• Viabilità. Svincolo autostradale di Bagnara, Logiacco (Prc): “Promesse vane”
    Continuo avvicendarsi di dichiarazioni di impegno, l’unico dato certo è che quello svincolo rimane tuttora chiuso con il solito pretesto dei problemi tecnici.
    11/04/2014 | Roberto Logiacco - Prc Sinopoli | Comunicato

    logo prc rifondazioneeSINOPOLI – Dopo anni di discussioni, tavoli tecnici e proteste delle popolazioni locali la situazione dello svincolo di Bagnara sulla A3 Salerno-Reggio Calabria non vede ancora alcuna risoluzione. La decisione criminale di eliminare lo svincolo ha determinato un inaccettabile isolamento della zona aspromontana, causando una grave sofferenza sia a livello economico, per delle comunità già sferzate dalla pesante crisi degli ultimi anni, che sociale, per l’emarginazione subita dai cittadini dei centri interessati. Nonostante le ripetute promesse dei vertici ANAS, nella persona del Presidente Ciucci, di concerto con i governatori delle istituzioni locali, non si può che prendere atto di una inammissibile sordità, mascherata dietro un risibile interesse a nostro parere solo di facciata, per la questione, in quanto, in un continuo avvicendarsi di dichiarazioni di impegno, l’unico dato certo è che quello svincolo rimane tuttora chiuso con il solito pretesto dei problemi tecnici.

     

    Rifondazione Comunista, pur prendendo atto dell’incontro dei promotori del Comitato per il mantenimento dello svincolo con il Sottosegretario De Caro, pensa sia improrogabile l’individuazione di una soluzione per riaprire uno svincolo autostradale di così grande importanza strategica per una vasta area territoriale che comprende oltre Bagnara stessa, anche Santa Eufemia d’Aspromonte, Sinopoli, Cosoleto, Delianova, Santa Cristina, Scido ecc., affinché sia possibile risollevare velocemente la zona dal torpore in cui è stata relegata prima che i residenti siano costretti a trasferirsi altrove. Il dato che va rilevato ancora una volta, pur auspicando che le ultime promesse non siano disattese, è che l’attuale classe dirigente istituzionale e i vertici dell’Anas si sono finora dimostrati incapaci di prevenire e risolvere un problema di così grande importanza, o, a ben vedere, non sono stati realmente interessati a farlo.