fatte un po’ di grandi pulizie, si è messo ordine nei cassetti e, finalmente, adesso l’Aeroporto dello Stretto gode di una buona salute. Un anno per trovare la cura giusta. Tanto ci è voluto. Niente più raffreddori, niente più indebitamento esponenziale delle casse della Sogas che finalmente anziché subire inizia ad agire. Questa in sintesi la realtà descritta puntualmente, date e cifre alla mano, quasi come resoconto di un primo anno di attività proficuo e intenso in occasione del Forum promosso dalla Amministrazione Raffa.

    Ed ora si va, a passi svelti, verso la privatizzazione parziale e verso un futuro si spera più roseo che  tenga sempre di più conto delle regole di mercato e della competitività dello scalo con gli Enti Locali soci non più richiamati a ripianare debiti ma ad incentivare politiche promozionali e turistiche che siano all’altezza e che si rivelino in grado di essere il vero valore aggiunto per far fare il salto di qualità all’Aeroporto dello Stretto che punta deciso verso quota 700 mila passeggeri l’anno. Confesso che non sono rimasto stupito nel leggere certe recenti dichiarazioni. Non per caso rilasciate adesso, le elezioni politiche sono dietro l’angolo e, naturalmente, l’Aeroporto non poteva rimanere indenne dalla contesa e dall’agone delle schermaglie politiche. Meno male che è intervenuto questo Forum a rimettere un po’ le cose a posto. Basti pensare, infatti, a certe stravaganti prese di posizione da parte di chi, dall’alto della propria onorevole carica, abitualmente non predilige nemmeno volare dal Tito Minniti salvo poi sentenziare sulla stampa giudizi a destra e a manca… O, ancora peggio, da parte di certi partiti politici  autentici  “soloni e moralizzatori del momento” che, senza prima informarsi, non solo si auto convincono che la Sogas non ha un piano industriale ma, quel che è peggio, conovcano addirittura una conferenza stampa per prendere una simile cantonata. Disinformare per confondere, alludere a scenari catastrofici  per gettare discredito su un centrodestra di governo che avrà pure molte pecche ma che, mi sia consentito, sull’Aeroporto dello Stretto sta bene operando a partire dalla scelta fatta dal Presidente della Provincia Giuseppe Raffa di affidare a Carlo Alberto Porcino la gestione dello scalo reggino.

    Il Forum sull’Aeroporto dello Stretto promosso dalla Provincia, alla fine, è servito a correggere certa disinformazione e per dare delle risposte ufficiali ed autorevoli. Un incontro pubblico molto partecipato in modo sensibile e attento da parte degli attori politico – istituzionali, nonché dalle forze sindacali, dai rappresentanti degli ordini professionali della città, delle parti datoriali ed associazioni di categorie che hanno dimostrato di avere particolarmente a cuore le sorti dello scalo aeroportuale reggino. È  si è trattato di un bel momento di democrazia partecipata, raro esempio dalle nostre latitudini geografiche di una politica realmente volta alla partecipazione ed alla condivisione le scelte finora compiute dal nuovo Presidente Carlo Alberto Porcino e da tutto il management della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto.

    Non intendo aggiungere altre analisi o prospettive rispetto a quelle già ampiamente messe in campo dal Presidente Porcino  che in così poco tempo, con acume e lungimiranza, è riuscito ad invertire decisamente un trend negativo che avrebbe sicuramente portato al declino lo scalo reggino. Vorrei invece anche io ricordare, come già è stato fatto da parte del prof. Enzo Vitale, chi in modo illuminante ribadiva come  “L’aeroporto dello Stretto è inserito nella vasta rete delle comunicazioni aeree nazionali e in tutti questi anni ha registrato un costante incremento di transito passeggeri e merci. (…) Il ruolo dell’aeroporto nel sistema dei trasporti dell’Area dello Stretto è di importanza fondamentale, non soltanto perché esso costituisce il mezzo di collegamento rapido tra l’Area e il resto del paese, ma anche perché, in vista dello sviluppo turistico delle zone comprese in questa Area, potrà consentire un programma di voli charter su tratte internazionali. Se si guardano infatti le distanze che intercorrono tra l’aeroporto di Reggio e gli altri scali europei o del Medio Oriente, ci si rende conto della fattibilità di questi programmi: meno di 500 Km per Tunisi, 650 fino a Tripoli, 750 da Atene. E il discorso non è meno attuale in riferimento anche al flusso turistico del Nord Europa e dell’Oltre Oceano, che si delinea promettente dopo la riscoperta del patrimonio culturale e archeologico della Magna Graecia di cui Reggio e la sua Provincia sono largamente dotate e che nei due Bronzi di Riace ha ritrovato occasione di maggiore divulgazione. (…) Alla luce di queste considerazioni il potenziamento dell’Aeroporto dello Stretto costituisce un obiettivo fondamentale, da realizzare a breve scadenza.” Il testo citato è stato scritto nel 1980 dall’on. Nello Vincelli. Un pensiero folgorante il suo capace di illuminare le menti dei reggini e fare sognare molti di noi per un futuro possibile e migliore. Allora come oggi il suo pensiero rimane quanto mai provocatoriamente attuale.