• Strage di Lampedusa, Cittanova solidale col sindaco Nicolini
    10/10/2013 | Ufficio stampa, Sindaco di Cittanova | Comunicato

    CITTANOVA – È stata inviata, nella mattinata di oggi, la lettera di solidarietà al sindaco di Lampedusa, Giuseppina Maria Nicolini, dopo i tragici fatti dello scorso 3 ottobre. Un atto su cui, durante la seduta del Consiglio comunale di venerdì 4 ottobre, l’intera Assise si era espressa favorevolmente, delegando il sindaco a predisporre la stesura di una lettera di vicinanza concreta alla comunità lampedusana. L’isola a sud della Sicilia è, ormai da anni, al centro di un flusso drammatico di immigrazione proveniente dai continenti africano e asiatico. Davanti a questo fenomeno i Governi italiani, diversi e di diverso colore, non hanno saputo mettere in campo soluzioni definitive capaci di evitare stragi come quella della scorsa settimana. I morti di quello sbarco, ad oggi, sarebbero oltre 300. Ma in complessivo, guardando all’ultimo decennio, l’ecatombe ammonterebbe ad oltre seimila vittime. Un disastro a cui guardare con pietà cristiana, ma soprattutto con la consapevolezza del lavoro da fare in fatto di cooperazione internazionale e legislazione nazionale.

     

    Di seguito il testo integrale della lettera. «Egregio Signor Sindaco abbiamo assistito, ancora una volta, e con grande sconcerto e profondo dolore, allo sbarco di clandestini sull’isola che lei amministra. Sbarco finito male, degenerato in una strage di proporzioni mai viste prima, e che ancora sta vivendo fasi di drammatico sviluppo. Quello dello scorso 3 ottobre è l’ennesimo sbarco finito male, portato a termine alla meno peggio da trafficanti di vite umane: gente senza scrupoli, che trae illeciti e nauseabondi profitti dalla sofferenza e dalla speranza di tanti fratelli del continente africano e asiatico. L’ennesimo sbarco che si è concluso per moltissimi, troppi fratelli, con la morte. Chi è riuscito ad approdare sulle coste italiane lo ha fatto distrutto dal dolore e dalla rabbia per un destino meschino. E ora, ed è agghiacciante, si trova indagato per immigrazione clandestina. Anche questa volta l’isola di Lampedusa si è dimostrata luogo di salvezza, territorio di fratellanza ed accoglienza. E questo è l’unico aspetto positivo di una vicenda complessa, gestita male dalla politica, che segna il passo risucchiata da un altro fallimento in fatto di cooperazione internazionale, e da quelle articolazioni dello Stato che soccombono ad adempimenti burocratici lenti e vetusti o, peggio ancora, a logiche conservatrici e razziste.

     

    Noi ci vergogniamo di questo, ma per fortuna il nostro Stato e la nostra Repubblica sono ben altra cosa. E in queste ore Lei sta ricevendo solidarietà ed aiuti che danno il senso di uno spirito di unità e coesione che caratterizzano la vera anima del nostro Paese. In questo senso, con la lucidità che lo contraddistingue, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha puntualizzato che, nel caso dello sbarco del 3 ottobre, il nodo non è immigrazione, ma la fuga da regimi sanguinari ed incivili. Il nodo è l’asilo politico. Gli uomini, le donne e i bambini morti lo scorso 3 ottobre scorsi sono l’emblema di un dialogo mancato, di una pagina non scritta di civiltà e pace. E di una incapacità evidente dell’Italia, e dell’Europa, a gestire il fenomeno. La politica, quella seria e vera, deve riflettere e prendere responsabilità che non siano soggiogate dal ridicolo e sprezzante veto di forze xenofobe che lacerano il nostro tessuto sociale e la nostra capacità di rapporto con i cittadini di altri paesi. E allora, se Lei lo ritiene necessario e utile, uniamo le forze per dare nuova linfa ad un percorso che unisce e non divide, che include e non emargina. Il Comune di Cittanova, che rappresento, è luogo di cultura della pace e della fratellanza tra i popoli.

     

    Con questo bagaglio ci presentiamo ai nostri connazionali, all’Europa e al mondo. Ma se abbiamo l’orgoglio di affermare questo, allo stesso tempo riteniamo necessario non smentire quanto conquistato nei decenni, e ci rimettiamo a disposizione di chi, nel nostro Paese, invoca aiuto per una vita migliore. Con queste premesse, dolorose, ma necessarie, Le invio a nome mio, dell’intero Consiglio comunale di Cittanova, e della cittadina che mi onoro di rappresentare, la più profonda solidarietà umana, spirituale e politica».