• Palmi, Sentiero Rovaglioso, 119 gradini per raggiungere un angolo di paradiso sulla Costa Viola
    Dall'alto vista mozzafiato, sotto solo il rumore del mare che si frange sugli scogli
    26/07/2013 | Francesco Bonini | Edicola di Pinuccio

    scogliera rovagliosoPALMI – Un amico un giorno, diversi anni fa, mi portò in un posto incantevole, la strada d’accesso era impervia e dissestata, poi un  piccolo spiazzo con ulivi secolari. Scesi dall’auto mi portò lì dove finiva la parte piana e, tra i rovi,  trovò il modo per farmi affacciare sulla zona sottostante. Si vedeva appena il mare ed una scogliera, una parte di una costa incontaminata ed inaccessibile. Da qualche tempo entrando a Palmi, alcuni segnali stradali indicano il percorso per raggiungere la “Caletta Rovaglioso”. Il nome della località non mi era nuovo e la curiosità mi ha spinto a seguire le indicazioni.

     

    salotto rovagliosoHo ripercorso la medesima strada di qualche anno prima, la strada verso la stazione di Palmi, poi una deviazione sulla sinistra. La stradina continua ad essere impervia ma risulta meno dissestata, ma arrivando allo spiazzo con gli ulivi la situazione è completamente diversa. Ad accogliermi alcune realizzazioni frutto di reimpiego e riciclo di materiali poveri, uno spettacolo di creatività frutto di ingegno fine e di grandissimo senso ambientale. Tavolini e panchine realizzate con parti di pedane riciclate e raccoglitori di cavi elettrici, cestini inventati e realizzati recuperando damigiane di  vino rivestite finemente con canne e decorate con conchiglie, un angolo ben armonizzato dove collocare i rifiuti tassativamente differenziati, perfino piccole piantine grasse ad abbellire i posti a sedere.

     

    I rovi erano spariti ed al loro posto un affaccio mozzafiato con tanto di panca relax. Lì vicino un rudere accuratamente ripulito ed i cui cocci di tegola sono stati riutilizzati per creare un selciato calpestabile. Le tegole intere, quelle invece servono da contenimento, insieme a pietre reperite sul posto, per le belle aiuole ricche di piante e fiori create intorno agli ulivi secolari . Sotto l’affaccio un panorama mozzafiato, circa cento  metri di strapiombo e sotto una scogliera cui la natura ha regalato una sorta di piscina dove entrano ed escono i flutti marini.

     

    cartello rovaglioso (2)Un cartello con la scritta “Rovaglioso presidio di volenterosi cittadini palmesi” mi da il benvenuto nel posto , altri raccomandano rispetto per l’ambiente, tutti rigorosamente in legno. Di lato al “salotto”  ha inizio una scalinata che porta a mare, quel mare che, nella prima visita era solo appena visibile e non certo raggiungibile. Non resisto e decido di scendere. Alla fine sono 119 i gradini scesi e poi anche risaliti interrotti da alcune decine di metri di selciato Qualche panchina è stata opportunamente posizionata lungo il percorso per un attimo di riposo soprattutto durante la risalita. Un percorso, un sentiero magistralmente ricostruito in condizioni di difficoltà estrema. Posso solo immaginare quale sforzo sia occorso per scendere i blocchi di marmo bianco e le pietre che sono servite per i 119 gradini e le gabbie laterali di contenimento. Alla fine un piccolo strappo e poi il paradiso.

     

    Acqua limpida, fondali trasparenti, un posto dove trascorrere, adeguatamente attrezzati, una giornata di assoluto relax, o anche solo qualche ora lontano dal mondo quotidiano. Un solo rumore, quello delle onde del mare interrotto ogni tanto dal passaggio di qualche motoscafo o di qualche piccola imbarcazione con turisti guidati in visita sulla costa viola.

     

    scogli rovaglioso cartelloTrascorro un’ora circa con i piedi ammollo seduto su uno scoglio, di fianco a me  l’ennesimo cartello che invita a rispettare l’ambiente. Solo una coppia ha avuto il coraggio di scendere e piazzare il proprio ombrellone tra gli scogli. Un bagno nelle acque limpide e cristalline e poi ad asciugarsi stesi direttamente sulle calienti rocce nere che cambiano colore solo in prossimità dell’acqua dove la flora è ricca e la fauna visibile ad occhio nudo.

     

    E’ un pezzo della Costa Viola, a destra la torre di Taureana e la spiaggia della Tonnara, a sinistra l’altra scogliera famosa di Palmi, la Marinella, anche questa raggiungibile dopo i lavori di messa in sicurezza della strada di accesso interrotta da una frana staccatasi proprio dalla soprastante Sant’Elia. E’ un angolo di  paradiso da visitare almeno una volta. Risalito in cima, dopo una pausa a metà sentiero seduto sulle eco-panchine, poi il rientro a casa.

     

    Fin qui quello che ho visto, il resto lo ha fatto internet, la rete, questa grande fonte di informazioni della quale non si può più fare a meno, un contenitore inesauribile dove trovare di tutto, Tornato a casa ho pensato di fare una semplice ricerca digitando la parola “Rovaglioso”. Scopro che l’intervento di recupero del sentiero risale alla scorsa primavera e che è stato realizzato dalla Provincia con una spesa di sessantamila euro serviti per il materiale e per il pagamento delle maestranze nella gran parte operai cassintegrati. Ho anche appreso che la storia e le leggende  si intrecciano attorno a questo luogo che prende il nome (Porto Oreste) da Oreste, figlio di Clitennestra e Agamennone, che si rifugiò a Rovaglioso per guarire dopo aver ucciso la madre e che l’intervento di recupero a carattere ambientale, naturalistico e turistico è stato realizzato su terreno confiscato. Non c’e alcun dubbio, soldi spesi bene, anzi benissimo.

     

    Ora tocca a tutti noi. La valorizzazione di questo come altri stupendi posti della nostra Terra passa attraverso la diffusione di messaggi positivi. Non c’è alcun bisogno di percorrere centinaia o migliaia di chilometri per vedere posti incantevoli, li abbiamo in casa, basta solo conoscerli e farli conoscere, e questo è un modo per farlo.

     

     


     
  • 4 commenti

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    1. antonio manfrida

      francesco, hai descritto perfettamente la bellezza dei luoghi, che ti aprono veramente la vista e il cuore. ancor più bello è il tuo riallacciarsi al dialogo che sull’ edicola si va sviluppando sull’ impegno di ognuno di noi e per la nostra terra. forse potremmo ragionare della montagna, della diga sul metramo, sulle bellezze culturali non conosciute. per esempio, i ” gurni di manfroci ” che ho scoperto tramite alcuni amici.

    2. Marco

      Buongiorno,
      da tanto tempo volevo raggiungere questa spiaggia e finalmente è possibile. Potresti spiegare bene il percorso da fare per raggiungere il sentiero? Io arrivo da Reggio con l’autostrada e non sono molto pratico delle vie di Palmi. Grazie mille

    3. Nuccio Buda

      Grazie Francesco a nome di tutti i ragazzi e volontari del Presidio Rovaglioso per lo splendido articolo che ci da ancora piu’ entusiasmo ad andare avanti nel progetto di recupero di Rovaglioso.Grazie.Nuccio Buda

    4. Mario Mancini

      Io che conosco il posto e sono andato prima e dopo i lavori effettuati e che ne hanno reso più agibile l’accesso, posso solo complimentarmi con l’autore dell’articolo ma soprattutto confermare quanto da lui mirabilmente descritto. Le sensazioni per il visitatore sono quelle riportate e che rendono bene l’atmosfera del posto che, effettivamente è meraviglioso (la rima con rovaglioso è una coincidenza assolutamente calzante, che non forza alcun giudizio, ma anzi lo rafforza, anche sonoramente …) .
      Da Palmese voglio augurarmi che interventi migliorativi come questo, vengano effettuati anche su altri posti panoramici di cui il nostro territorio comunale è ricco ! Un plauso infine ai “volontari” a cui ogni cittadino di Palmi deve dire GRAZIE !!! MM

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