• Tripodi (Pdci): “Il prefetto Piscitelli trasferito da Alfano per allontanarlo da Reggio Calabria”
    23/12/2013 | Michelangelo Tripodi, segretario regionale Pdci | Comunicato

    CATANZARO – I Comunisti italiani della Calabria esprimono profonda solidarietà e vicinanza al prefetto Vittorio Piscitelli per il suo improvviso trasferimento-allontanamento da Reggio Calabria e condannano il provvedimento deciso dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Siamo convinti, e lo affermiamo pubblicamente, che il prefetto Vittorio Piscitelli, fedele e disinteressato servitore dello Stato, sia stato uno dei migliori prefetti che Reggio abbia mai avuto. E’ del tutto ovvio che le motivazioni che hanno portato all’ingiusta sostituzione del prefetto Piscitelli, voluta da Alfano e incredibilmente avallata da Letta e dal Pd, sono strettamente legate all’imponente attività svolta dallo stesso prefetto nell’azione di forte contrasto alla ndrangheta con particolare riferimento alle pesanti infiltrazioni nelle Istituzioni locali. Un’azione serrata che è sfociata nello scioglimento per mafia di numerosi consigli comunali, a partire proprio da Reggio Calabria. A nostro avviso, è proprio lo scioglimento per contiguità con la ndrangheta dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria guidata dall’attuale assessore regionale Arena, deciso nell’ottobre 2012, il “peccato originale” e la “pena” che Piscitelli è costretto ad espiare per colpa di un’Istituzione fondamentale del paese, quale dovrebbe essere il ministero dell’Interno, che è, invece, piegata ad un chiaro e preoccupante utilizzo politico e strumentale portato avanti da Alfano su pressione dei suoi amichetti locali.

     

    E’ gravissimo che il Viminale si dimostri disponibile per la palese realizzazione di gravi vendette politiche e di parte, abbondantemente preannunciate pubblicamente, ordite dal presidente della Regione Scopelliti, il quale reiteratamente pronunciò parole di fuoco contro quel gran galantuomo del prefetto Piscitelli, al quale si imputa la decisione dello scioglimento del Comune di Reggio. Piscitelli ha semplicemente osservato le leggi e svolto il suo dovere; il segnale che proviene dalla decisione del governo è aberrante: nei fatti si punisce un servitore dello Stato semplicemente perché ha combattuto la ndrangheta con le sue infiltrazioni e contiguità. Conseguentemente, si trasmette un messaggio vergognoso che punta a disincentivare ai massimi livelli istituzionali la lotta alla mafia e alle sue ramificazioni nelle istituzioni locali. Ci dispiace assistere a questa ingiustizia che è stata consumata con l’avallo determinante di tutti i ministri del Pd, nessuno escluso. Vi è, quindi, un motivo in più per cui è bene che il fallimentare governo Letta-Alfano vada rapidamente a casa. Al prefetto Piscitelli esprimiamo i sensi della profonda gratitudine da parte di tutti i reggini e i calabresi onesti per il prezioso lavoro a favore della legalità che ha svolto a Reggio Calabria.