• Il Parco Nazionale d’Aspromonte punta a conservare la storia di un antico mestiere valorizzando il Caprino d’Aspromonte.
    29/06/2016 | Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte | Comunicato


    caprno d'aspromonte_nSTAITI – Le tradizioni della nostra terra inscritte nell’ innovazione tecnologica per conservare la storia di un antico mestiere. A Staiti, presso il nuovo “Laboratorio Didattico per il recupero del sistema Agro-Pastorale”, struttura da poco riqualificata dall’Amministrazione comunale, si è svolto un momento di 
    confronto nell’ambito del progetto “Eco-Pastore – La Via Lattea”, innovativa idea lanciata dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte che punta a supportare e modernizzare l’attività degli allevatori e favorirne l’aggregazione. Si punta, infatti, alla costituzione di un Consorzio per valorizzare un prodotto altamente identitario come il Caprino d’Aspromonte.

    La giornata è stata scandita dalle attività formative e dimostrative condotte dal dott. Tonino Valenti, a cui hanno partecipato i 50 pastori, donne, uomini e tanti giovani che in questi mesi hanno partecipato alla prima fase del Progetto “Via Lattea” curata, per conto dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, dalla Coop. “Tutela dell’Aspromonte”.

    Orgoglioso il Sindaco di Staiti Antonio Principato, che ha evidenziato come “sia fondamentale proseguire su questo percorso che guarda ad uno dei settori più importanti della nostra area e che pone al centro la nuova figura dell’Eco-pastore”.

    Per il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte “la rete che abbiamo costituito si fonda sul rapporto di reciproca fiducia tra Istituzioni e Comunità pastorale, nell’ambito del quale ognuno dovrà svolgere il proprio ruolo schierandosi dalla parte della legalità e del rispetto delle regole; ciò diviene necessario per ridare dignità ad un comparto che si è fortemente marginalizzato anche a causa di una diffusa resistenza verso l’innovazione”.

    Il Presidente Bombino ha invitato i Pastori a costituire il Consorzio del Caprino d’Aspromonte perché “questa prima fase formativa – ha spiegato – rientra in un più ampio progetto che vedrà l’Ente Parco in prima linea nel supporto alla comunità pastorale, sia nelle attività produttive, sia nella nuova visione di sentinelle a tutela del patrimonio ambientale”.

    Nel corso della giornata sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al progetto formativo promosso dall’Ente Parco.