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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; violenza sulle donne</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>All&#8217;ITIS di Polistena la giornata internazionale contro la violenza sulle donne si declina con la voce del verbo scomodare</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 07:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rgallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>POLISTENA  - Una coccarda elaborata dagli studenti di grafica consegnata all&#8217;ingresso dell&#8217;auditorium dell&#8217; ITIS Conte Milano di Polistena contrassegna i partecipanti al Convegno contro il femminicidio &#8220;Perchè?&#8221;, curato...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/allitis-di-polistena-la-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-si-declina-con-la-voce-del-verbo-scomodare/">All&#8217;ITIS di Polistena la giornata internazionale contro la violenza sulle donne si declina con la voce del verbo scomodare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>POLISTENA  - Una coccarda elaborata dagli studenti di grafica consegnata all&#8217;ingresso dell&#8217;auditorium dell&#8217; ITIS Conte Milano di Polistena contrassegna i partecipanti al Convegno contro il femminicidio &#8220;Perchè?&#8221;, curato da Docenti e alunni della scuola in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Duecentocinquanta gli alunni coinvolti in una mattinata &#8220;dinamica ed educativa&#8221; così la definisce il Dirigente Franco Mileto dopo che nomi, i volti e le storie di Fabiana Leuzzi, Mary Cirillo, Roberta Lanzino, Monia del Pero, Antonella Ferro sono scanditi da cinque allieve dell&#8217;istituto e le loro immagini proiettate sullo schermo. A loro e a tutte le donne vittime di violenza è idealmente dedicata la giornata che cerca di dare risposta a quell&#8217;interrogativo che fa da guida agli interventi e all&#8217;intero lavoro preparatorio di questo che è &#8220;solo una tappa-continua Mileto- di un più ampio progetto dal titolo Amare&#8230;dal dire al fare che ha avuto origine in sede di commissione problematiche giovanili ITIS Conte M.Maria Milano di Polistena e che coinvolge le quarte, le quinte e alcuni gruppi delle terze classi dell’ Istituto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forza, coraggio, rispetto, orgoglio,protezione, audacia, dignità, fierezza, sostantivi pregnanti di valori circolano in roll-up in proiezione, “una giornata per conoscere perché nessuna discriminazione sessista o razzista, possa spegnere un sorriso o una vita” dice Franco Mileto prima di passare la parola al nutrito tavolo dei relatori che a partire dall’avvocato Simona Carlo, Presidente della sezione territoriale di Reggio Calabria dell’osservatorio sul diritto di famiglia e poi la criminologa Angela Tibullo, l’avvocato Rosalba Sciarrone, Suor Angela Paglione coordinatrice gruppi-famiglie di Polistena hanno dato vita ad una serie di interventi che si sono snodati tra tecnicismi legali e azioni possibili per combattere la violenza di genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alle parole di testimonianza e impegno di ciascuno si sono alternati documenti video che hanno fatto da corollario agli interventi. Sintetizzati nelle parole Educazione, denuncia e soprattutto in quel verbo &#8220;scomodare&#8221;, in declinazione riflessiva pronunciato da Suor Angela Paglione &#8220;ognuno di noi deve scomodarsi e scomodare, sporcarsi le mani ed intervenire con l&#8217;aiuto in prima persona&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le conclusioni, affidate alla psicologa Franca Ieranò, docente interna alla scuola ed esperta di problematiche legate alla violenza di genere e al sociologo Francesco Rao, sono state un&#8217; analisi delle problematiche legate all&#8217;affettività e all&#8217;efficacia del cogliere le sfumature delle personalità a rischio.&#8221;Educazione sentimentale contro indifferrenza-dice la Professoressa Ieranò- è il passo avanti per combattere ogni forma di violenza&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La lezione finale è affidata alla produzione video firmata dagli studenti che sulle note di &#8220;In nome dell&#8217;amore&#8221; di Alex Britti sono stati registi e attori per quell&#8217; interrogativodominante e titolo dell&#8217; iniziativa: &#8220;Perchè?&#8221;, la cui risposta passa per tutte quelle azioni che corrispondono ai sostantivi di Valore che hanno accompagnato la disamina attenta dell&#8217;intera iniziativa formativa.</p>
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		<title>Reggio Calabria. Corso di grafologia per cogliere i segni di devianza e violenza</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 09:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza sulle donne]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/01/grafologia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-84073" alt="grafologia" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/01/grafologia-300x122.jpg" width="300" height="122" /></a> REGGIO CALABRIA &#8211; I “venerdì della conoscenza” proseguono. Nell’ambito delle attività finalizzate all’aggiornamento costante degli iscritti, il Coordinamento donne Cisl di Rc (responsabile Nausica Sbarra) promuove un corso propedeutico alla grafologia generale, tenuto dalla Dott.ssa Luciana Crucitti, grafologa clinica-forense e criminologa, già esperto dello sportello “Sostegno Rosa”, promosso dal predetto coordinamento. La suddetta iniziativa è finalizzata a fornire una conoscenza di base degli elementi intrinseci a questa disciplina scientifica attraverso cui comprendere meglio se stessi e il proprio interlocutore. Tale corso è uno strumento di analisi e di valutazione che mira, attraverso la scrittura, a cogliere per tempo i segni della devianza e della violenza, in particolare in ambito familiare ed extra familiare. La grafologia si inserisce fra quelle discipline che studiano e analizzano la personalità di un individuo leggendo i messaggi in codice contenuti nella scrittura. La presentazione del progetto è avvenuto lo scorso venerdì 13 gennaio, alle ore 17,00 presso la sede Cisl di Reggio Calabria. Il corso, rivolto agli iscritti CISL, avrà luogo ogni venerdì dalle ore 17,00 alle ore 18,30, nei giorni 23 e 30 gennaio e 06 e 20 febbraio 2015, presso il salone della CISL in via dei Correttori, nr.6 – (R.C).</p>
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		<title>Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Importante iniziativa organizzata da Rinascita per Cinquefrondi</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Nov 2013 10:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza sulle donne]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI &#8211; In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le donne dell&#8217;Associazione politico-culturale &#8220;Rinascita per Cinquefrondi&#8221; organizzano una serie di iniziative per ricordare e ribadire con forza il No alla cultura della violenza, dove nella maggior parte dei casi ne sono vittime proprio le donne. Il momento principale dell&#8217;iniziativa partirà dalla centrale Piazza della Repubblica dove si costituirà un corteo che si dirigerà verso la Scuola media. Nell&#8217;auditorium del plesso scolastico incontreranno i ragazzi delle terze classi,  è previsto infatti un incontro-dibattito sul tema e alla fine dell&#8217;iniziativa verrà osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime della violenza. L&#8217;appuntamento è quindi per domani 25 Novembre a partire dalle 09.30 da Piazza della Repubblica, invitando tutte le donne che parteciperanno al corteo di indossare simbolicamente un indumento di colore rosso, ed appendere alle proprie finestre di casa un drappo dello stesso colore, come simbolo di ribellione contro chi vuole le donne silenti e sottomesse.</p>
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		<title>Reggio Calabria, tutti in piazza contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 18:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA - Ci sono molte ragioni, quest’anno, per prestare attenzione al prossimo 25 novembre, data scelta nel 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite come “Giornata Internazionale per l’eliminazione...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/reggio-calabria-tutti-in-piazza-contro-la-violenza-sulle-donne/">Reggio Calabria, tutti in piazza contro la violenza sulle donne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA - Ci sono molte ragioni, quest’anno, per prestare attenzione al prossimo 25 novembre, data scelta nel 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite come “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, e qui a Reggio Calabria molte di più. Quest’anno SCIOPEREREMO: le donne indosseranno qualcosa di rosso, appenderanno un drappo rosso alle loro finestre e si fermeranno 15 minuti sul posto di lavoro, in casa, ovunque, mettendo in atto una politica appartenuta al sindacato, ma dandole un significato nuovo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A Reggio Calabria le associazioni femminil</strong>i e non solo, le donne e gli uomini, amici, si sono organizzati nel “Coordinamento 25 novembre-Reggio Calabria” per intraprendere un percorso che non abbia termine il 26. Varie saranno le attività e gli incontri organizzati in città e in provincia, sul tema, che precederanno il 25 novembre: <strong> mercoledì 20 novembre</strong> incontreremo le atlete della FIPAV provinciale di Reggio Calabria nella sala della Provincia alle 16.30 sul tema “Come riconoscere i segnali della violenza”  <strong>giovedì 21 saremo</strong> al Liceo di Oppido Mamertina (RC)  <strong>venerdì 22</strong> avremo due incontri con gli studenti del Convitto “T. Campanella”di Reggio Calabria  <strong>domenica 24</strong> alle ore 16.30 faremo un presidio informativo davanti al teatro “Cilea”  domenica 24 per tutta la mattina “Nuvola Rossa” VSG farà dei presidi informativi a Villa S. Giovanni.  <strong>Lunedì 25</strong> alle ore 10.00 incontreremo gli studenti degli ITT Panella/Vallauri di Reggio Calabria LUNEDI&#8217; 25 NOVEMBRE saremo SULLE SCALE DEL TEATRO CILEA E POI IN PIAZZA ITALIA DALLE 15.30 IN POI, per riprenderci gli spazi di confronto, di partecipazione più volte richiesti e mai avuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sciopereremo per fermare</strong> la CULTURA DELLA VIOLENZA in ogni sua declinazione. Cominceremo con un flash mob e poi in piazza con la performance artistica delle ragazze e dei ragazzi dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, le allieve della scuola “centro studio danza” riproporranno “One billion rising”. Inoltre gli studenti e i professori del convitto “T.Campanella” e del ITT Panella/Vallauri saranno presenti con i loro lavori. Poi reading con Katia Colica, musica e tanto altro compresa la presenza di Stefano Perri che per Radio Antenna Febea seguirà in diretta la giornata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sempre in piazza chiederemo</strong> l&#8217;adesione delle cittadine e dei cittadini alle richieste del nostro documento politico che presenteremo alle istituzioni locali. Tantissime sono state le adesioni ricevute fino a questo momento: PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA &#8211; CONFESERCENTI – CONFCOMMERCIO &#8211; TERZIARIO DONNA &#8211; ACCADEMIA DI BELLE ARTI REGGIO CALABRIA &#8211; SABBIAROSSA EDIZIONI &#8211; SCIROCCO NEWS &#8211; OSSI DI SEPPIA &#8211; FEDERESTETICA CALABRIA &#8211; DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CALABRIA DEL SINDACATO PLP-PSICOLOGI LIBERI PROFESSIONISTI &#8211; ASSOCIAZIONE &#8220;AD PERSONAM PER LA QUALITÀ DELLA VITA ONLUS&#8221; RC &#8211; ASSOCIAZIONE “MAESTRI DI SPERANZA” &#8211; ASSOCIAZIONE “RICERCA ALTERNATIVA” &#8211; - LICEO SCIENTIFICO OPPIDO MAMERTINA &#8211; &#8220;CENTRO STUDIO DANZA&#8221; &#8211; S.U.L. REGGIO CALABRIA &#8211; RINASCITA PER CINQUEFRONDI &#8211; ASSOCIAZIONE &#8220;A RUA&#8221; &#8211; PASQUALE SPERANZA COMPONENTE DEL SENATO ACCADEMICO DELL&#8217;UNIVERSITÀ MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA &#8211; ASSOCIAZIONE MUSICALE &#8220;ART BLAKEY&#8221; ECOJAZZ &#8211; NUVOLA ROSSA VSG &#8211; GRUPPO FEMMINILE SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI &#8211; ALBA CALABRIA &#8211; MOVIMENTO POLITICO-CULTURALE &#8220;RC RINNOVAMENTO È CRESCITA&#8221;- CSOA “A. CARTELLA” &#8211; ETHNICAMENTE ASSOCIAZIONE INTERCULTURALE &#8211; A.N.P.I. REGGIO CALABRIA &#8211; AMNESTY INTERNATIONAL CIRCOSCRIZIONE CALABRIA &#8211; INDIPENDENTE A SUD &#8211; ITT PANELLA /VALLAURI REGGIO CALABRIA &#8211; ASSOCIAZIONE Y CASSIOPEA PRODUZIONI VIDEO E FOTOGRAFICHE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Rosso dei drappi,</strong> simbolo della giornata, non è e non sarà in nome del sangue versato dalle nostre donne ammazzate, ma della ribellione ad ogni forma di violenza, non certo in nome di un vittimismo che non ci appartiene. Abbiamo alzato la testa, e lo sguardo. Per questo, finalmente, &#8220;scioperiamo&#8221; e il nostro scioperare sarà permanente nel controllo e nell’azione.</p>
<p>Le richieste delle donne non possono essere disattese: IL TEMPO E’ FINITO!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>COORDINAMENTO 25 NOVEMBRE – REGGIO CALABRIA</b></p>
<p><i>Comitato “Se non ora, quando?” Reggio Calabria &#8211; Arcigay “I due Mari” Reggio Calabria &#8211; Associazione “Jineca-percorsi femminili”- “Il BaK” &#8211; Associazione “Snap” &#8211; Centro antiviolenza “Margherita” &#8211; Energia Pulita &#8211; Comitato provinciale FIPAV Reggio Calabria – Felicita Malara &#8211; Fabrizia Biagi &#8211; Antonella Macheda &#8211; Rosalba Marotta &#8211; Silvana Salvaggio &#8211; Vasiliki Vourda -  Mafalda Pollidori &#8211; Roberta Schenal.</i></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/reggio-calabria-tutti-in-piazza-contro-la-violenza-sulle-donne/">Reggio Calabria, tutti in piazza contro la violenza sulle donne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;on. Rosanna Scopelliti (Pdl) ricorda in aula l&#8217;uccisione di Fabiana Luzzi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 15:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza sulle donne]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>ROMA  &#8211; L&#8217;on. Rosanna Scopelliti nel suo primo intervento in aula alla Camera dei Deputati, nel corso della discussione delle mozioni sulla violenza contro le donne, ha...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/lon-rosanna-scopelliti-pdl-ricorda-in-aula-luccisione-di-fabiana-luzzi/">L&#8217;on. Rosanna Scopelliti (Pdl) ricorda in aula l&#8217;uccisione di Fabiana Luzzi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA  &#8211; L&#8217;on. Rosanna Scopelliti nel suo primo intervento in aula alla Camera dei Deputati, nel corso della discussione delle mozioni sulla violenza contro le donne, ha ricordato &#8220;per rammentare a tutti, e perché resti anche agli atti&#8221; della Camera l&#8217;uccisione della giovane studentessa Fabiana Luzzi, &#8220;vittima &#8211; ha detto la deputata &#8211; della cieca violenza di un fidanzato che, al culmine di una lite, le ha sferrato contro decine di coltellate per poi bruciarla viva&#8221;. &#8220;Quel ragazzo &#8211; ha continuato la Scopelliti, commuovendosi durante il suo intervento &#8211; appena diciassettenne ha impedito a Fabiana di diventare donna, di piangere, ridere, innamorarsi, sbagliare, crescere&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8220;Non sono mai stata tenera</strong> con la Calabria &#8211; ha detto la parlamentare calabrese &#8211; quella terra che a mio padre e ad altri servitori dello Stato ha dato la vita e la morte&#8221;. &#8220;Ebbene &#8211; ha incalzato, in riferimento alle recenti polemiche sollevate sulla stampa nazionale &#8211; da giovane donna e da calabrese dico qui che se è inqualificabile e imperdonabile quella violenza che ha strappato alla propria famiglia una ragazza di sedici anni, ancor di più lo è etichettare, come è stato fatto, la Calabria e il Mezzogiorno come terre irrimediabilmente affette da subcultura e omertà&#8221;. &#8220;Avventarsi come gli avvoltoi su un dramma come quello della giovane Fabiana &#8211; conclude Rosanna Scopelliti &#8211; e alzarsi sulla punta dei piedi per apparire più alte non è un grande esempio di emancipazione e riscatto morale e culturale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/lon-rosanna-scopelliti-pdl-ricorda-in-aula-luccisione-di-fabiana-luzzi/">L&#8217;on. Rosanna Scopelliti (Pdl) ricorda in aula l&#8217;uccisione di Fabiana Luzzi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Di violenza e cultura. La donna al tempo della civiltà occidentale</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 19:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corigliano calabro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A DIFFERENZA degli altri animali, l’uomo “comprende” il mondo in cui vive attraverso il filtro della cultura. La sua relazione con l’universo è sia naturale che umana...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/di-violenza-e-cultura-la-donna-al-tempo-della-civilta-occidentale/">Di violenza e cultura. La donna al tempo della civiltà occidentale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A DIFFERENZA degli altri animali, l’uomo “comprende” il mondo in cui vive attraverso il filtro della cultura. La sua relazione con l’universo è sia naturale che umana e, dal momento in cui compie il suo primo vagito, ogni individuo è soggetto a una continua interferenza socialmente determinata (George Herbert Mead). Possiamo dire che ognuno di noi nasce, cresce, matura all’interno di un paradigma, nell’insieme di idee, pensieri e acquisizioni “dato per scontato” e mutuato dalle persone che sin dalla nascita riteniamo “importanti”. “Detto in modo semplice un paradigma è un pensiero che si pone come basilare, cioè come modello di riferimento, e che quindi determina il campo entro il quale si procede con la ricerca e la riflessione, che possono essere estese a diversi ambiti” (Luca Evan Giustini). Mettere in dubbio il paradigma dominante, va da sé, è difficilissimo: osservando “attraverso di esso”, non riusciamo nella maggior parte dei casi nemmeno a vederlo. Un po’ come quando scordiamo di stare indossando gli occhiali e crediamo di averli persi.</p>
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<p><strong><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/Femminicidio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-64538" alt="Femminicidio" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/Femminicidio.jpg" width="82" height="128" /></a>La polemica sorta nei giorni scorsi</strong> attorno alla tragedia di Corigliano Calabro e alla condizione della donna calabrese sorge, a mio parere, all’interno di questo equivoco. Ogni lettura della società nasce, spesso necessariamente, dall’interno di un paradigma, ed è viziata da un bagaglio di convinzioni, acquisizioni, concezioni “scontate”. Grandi pensatori e rinomati intellettuali hanno sostenuto, fermamente e ben argomentando, la superiorità dell’Occidente sul resto del mondo. Per rimanere in tema, la condizione della donna in Medio Oriente è spesso considerata esempio principe di questa affermazione. Nell’Ovest Democratico non imponiamo alle donne di indossare il velo, e coprirsi fino all’ultimo lembo di pelle, per esempio. <span style="font-size: 12px; line-height: 18px;">Infatti nell’Occidente Civilizzato le donne vengono pagate per fare la velina, sfilare mezze nude, istigare la libido del maschio medio nei night club come nelle pubblicità di automobili. </span>Adrian Michaels, corrispondente da Milano del Financial Times, qualche anno fa raccontò tutto il suo stupore nello scoprire che la modella in bikini che ammiccava in posa sexy da un enorme cartellone pubblicitario all’aeroporto di Fiumicino stava sponsorizzando una compagnia telefonica: “Davvero gli italiani – si chiedeva il giornalista inglese – e in particolare le italiane, ritengono accettabile vendere” telefonini e “quiz in prima serata stimolando i genitali maschili invece del cervello?”. La domanda cade nello stesso dibattito: l’italiano medio, nato e cresciuto nella cultura veicolata dalle televisioni generaliste, non si pone nemmeno il quesito della “accettabilità” dello sfruttamento economico della bellezza femminile. È normale, è naturale.</p>
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<p><strong>Naturale e culturale, due dimensioni così antitetiche</strong>, vengono spesso confuse sin dalla prima socializzazione: il bambino, eleggendo i propri familiari come custodi della verità, compone la sua prima idea di realtà attraverso i loro consigli, comandamenti, rimbrotti, divieti. La stessa identità individuale, suggerisce Mead, viene informata da questo processo. La seconda socializzazione ha luogo invece nel gruppo di amici e durante l’istruzione di primo e secondo grado, dove, soprattutto all’interno delle comunità non metropolitane, persone vicine hanno avuto educazioni simili che si confermano vicendevolmente. All’alunno di scuola elementare di un paesino di provincia a matrice fortemente cattolica sembrerebbe “innaturale” il fatto che un compagno di banco possa essere figlio di una coppia non sposata, e se ne stupirebbe. Allo stesso modo, per tornare all’opposizione tra civiltà diverse, le famiglie allargate delle tribù brasiliana dei Munduruku – in cui i figli sono cresciuti non solo dai genitori naturali ma dagli adulti di tutta la tribù, e non ha nessun senso contarli o definire a chi appartengano – appaiono all’individuo medio moderno come un sacrilegio. Per finire, l’omosessualità, presente “in natura” anche tra gli animali, che, credo converrete, sono incapaci di “peccare”, viene tuttora definita da milioni di persone nel mondo come “contro natura”.</p>
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<p><strong>La cronaca del ragazzino che trucida e uccide</strong>, dandola alle fiamme, la fidanzatina per il futile motivo della gelosia ha riaperto il dibattito tra chi vede la Calabria come un paese arretrato e violento, in cui la donna è ancora considerata inferiore e alla stregua di un oggetto sessuale, e chi invece difende a spada tratta la propria terra, negandone fermamente alcuni caratteri antimoderni. Nella controversia viene completamente omesso il semplice dato statistico, disponibile a chiunque si occupi di cronaca nera, che rivela come in tutta Italia (e in tutto il mondo) la percentuale dei cosiddetti femminicidi è altamente superiore a quella degli assassinii ai danni di un maschio. Cito velocemente solo alcune notizie recenti: “<a href="http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/2013/05/29/896336-guardamiglio-funerali-angelica-timis.shtml">Uccisa a coltellate dall&#8217;ex, Guardamiglio saluta Angelica</a>” (Lombardia); “<a href="http://www.ilmessaggero.it/ROMA/STORIE/infermiera_uccisa_ex_marito_michela_fioretti_ospedale_dedica_reparto/notizie/282223.shtml">Infermiera uccisa dall&#8217;ex marito</a>” (Lazio); “<a href="http://www.ilreporter.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=26797:castagneto-carducci-uccisa-19enne-ora-e-caccia-al-killer&amp;catid=76:cronaca-e-attualita&amp;Itemid=125">19enne uccisa a Castagneto Carducci, fermato un giovane</a>” (Toscana); e potrei continuare. È ovvio che con questo articolo non si vuole dimostrare niente se non che, come direbbero gli anziani, “tutto il mondo è paese”, se non altro quando si tratta di violenza. Come ho cercato di argomentare in <a href="http://pinolastuto.blogspot.it/2012/08/contro-natura.html">un’altra sede</a>, infatti, credo che tutto ciò che accade nel mondo sia naturale, tranne, per dirlo con Aristotele, ciò che è violento: per l’antico filosofo greco esistono due tipi di movimenti, quello naturale – il corpo che si muove e muta in conformità alla propria essenza – e quello violento – per il quale il corpo si muove e muta sotto la forza di un corpo esterno. C’è solo una cosa, dunque, davvero contro natura, ed è la violenza.</p>
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<p><strong><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/femminicidio1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64619" alt="femminicidio1" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/femminicidio1-119x169.jpg" width="119" height="169" /></a>Interrogarsi dunque sulla matrice “regionale”</strong> di un gesto come quello compiuto dal ragazzino di Cosenza significa – e questa è la mia opinione – tralasciare nell’analisi il contesto universale. Come ho provato a indicare, spesso ognuno di noi dà una lettura della realtà viziata dalla propria educazione, immersa nel proprio invisibile paradigma di riferimento. Dunque è normale che crescendo in una comunità, per quanto piccola, inquinata da sentimenti di intolleranza e sessismo, un giovane possa proiettare quella realtà sulla sua idea di Calabria. È in effetti la Calabria che ha conosciuto. Ed è ugualmente facile, avendo vissuto una adolescenza relativamente tranquilla, in un ambiente non troppo sessista e tra persone consapevoli, ignorare che esistono “posti” in cui la donna è effettivamente criticata perché frequenta amicizie maschili o veste aderente. Inoltre, alcuni atteggiamenti nei confronti della donna, e alcune discriminazioni ai suoi danni (per esempio il genitore che concede ogni libertà al figlio maschio, ed è fiero di lui se ha molte fidanzate, mentre soffre e spesso prende “provvedimenti” duri se è la figlia a cambiare spesso compagno) sono talmente diffusi e comuni che spesso chi reagisce all’accusa di una Calabria sessista nemmeno li inserisce nell’equazione e può sostenere che “non è vero niente!”.</p>
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<p><strong>Ho avuto modo di conoscere</strong>, durante la mia esperienza romana, un giovane di San Luca, laureando in medicina, colto, brillante, apparentemente molto intelligente. Chiacchierando, durante una cena, gli ho chiesto se avesse una ragazza. Mi ha risposto che, sì, ne aveva una, in Calabria, una compaesana. Come viveva dunque una storia a distanza? “Beh, quando scendo ci vediamo, vado a casa sua, mi siedo con lei e sua madre o le sue zie e parliamo”. Non uscivano insieme? “Non siamo mica sposati ancora!”. Gli ho chiesto dunque se la conoscesse bene, se si sentissero almeno spesso sul cellulare, e mi ha rivelato che “Le ragazze mica possono avere un cellulare: da noi è così, non si usa”. “Ma tu la ami?” gli ho domandato. “Certo” è stata la risposta convinta “è una brava ragazza, sa cucinare, non esce mai, brava nelle faccende…”. La mia curiosità e quella degli altri convitati, alcuni romani, un paio campani, cresceva sempre di più: “Come vi siete conosciuti?”. “La vedevo sempre in chiesa, era carina, ma io studiavo già a Roma dunque non ero molto sicuro. Tuttavia mio padre non faceva che insistere: ‘trovati una ragazza, datti una mossa, hai una età!’. E io alla fine mi sono deciso a mandarlo a parlare con i genitori di lei”. Il padre del mio amico dunque andò dai genitori della ragazza, chiedendole la mano per conto del figlio, e tutti attesero le due settimane canoniche per la consegna della risposta. Solo alla fine i due giovani si incontrarono, in presenza dei parenti dell’una e dell’altra famiglia.</p>
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<p><strong>Questa storia non è esemplare</strong>. La cerchia delle persone che ho conosciuto e con cui ho avuto il piacere di parlare nel corso della mia vita non ha le caratteristiche del campione statistico. Ma è significativo che, ancora, IN ITALIA, cioè in un Paese del primo mondo, considerato civilizzato e “culturalmente superiore”, ancora siano presenti, diffuse, considerate lecite, tradizioni come questa. Il moto di condanna che monta dentro l’individuo medio, nell’ascoltare una storia del genere, è legittimo ma mi permetto di suggerire anche “condizionato”. Noi condanniamo la cultura sanluchese “attraverso” il filtro del paradigma in cui siamo cresciuti. Se la nostra socializzazione fosse avvenuta nel suo stesso ambiente, probabilmente non ce ne stupiremmo più di tanto. E se anche con questo non voglio sostenere che dobbiamo astenerci dal promuovere anche tra chi la pensa diversamente da noi delle alternative che sappiamo valide (io stesso ho parlato al mio amico, ripetutamente, di quella cosa meravigliosa che è il libero arbitrio), voglio tuttavia ritornare sulla questione sollevata dal giornalista inglese. La donna, in Italia come, credo, in tutta la società moderna, non è considerata alla pari dell’uomo. La parità dei sessi, ho idea, è lontanissima dall’essere conquistata. In alcuni casi mi sembra che la donna che cerca in tutti i modi di somigliare all’uomo, emancipandosi attraverso la sessualità, sia in realtà “schiava” di una idea di sessualità e da un immaginario dominante prettamente maschile.</p>
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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-64620" alt="frattali7" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/frattali7-225x169.jpg" width="225" height="169" /></p>
<p><strong>Tuttavia voglio chiudere sul tema principale</strong> di questo post: l’universalità della violenza. Un po’ per difendere quanto nella Calabria c’è di buono (e che quotidianamente segnaliamo sul nostro sito: la Calabria Migliore), un po’ per dare un contributo all’eterna diatriba sulla presunta arretratezza del sud. Così come ho citato alcuni casi di femminicidi nel centro e nel nord d’Italia, si può fare lo stesso ragionamento per ogni fatto di cronaca. Questo perché la società umana nella sua interezza ha una struttura frattale, come l’universo che secondo alcune teorie minori della cosmologia è dotato di omotetia interna e si ripete nella sua forma e distribuzione allo stesso modo su scale diverse. La saggezza e l’ignoranza (contrapposizione che preferisco a quella tra i concetti più popolari di bontà e malvagità) è ugualmente distribuita in tutto il mondo. In alcuni paradigmi l’equilibrio è sbilanciato verso le devianze sessuali (penso a quelle culture più maschiliste) in altre verso la violenza gratuita o i fascismi. E sono in molti a sostenere che nel corso dell’evoluzione umana civiltà più consapevoli e illuminate si sono succedute ad altre più violente e repressive. Dire che la Calabria è arretrata, assassina, sessista, razzista, solo perché al suo interno accadono come in tutto il mondo terribili tragedie, è terribilmente sciocco. Ugualmente, affermare che la Calabria sia “completamente” moderna è errato come sostenere che l’Occidente è libertario, tollerante o per niente razzista e sessista.</p>
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<p><strong>Per concludere</strong>. Come <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/28/calabria-forza-delle-donne/608756/">Angela Corica sul Fatto quotidiano</a>, anche io mi sono stupito leggendo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/27/donna-in-calabria-non-vale-nulla/607276/">il post di Domenico Naso</a>. E sono rimasto colpito soprattutto dal fatto che LUI non sia stato colpito: “La tragedia di Corigliano Calabro non mi ha colpito per nulla. Quando ho sentito la notizia, non ho mosso un muscolo, non ho mostrato segni di sorpresa”. Si è levato un polverone su questo pezzo, per lo più mosso da orgoglio, ma non posso che essere d’accordo su almeno una delle proteste: come fai, caro Domenico, a non rimanere colpito da un gesto del genere? Un ragazzino imberbe massacra la fidanzata adolescente bruciandola ancora viva e tu non muovi un muscolo? Non conosco la tua storia ma ho paura che sia stata molto triste se riesci a rimanere impassibile di fronte a un esempio di violenza così terrificante, disarmante, considerata l’innocenza di cui spesso ammantiamo età come quella del giovanissimo assassino. Qualche tempo fa un branco di minorenni ha violentato una ragazza nel foggiano. Poco tempo prima a Berlino un 13enne ha ucciso una coetanea per un lettore mp3. E, anche qui, l’elenco è sterminato. Se la violenza di Corigliano fosse stata perpetrata a Milano ai danni di una ragazzina lombarda il tuo cuore avrebbe sussultato?</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/di-violenza-e-cultura-la-donna-al-tempo-della-civilta-occidentale/">Di violenza e cultura. La donna al tempo della civiltà occidentale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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