• Sanità, l’Asp di Reggio Calabria non fornisce le buste paga ai dipendenti dal mese di febbraio
    07/08/2013 | Giuseppe Gentile, Sulpi Calabria | Comunicato
    giuseppe gentile

    giuseppe gentile

    CITTANOVA – L’Asp di Reggio Calabria continua imperterrita a non consegnare le buste paga ai lavoratori, nonostante la pubblica denuncia fatta dal Sulpi dell’11 Luglio 2013, anche lo stipendio di luglio è stato accreditato senza le buste paga, invisibili dal mese di Febbraio 2013. Il sito aziendale continua ad essere “in allestimento” e tantissimi dipendenti reclamano il documento contabile individuale per capire i tagli stipendiali del corrente mese di Luglio. Addirittura, una grossa quantità di lavoratori, da una verifica effettuata sulla posizione Inps (ex Inpdap), non si ritrova i versamenti retributivi ai fini pensionistici. Posizioni previdenziali completamente vuote di versamenti negli ultimi anni. Il 2009 viene indicato utile a contribuzione solo per i primi 6 mesi; il restante periodo 2010/2012 i contributi utili a pensione sono pari a ZERO per poi fermarsi al 30.09.2012 (il 2013 è inesistente).

     

    Tornando alla retribuzione mensile decurtata in modo incomprensibile, bisogna rilevare che tutto questo assume un aspetto molto rilevante per tantissime famiglie monoreddito. Questi lavoratori forse pensavano di programmare qualche periodo di ferie estive con i loro figli. Invece sono costretti a rincorrere gli uffici del personale per capire quali errori e/o omissioni hanno colpito il loro reddito mensile. Le supposizioni spaziano su un’infinità di ipotesi ma, pur tralasciando le numerose imprecazioni rivolte ai dirigenti responsabili, la grande partita dei tagli si ferma sulla mancata erogazione delle indennità accessorie quali, notturni, festivi, reperibilità, lavoro straordinario, assegni familiari, ecc. ecc.. Questi emolumenti aggiuntivi al tabellare, formano una parte del reddito familiare spesso necessario a garantire la sopravvivenza di quelle famiglie monoreddito e con serie sofferenze economiche dovute a prestiti bancari e cessioni di stipendio a finanziarie. Possibile che nessun dirigente volge lo sguardo verso questi piccoli importi riportati come “netto in busta”?

     

    Rimane ancora la grande incompiuta delle trattenute, probabilmente errate, sullo stipendio di Giugno dove si è abbattuta la mannaia del 50% di irpef sulla somma arretrata di circa € 3.000. Pur tuttavia, nell’attesa dei chiarimenti da parte degli uffici aziendali, non è possibile pensare di poter continuare a pagare gli “stipendi in nero”, privi della dovuta certificazione e descrizione analitica delle competenze riportate nel cedolino mensile. Sembra di vivere in una latitudine tutta particolare, dove lo stato di diritto si trasforma in favori personali concessi o meno, a seconda del dipendente, da chi occupa le scrivanie degli uffici del personale. Non è più tollerabile alimentare discriminazioni e ombre sul sacrosanto diritto di conoscere la composizione del proprio reddito mensile e, in caso di errori, esercitare la facoltà di proporre correzioni, riesami e, in ultima analisi aprire contenziosi contro i responsabili. Insomma, non ricevendo risposte su un problema datato Febbraio 2013, ci viene da pensare che i diritti più elementari, derivanti da doveri consolidati, non trovano spazio nelle nuove stanze dei bottoni e ci costringeranno a promuovere forme inevitabili di mobilitazione e di protesta. Per quanto sopra detto, il Sulpi, invita ancora una volta la direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria a voler risolvere l’usurato problema delle buste paga e disporre celermente una verifica su tutta la contribuzione dei lavoratori che risulta carente presso l’Inps ex Inpdap