• Rosarno, la risposta del sindaco Elisabetta Tripodi alle interrogazioni dei consiglieri Udc
    Le polemiche erano seguite ad una mancata costituzione di parte civile contro un presunto esponente della cosca Pesce
    29/11/2013 | Edicola di Pinuccio | Comunicato

    ROSARNO – Ancora una volta viene posto dai consiglieri comunali interroganti Palaia e Rachele, oggi transitati nelle file dell’opposizione, il medesimo quesito, già oggetto di risposta in più Consigli comunali, sulla motivazione che le risposte date in tale sede non abbiano soddisfatto la loro necessità di conoscenza. Preliminarmente occorre fare chiarezza su quanto deliberato dal Consiglio comunale nella seduta del 30 agosto 2011. Tale premessa è necessaria perché in quella seduta si discusse della lettera, inviatami dal carcere di Opera dal detenuto sig. Rocco Pesce il 25 agosto del medesimo anno. Occorre ricostruire quella seduta a memoria degli interroganti perché entrambi erano assenti. Il consigliere Palaia, allora nello schieramento di maggioranza, era assente alla seduta e non ha mai giustificato le ragioni della mancata presenza e, per tale motivo, non può ricordare che cosa avvenne e cosa si deliberò in quella sede. Il consigliere Rachele non era ancora subentrato in consiglio comunale. Si deliberò un ordine del giorno che confermava quanto la Giunta aveva già scelto in autonomia (delibera Gc 51 del 31 marzo 2011, n 52 del 5 aprile 2011) ossia di costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia, all’interno di un documento di solidarietà alla sottoscritta, e non invece di costituirsi in tutti i processi nei quali il Comune è individuato come parte offesa, come sostenuto dagli interroganti. Ebbene, quell’ordine del giorno non è mai stato disatteso e la Giunta comunale da me presieduta si è costituita parte civile in tutti i procedimenti penali per il reato di 416 bis nei quali è stata individuata parte offesa (Gc 51/2011, Gc 52/2011, Gc 70/2011, Gc 149/2011, Gc 138/2012, Gc 139/2012, Gc 189/2012, Gc 212/2013) tutti procedimenti che vedono coinvolti centinaia di imputati.

     

    Nella seduta consiliare del 23/11/2012 ad una interrogazione identica presentata dal consigliere Grande Sud Saccomanno e che vedeva per la prima volta i consiglieri Palaia e Rachele all’opposizione esposi le motivazioni della mancata costituzione e non in modo evasivo. Ribadisco che decidemmo tutti insieme la non costituzione perchè ritenevamo che trattandosi di un reato di minaccia ad un corpo politico amministrativo e non di un reato associativo commesso dalla medesima persona rispetto alla quale eravamo già costituiti nel processo “All Inside” e che lo stesso era ancora in corso, nessun danno ulteriore dovevamo difendere. Ho sempre, inoltre, ribadito che da quella lettera io mi sono sentita diffamata come da verbale e intervento del 30 agosto 2011. Al medesimo quesito ho risposto in altre sedute del consiglio comunale in scontri verbali accesi con il consigliere Palaia. Gli interroganti, sostengono, che l’argomento non fu mai discusso con gli assessori della Giunta, di cui il loro partito faceva parte, affermandolo sulla mancanza di una convocazione scritta dei punti all’o.d.g. della Giunta. Come loro dovrebbero sapere, la Giunta non è mai stata convocata per iscritto e con un o.d.g. predefinito e rigido, così come accade in quasi tutti i comuni di piccole e medie dimensioni. Ciascun assessore presenta le proprie proposte di deliberazione preparate dagli uffici e poi, nella riunione si discute delle scelte future da compiere. Così si decise di non costituirsi, discutendone con gli assessori e, ovviamente, non ci fu alcuna proposta di Giunta. Ciò non toglie che il consigliere Palaia, all’epoca consigliere di maggioranza, avrebbe potuto proporre, per il tramite dell’assessore di riferimento o della sottoscritta, la necessità di tale costituzione, soprattutto perchè conosceva l’iter processuale della vicenda, esercitando la propria pratica professionale legale, presso lo studio del difensore dell’allora imputato signor Rocco Pesce.

     

    Si conclude evidenziando e riassumendo, come la sottoscritta non abbia violato alcun deliberato del Consiglio comunale che nella seduta del 30/08/2011 con il verbale n. 27 ha approvato un ordine del giorno che impegnava lo stesso a costituirsi parte civile nei processi contro la criminalità organizzata e di aver discusso con gli assessori e di aver deciso collegialmente e all’unanimità la non costituzione di parte civile nel procedimento penale contro il sig. Rocco Pesce per minacce ad un corpo politico amministrativo, non dovendo difendere interessi della comunità rappresentata o dell’economia del territorio.