• “Non solo colpa della classe politica”. Istruzione e informazione soli antidoti contro lo sfacelo in cui è precipitata l’Italia
    "Non c’è più il senso delle cose, non c’è più il tempo, tale è la corsa folle. Illusi come siamo, narcotizzati, come siamo, da potentissimi effluvi: l’ ignoranza e la stupidità, figlie predilette del potere, cronicizziamo il male"
    31/08/2013 | Rosanna Giovinazzo | Edicola di Pinuccio

    “ISTRUITEVI PERCHE’ abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza” (Antonio Gramsci). Nel tempo dell’assurdo politico, della demagogia nuda e cruda, dell’anestesia del pensiero critico, del non ascolto, della negazione dell’evidenza, parole come quelle di Gramsci, pur se terribilmente attuali e necessarie come l’aria che respiriamo, è difficilissimo che vengano prese in considerazione. Perché non c’è più il senso delle cose, non c’è più il tempo, tale è la corsa folle. Illusi come siamo, narcotizzati, come siamo, da potentissimi effluvi: l’ignoranza e la stupidità, figlie predilette del potere, cronicizziamo il male.

     

    E se fino a ieri, si provava vergogna per le malefatte, oggi, coloro che, assassinando il più alto senso dello Stato – il Bene comune – ci propinano prepotenze ed abusi, agiscono indisturbati tra accordi e ricatti. Ciò che più di legittimo ci possa essere, concentrato nelle parole di Gramsci, suscita l’ilarità. Ma le verità vanno dette lo stesso, pur se inascoltate e derise. Istruzione ed informazione, non quelle soltanto di una scuola che stenta a svolgere bene il suo ruolo, né quelle dei media, concausa anch’essi di tanti mali italiani; entusiasmo, quello dell’indignazione e della volontà di riscatto; organizzazione – quella dei giovani, ma anche quella dei meno giovani, che siano animati da vero senso dello stato – in forze politiche serie, oneste. Abbandoniamo le logiche devastanti che ci hanno condotto a questo sfacelo. Perché la colpa non è soltanto della classe politica. E’ questo l’unico modo, è questo lo scatto di orgoglio che serve a riacquistare la dignità di un popolo che, in realtà, ha perso la sua sovranità.