• Cinquefrondi. A quasi due mesi dalla chiusura “forzata” dell’ufficio postale, il comune scrive a Poste italiane
    11/06/2015 | Uff.stampa, Comune di Cinquefrondi | Comunicato

    CINQUEFRONDI – Registrato il grave disagio arrecato dalla forzata chiusura della locale agenzia di Poste Italiane, di seguito rendiamo pubblica la lettera già inviata al Direttore Provinciale di Poste Italiane S.p.A. al fine di sollecitare una rapida e certa soluzione per la riattivazione della nostra locale agenzia.

     

    Egr. Sig. Direttore Provinciale di Poste Italiane S.p.A.,

    come certamente saprà, è dal 25 aprile scorso che nella nostra cittadina non è attiva l’agenzia postale.

    A seguito di attentato allo sportello automatico, che ha fatto seguito a vile rapina, la struttura è stata “momentaneamente“ chiusa; e, si è detto nell’immediatezza, per effettuare urgenti verifiche e lavori.

    Oggi sappiamo solo che degli operai hanno murato il varco causato dall’esplosione nella parete; che nessun altro è intervenuto; che gli impiegati addetti sono stati “momentaneamente “ assegnati ad altre agenzie.

    Ma il “momentaneo“ riteniamo non possa essere eterno e, pertanto, neppure “definitivo“.

    I nostri cittadini non possono sopportare oltre; non possono continuare a spostarsi verso Anoia, Polistena, Melicucco (cioè a distanza di chilometri) per pagare un bollettino o spedire una lettera. E soprattutto gli anziani, le persone con difficoltà motorie, i non guidatori, non possono essere abbandonati.

    Noi, come rappresentanti istituzionali, abbiamo il dovere di non abbandonarli.

    Nell’era di internet e del villaggio globale è semplicemente indecente che non si sia sopperito al problema con un ufficio mobile o, ancora, con una struttura provvisoria, come da sempre fatto in occasione di lavori agli uffici di Poste Italiane.

    Non vorremmo che Cinquefrondi venisse considerato “comune di serie B“, di scarso interesse; figlio di un Dio minore; dove assicurare un servizio o meno è la stessa cosa; dove chiudere o aprire un ufficio che svolge un servizio pubblico è del tutto indifferente.

    E le promesse non sono più sufficienti.

    A quasi due mesi dall’episodio criminale surriferito, consapevoli di quanto manifestato, Le chiediamo ufficialmente:

    - di venire a Cinquefrondi a spiegare in un incontro pubblico quali le vere volontà sull’ agenzia e sullo sviluppo della stessa;

    - di attivarsi per la pronta attivazione di una postazione mobile ovvero per l’immediata ubicazione in Cinquefrondi, anche presso locali del Comune che fin da subito ci impegnamo ad individuare, di uno sportello postale provvisorio.

    Tutto ciò perchè fortemente convinti che non devono esistere cittadini di serie A e di serie B ovvero zone di Italia o di Calabria dove la dignità delle persone può essere mortificata.

    Se poi si ritiene superfluo, inutile, non produttivo l’incontro, non ha che da manifestarlo, senza timore: i nostri cittadini, con al fianco noi rappresentanti istituzionali, sapranno ben considerare e trarre le valutazioni.

    Di certo, non si abbasserà la testa.