• Piana di Gioia Tauro. La Cgil incontra una delegazione di migranti in arrivo per la stagione di raccolta delle arance
    26/09/2014 | Cgil-Flai_Cgil | Comunicato

    GIOIA TAURO – Domenica pomeriggio incontreremo una nutrita delegazione di migranti che come ogni anno, torna nella piana di Gioia Tauro per la raccolta delle arance e dei mandarini. Incomincia così, anche quest’anno, il flusso di lavoratori migranti che secondo le previsioni saranno oltre 2000. Gran parte di questi lavoratori, oltre 1000, saranno costretti a vivere in una tendopoli a San Ferdinando (che a mala pena ne potrebbe ospitare solo 400), circa 300 nel campo containers allestito a Rosarno e gli altri sparsi nelle campagne e nei casolari di tutta il territorio. Negli ultimi 12 mesi abbiamo, come CGIL e FLAI della Piana e della Calabria, più volte chiesto interventi per affrontare le emergenze che ogni anno si verificano e per risolvere strutturalmente il problema. Abbiamo fatto iniziative a San Ferdinando, incontri con l’assessore regionale al lavoro, fatto richieste di intervento al Ministero degli Interni e al Dipartimento della protezione Civile, celebrato il primo maggio con i migranti a Rosarno, chiesto incontri ad Enti ed Istituzioni: da qualcuno abbiamo ricevuto risposte formali e da altri solo silenzio. A noi, però, non basta aver protestato energicamente contro questa situazione, non interessa lavarci la coscienza.

     

    Vogliamo che il problema venga affrontato e risolto. Va affrontato per garantire accoglienza a persone che svolgono un lavoro duro e poco remunerato, sfruttato e ai limiti dello sfinimento fisico, che difficilmente a queste condizioni sarebbe svolto dai lavoratori italiani. Anche per questo occorre garantire una dignitosa accoglienza ai migranti per la raccolta delle arance e dei mandarini che altrimenti rimarrebbero non colti sugli alberi con grave danno alla già debole economia della Piana. Riproponiamo per intero alle Istituzioni (Ministero Interni, Dipartimento Protezione Civile, Giunta Regionale) le nostre preoccupazioni costatando, però, amaramente che ormai, anche per quest’anno, si può affrontare solo l’emergenza. Ma la domanda che poniamo con forza a questo punto è questa: l’emergenza, almeno quest’anno, le Istituzioni la vogliono affrontare o si intende lasciare i campi nelle stesse condizioni degli altri anni? Tutte le Istituzioni a cui ci siamo rivolti si laveranno le mani come ha fatto il Dipartimento della Protezione Civile oppure finalmente si prenderà atto di un problema che sta scoppiando? La Regione Calabria troverà le risorse necessarie? Sono domande che aspettano una risposta. Ma non una risposta aleatoria e formale. Tanto dalla prossima settimana i campi cominceranno a riempirsi e quest’anno noi saremo lì non solo per prestare assistenza sindacale ma anche e soprattutto per difendere la loro dignità di persone e di lavoratori.