• Sul tribunale arriva anche il si di Galimi. Chiesto l’intervento di Zingaretti
    10/01/2020 | Giuseppe Campisi | edp

    michele galimi

    michele galimi

    Cinquefrondi – «Le tematiche rispetto alla revisione della legge relativa alla nuova geografia giudiziaria, debbono trovare ampia partecipazione ed impegno da parte delle forze politiche cittadine e dell’intera popolazione». Sulla vicenda della possibile riapertura del tribunale è intervenuto anche il segretario cittadino del Pd che, anche nelle vesti di candidato al Consiglio regionale nella lista dei Democratici e Progressisti, ha voluto rivendicare la mobilitazione di resistenza attuata a suo tempo contro la chiusura, appoggiando l’iniziativa del sindaco.

    Quello di allora fu’, per la verità, un atto di opposizione civile e pacifica che coinvolse «sindaci, l’ordine professionale e tutte le forze vive del comprensorio» ha sottolineato Galimi che, pur non facendone una iniziativa di campanile, ha tenuto a ribadire la validità di un «servizio decentrato che permette alle popolazioni interne di usufruire di questo importante presidio». Una legge nazionale “frettolosa e sbagliata” che però non ha impedito – nonostante i numeri positivi e la marcata professionalità degli uffici giudiziari – di mettere i lucchetti alla moderna struttura trasferendo uffici ed operatori giudiziari in quel di Palmi e che ora si spererebbe poter riaprire magari rifacendosi ad un’azione collegiale sulla scorta di quella già sperimentata in passato.

    tribunale-trasloco2Una partita importante per Cinquefrondi e per l’intero comprensorio che, al di là dei proclami dell’attuale campagna elettorale regionale, potrebbe ricompattare l’arco politico cittadino recuperando unità di intenti e sinergie comuni motivo, quest’ultimo, per cui si è cercato, laddove possibile, di trovare riferimento anche negli azionisti del governo nazionale. «Abbiamo già interessato il segretario nazionale del nostro partito – ha difatti concluso Galimi – il quale ha già assicurato il suo impegno per riportare a Cinquefrondi il suo tribunale».


     
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