• Al Salone del Libro di Torino un evento dedicato al poeta Lorenzo Calogero. Sabato 18 maggio, allo stand della Regione Calabria
    15/05/2013 | Nino Cannatà, Progetto Calogero | Comunicato

    lorenzo calogero

    TORINO – Salone internazionale del libro di Torino, padiglione della Regione Calabria. Sabato 18 maggio 2013 ore 11.00 – 11.45. Presentazione Progetto Calogero e APP educational Lorenzo Calogero con poesie lette da Roberto Herlitzka a cura di Nino Cannatà, direttore artistico. Presentazione di un saggio inedito di Amelia Rosselli sulla poesia calogeriana a cura di Emilio Sciarrino Paris 3 Sorbonne Nouvelle e Scuola Normale di Parigi. Partecipa alla discussione l’editore Nicola Crocetti, direttore della rivista Poesia. Alla presenza del prof. Mario Caligiuri, assessore alla Cultura Regione Calabria

     

     

     

    E’ ANCORA POSSIBILE che in questa nostra cara Italia del nuovo millennio, un poeta colto e raffinato, originale e innovativo rimanga ancora pressoché sconosciuto, introvabile in libreria e in parte inedito?

     

    Lorenzo Calogero, con la sua poesia, ci ha diminuiti tutti” (Giuseppe Ungaretti) “Il più grande poeta italiano del ‘900” (Carmelo Bene) “Un poeta che non deve restare più, restare oltre, sommerso dalle acque, come una statua abbattuta e dimenticata. Ma deve essere riportato alla luce, urlante grondante solitario. E vivo.“ (Roberto Roversi)

     

     

     

     

    Sopra mormorii quadrati

     

    Sopra mormorii quadrati,
    di onda in onda, sopra una vetta antica
    perduta, di gennaio, i tuoi sogni
    sono oggi esigui.
       Nubi dense appaiono
    e non fu più che sogno,
    una vanità che lievemente oscilla
    dentro le tue mani modiche.
       Un sapore
    esse avevano di neve
    che teneramente, internamente brilla.

     

     

     

    Erano rose d’inverno

     

    Erano rose d’inverno
    per te messe in disparte
    che per un piccolo
    uragano abbellirò stasera.

     

    Quanto puoi
    se le nuvole sono folli,
    non metterò a soqquadro.

     

    Un piccolo quadro triste era di fiori,
    quanto io sono per un silenzio puro
    felice che naufraga verso di te
    ora nel buio.

     

     

     

    Se passibile l’eco

     

    Se passibile l’eco ai confini
    era invisibile segno e straniero,
    dubitato da sempre, passo anch’io
    dentro una lievità ombrosa,
    carnosa canora rara di linee.

     

     

     

    (Poesie dall’opera inedita “Avaro nel tuo pensiero” del 1955)