• Cinquefrondi. San Rocco 2014, dentro le mura la religione, fuori la tradizione dei “Deserti”
    Partita la macchina dei "Deserti". La rappresentazione unica nel suo genere continua a vivere. In piazza il risultato della sinergia tra pro-loco e gruppi di giovani
    13/09/2014 | Edicola di Pinuccio

    san rocco ciclista sulla portaCINQUEFRONDI  - E’ l’ultimo giorno della novena, domani il culmine del programma religioso per la festività di San Rocco a Cinquefrondi. La Chiesa del Carmine è aperta di buon mattino, ci si prepara alle celebrazioni di oggi. Nella sagrestia si preparano i “surfalora” e sul portone principale arriva un fedele in bici a rendere omaggio al santo. Fuori invece, lungo la via Vittorio Emanuele (Piazza Castello) già da ieri sera gruppi di ragazzi, giovani e meno giovani, sono impegnati nella realizzazione dei “Deserti”  e che quindi continuano la tradizione.

     

    san rocco surfaloraCinque le adesioni all’appello dei giovani della Pro-Loco. E allora al lavoro sul posto per realizzare l’intelaiatura che dovrà sorreggere gli “stinchi” alla ricerca dei quali già di buon’ora alcuni dei ragazzi sono partiti non più con le carriole come si faceva un tempo. Nell’epoca di internet si parte con il camioncino alla volta del torrente Sciarapotamo, lato destro. E’ proprio in prossimità dell’ex cantiere Salcos, sulla sponda opposta che cresce questo arbusto in quantità tali da consentire ogni anno la realizzazione delle tradizionali capanne nelle quali saranno rappresentati i momenti della vita del Santo di Montpellier.

     

    san rocco camion con stinchiUna capanna senza tetto simile a quella che i contadini e gli operai una volta realizzavano per proteggersi dal freddo e dalla pioggia lungo il torrente e nei campi viciniori. Le dimensioni delle foglie e la tecnica di aggregazione alle pareti impedivano ill passaggio del freddo e della pioggia nei temporanei rifugi.Chissà che proprio questa tecnica non abbia ispirato in origine i primi realizzatori dei deserti..

     

    san rocco tamburiSono le otto di  mattina, i tamburi vengono “accordati” e fanno da annuncio ufficiale dell’inizio della festa. Sulla piazza qualche residuo della “notte bianca” volontariamente passata, anche questa quasi per tradizione, a vigilare sulle strutture per evitare che qualche scalmanato le danneggi. Un panino ed un barattolo di crema alla nocciola semivuoto sono la testimonianza di un qualcosa che è un misto tra fede, tradizione, devozione, passione e gioco.

     

    san rocco deserto a spallaEra la tardissima serata di ieri, quasi notte, quando, con un atto destinato a rimanere nella storia e che è stato fortunatamente raccolto nella foto di Tullio Pronestì che pubblichiamo, i “Giovani e giovanissimi della Parrocchia” hanno portato a spalla come si fa nelle processioni ed in maniera assolutamente inedita, lo scheletro del deserto già realizzato presso l’oratorio. Destinazione piazza Castello per il resto del lavoro.

     

    san rocco barattolo nutellaIl resto del lavoro, appunto, arredamento esterno ed interno con il materiale tipico della tradizione. Poi il posizionamento di stelle,navette, triangoli e quant’altro tra la statua o l’immagine del Santo e la sorgente. Non mancano le realizzazioni dell’ “ospedale” e del “carcere”, non manca neppure un “pagghiaredu”, una campana di spine e rovi indossata normalmente come ex voto da fedeli per tutto il tragitto della processione. “lu pagghiaredu” sarà simbolicamente esposto in piazza indossato da un manichino.

     

    torrente sciarapotamo

    torrente sciarapotamo

    I vulcanici ragazzi della Pro-Loco non si sono fermati a questo. Da circa due settimane è partito un appello alla collaborazione per il reperimento di immagini e video storici sulla festa di San Rocco. Appello raccolto. Sono centinaia le foto pervenute da ogni dove e tre o quattro i video uno dei quali risalente agli anni ’70. Tutto il  materiale sarà in bella vista proiettato su uno schermo all’interno del quale, a rotazione, vi sarà anche un video interamente realizzato “in casa” dall’associazione e nel quale saranno ricostruite le storie del santo e dei deserti.

     

    san rocco messa marraSono oramai le 9:30 e sull’altare della Chiesa del Carmine sale il celebrante Messa, è un Arcivescovo di origini cinquefrondesi, Giovanni Marra, già ordinario militare, vescovo ausiliare di Roma ed arcivescovo di Messina, oggi a riposo. Domani, al termine della messa vespertina celebrata dal parroco Don Serafino Avenoso, fuochi pirotecnici e premiazione della migliore realizzazione. Ma sarà solo un concorso simbolico. Nei fatti hanno già vinto e meritano la medaglia d’oro per il mantenimento delle tradizioni tutti coloro che hanno contribuito a qualsiasi titolo ed in qualunque modo anche minimo,  a che non si verificasse uno “stop temporaneo” nella storia dei Deserti di Cinquefrondi.  In attesa di tempi migliori…

     

     


     
  • 1 commento

    1. Nunzia

      Avevo prenotato le ferie per conludere con la processione di san rocco ma non si fa, la colpa ognuno ha un suo giudizio personale sul comportamento di quelle persone, abbiamo fede e accettiamo la punizione, torno in lombardia prima del previsto.

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