• “Uva Fragola” in un documentario autoprodotto la storia di due ragazzi di Anoia affetti da una rarissima patologia
    La produzione di Biagio Milano con la regia di Bernardo Migliaccio Spina è candidata al "Viaemilia@docfest 2013”, un festival del documentario e può essere votato on line.
    06/10/2013 | Simona Gerace | Edicola di Pinuccio

    uva fragolaANOIA – “Uva Fragola”. Questo il titolo del documentario, che vede come protagonisti, Michele e Maria Cirillo, due ragazzi di Anoia, l’uno di 23 l’altra di 27 anni, affetti da Epidermolisi bollosa distrofica. La rarissima patologia si presenta con bolle e lacerazioni diffuse per il corpo e rende la pelle delicatissima, al punto tale che chi soffre di questa malattia viene definito “bambino farfalla” e non può avere contatti fisici con altre persone. Dell’argomento e della vita di Michele e Maria, ne hanno parlato il regista, Bernardo Migliaccio Spina e il produttore cinquefrondese, Biagio Milano, in un documentario, che è stato presentato a Roma, il 20 settembre scorso, in occasione della giornata “Debra International Congress 2013”, dedicata a tutti coloro che soffrono di questa rara patologia.

     

    Il documentario, della durata di trentacinque minuti, autoprodotto ma sostenuto anche con un contributo della Provincia di Reggio Calabria, ha visto impegnati, in circa 3 anni di riprese a saltelli, fatte ad Anoia, Cinquefrondi, Locri, Reggio Calabria e Venezia, ben 10 attori. La trama può essere definita come un metafilm in cui ad una parte introduttiva recitata, girata presso la Casa di Cura “Villa Elisa” di Cinquefrondi, si interseca la vita reale di Michele e Maria, costretti a fare quotidianamente i conti con questa patologia complessa, che li obbliga a portare il corpo perennemente fasciato da bende e a subire diversi interventi chirurgici per l’improvvisa insorgenza di carcinomi. Il tutto notevolmente complicato da una mancanza di farmaci, che vengono forniti a singhiozzo alla famiglia, a causa di carenti risorse nelle casse dell’Asp di Reggio Calabria.

     

    Per far conoscere la storia di Michele e Maria quindi, Migliaccio Spina e Milano hanno deciso di girare il documentario capace di trasmettere la sofferenza fisica e psicologica dei ragazzi. «Abbiamo deciso di chiamare il lavoro “Uva fragola” – hanno dichiarato regista e produttore – perché è un innesto e come tutti gli innesti è fragilissimo. Volevamo parlare dell’incomunicabilità e abbiamo pensato che non c’è modo migliore di affrontare la questione che quello di raccontare di chi è costretto a vivere senza rapporti fisici. Parte importante del documentario è un viaggio a Venezia, la città del sogno, dove Michele ha potuto avverare il suo desiderio di varcare i confini calabresi, allontanarsi da casa per qualche giorno, e conoscere e confrontarsi un’altra coetanea affetta dalla stessa patologia, seppur in maniera più lieve». Soddisfatti della riuscita del documentario anche i due ragazzi di Anoia, Michele e Maria, che vestendo i panni di due attori professionisti si sono messi in gioco raccontando la loro vita e le loro difficoltà quotidiane, prima tra tutte appunto, quella di riuscire ad ottenere la quantità di farmaci e bende necessarie per le cure di entrambi. Il video è candidato “Viaemilia@docfest 2013”, un festival del documentario e può essere votato on line.

     

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  • 1 commento

    1. Simona Gerace

      Ringrazio le 275 persone che hanno messo mi piace all’articolo. Vorrei però pregare chi ha visto il filmato di votarlo. Non basta un semplice “mi piace”… Bisogna andare sul sito del Viaemilia@docfest 2013, registrarsi e votare il video.
      Grazie anticipatamente…
      Simona

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