• Confindustria Cosenza rivela i numeri della crisi calabrese: Pil -1,4 per cento, disoccupazione sfiora il 20 per cento
    17/07/2012 | Confindustria.cs.it

    COSENZA – Il confronto su come uscire dalla crisi partendo dall’analisi proposta da Confindustria Cosenza nello studio “L’ombra lunga della crisi. Rapporto sull’economia calabrese nel 2011 e primo trimestre 2012”, moderato dal Direttore Branda, è stato animato dal Presidente degli Industriali cosentini Renato Pastore e dal Vice Presidente Natale Mazzuca, dall’autrice del Rapporto Rosanna Nisticò dell’Università della Calabria e dal Presidente della Giunta della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. Dal convegno che si è tenuto presso la sede degli Industriali cosentini sono venute fuori alcune proposte. Il Presidente degli Industriali cosentini Renato Pastore si è soffermato sulla necessità di semplificare la macchina burocratica perché «così le cose non vanno e si rischia di veder morire altre imprese. Anche quando siamo in presenza di eccellenti intuizioni e volontà politiche tradotte in delibere, queste stesse non vengono implementate dalle strutture tecniche che ingessano l’attività regionale». Per il Presidente Pastore occorre «assistere le imprese ancora in vita, affrontando il nodo del credito in direzione del rafforzamento dei confidi ed aumentando i fondi di garanzia, favorendo i punti di eccellenza ed investendo in ricerca e sviluppo».

     

    Per il Presidente della Sezione Edile Ance Cosenza Natale Mazzuca «la crisi continua a mordere il settore delle costruzioni, sia per quanto attiene il calo degli investimenti che per i lavori pubblici. Gli effetti sull’occupazione e sulle imprese sono pesantissimi. Nel 2011 il numero degli occupati nelle costruzioni nella regione ha registrato una riduzione significativa del 14,7% su base annua (-5,3% per l’Italia), accentuando il trend negativo degli ultimi anni. Tra il 2008 ed il 2011 si sono registrati 11.300 occupati in meno nel settore. Occorre eliminare i vincoli che impediscono alle nostre imprese di partecipare a bandi di gara di grossa entità e liberalizzare il Patto di Stabilità su cui la Regione Calabria si è impegnata ma ancora non ha prodotto determine specifiche. Per superare questa crisi la strada da percorrere insieme è dettata dal recupero dei valori del mercato e della concorrenza. Proprio in questa direzione abbiamo inteso riproporre al Presidente Scopelliti di istituire una Stazione Unica Appaltante provinciale».

     

    Di “emergenza occupazionale ed esplosione della disoccupazione” ha parlato la professoressa Rosanna Nisticò, curatrice del rapporto sull’economia. «C’è un effetto spinta che sta creando questa situazione: per mettersi al riparo dalla crisi e dal deterioramento dei redditi, più persone si sono messe alla ricerca di un lavoro. Bisogna potenziare la domanda interna e puntare a catturare quella estera e collegare i bisogni sociali insoddisfatti alla crescita economica. Sviluppare conoscenza, innovare, competere, crescere è vitale per tutte le economie, ma è ancora più urgente per quelle finora deboli e dipendenti».

     

    «Il pericolo di un ulteriore peggioramento economico per la nostra regione è in agguato. Ulteriori arretramenti, però, rischierebbero di indebolire in maniera definitiva la tenuta sociale della nostra regione – ha sottolineato il Direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda nel moderare il dibattito – facendola precipitare in una insostenibile condizione di vulnerabilità tanto socio-economica, che politico-istituzionale. La crisi fa capire in maniera forte e diretta che per uscirne non basta un deus ex machina, così come non esiste una politica di per sé risolutiva. C’è bisogno di uno sforzo corale, appassionato, generoso e di valenza lunga. Come avvenne nella stagione della Programmazione Negoziata. Stato centrale e Stato locale che si prendono per mano; soggetti sociali nazionali e locali che giocano la stessa partita seppure in campi diversi; cittadini e comunità locali che non aspettano soluzioni dall’alto ma che si mettono al lavoro e in relazione con il resto».

     

    Ha concluso i lavori del convegno il Presidente della Giunta Regionale Giuseppe Scopelliti che si è dichiarato fiducioso per il futuro della regione «se sapremo giocare in squadra, lavorando bene sui fondi comunitari e dedicandoci, oltre che agli investimenti in infrastrutture, ai settori chiave: turismo, beni culturali ed agroindustria. Su altre risorse non possiamo contare perché quelle regionali sono già impegnate e da Roma veniamo chiamati solo per fornire aiuti e non per riceverli. Questa politica è libera e vuole discutere con tutti, anche con il mondo delle imprese, per trovare rimedi e soluzioni su interventi specifici». Dinanzi a moltissime autorità presenti, della provincia e della regione, tra cui il Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro ed il Questore Alfredo Anzalone, il Presidente Scopelliti ha chiesto «maggiore coraggio da parte di tutti. Il coraggio è la parola chiave di una nuova stagione dello sviluppo».