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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; sulpi</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>Fondazione San Francesco di Rizziconi, i lavoratori occupano la struttura</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 08:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione san francesco]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_60162" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/03/sul-giuseppe-gentile.jpg"><img class="size-full wp-image-60162" alt="giuseppe gentile" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/03/sul-giuseppe-gentile.jpg" width="277" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">giuseppe gentile</p></div>
<p>GIOIA TAURO &#8211; Sabato 26 Aprile, si è tenuta l’assemblea, delle lavoratrici e dei lavoratori della Casa di Cura e protetta della Fondazione San Francesco d’Assisi di Rizziconi iscritti e simpatizzanti del SULPI, per affrontare l’annoso problema degli stipendi non pagati, eleggere il rappresentante sindacale aziendale e quello per la sicurezza sul posto di lavoro. Il punto caldo sul quale l’assemblea si è soffermata a lungo, è stato quello degli stipendi non ancora pagati. Si tratta di ben 11 mensilità: Aprile, Maggio e Giugno 2011; Novembre, Dicembre, 13^ e 14^ 2013; Gennaio, Febbraio, Marzo e Aprile 2014. Questa sofferenza economica è divenuta insopportabile, in particolar modo per quelle famiglie monoreddito (quasi tutte), dove, l’indigenza è giunta al limite della sopportazione e non permette neanche l’acquisto dei beni essenziali per consumare i pasti quotidiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma una vera e propria tragedia umana e sociale dove ritroviamo persino la negazione del diritto alla salute (curarsi costa e questi “lavoratori in nero” non possono spendere i soldi che non hanno per affrontare le malattie). Questo scenario surreale, fatto di prestazioni lavorative quotidiane di alta qualità e valore sociale non ha prezzo ma, i soldi per pagare il lavoro non si trovano. Le forme di sfruttamento sono condannate dalle leggi italiane da oltre cento anni. Di recente gli accertamenti effettuati dalle Forze dell’Ordine hanno portato all’arresto di datori di lavoro che sfruttavano lavoratori ben oltre l’orario stabilito. Eppure, nel contesto pianigiano continuano a proliferare tante altre assurde condizioni lavorative dove donne e uomini subiscono ricatti e sfruttamenti nell’assoluto silenzio e con tanta paura di perdere quel poco di elemosina che “generosamente il padrone” la definisce stipendio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro che crisi, questo è un olocausto dei diritti fondamentali delle persone pronto ad esplodere, così come è esplosa la rabbia dei 21 lavoratori e lavoratrici licenziati collettivamente alcuni anni or sono, ancora in attesa del pagamento degli stipendi non pagati e della buonuscita. Queste persone senza lavoro e senza paura, ieri hanno presidiato gli uffici della Fondazione restando tutta la notte e ancora questa mattina in attesa di risposte che non sono arrivate, né dalla Direzione della casa di riposo, né dalla Regione Calabria né tantomeno dall’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria. Eppure, nei primi giorni di Febbraio il SULPI, assieme al consigliere regionale Giuseppe Giordano, ha incontrato l’Assessore Regionale dei Servizi Sociali Nazareno Salerno, per capire i motivi dei continui ritardi di pagamento in un settore così delicato. In quella sede, l’assessore si era impegnato a rifare i decreti per pagare tutto il pregresso del 2013 entro il mese di Marzo. Le competenze accertate, dimostravano un credito, a favore della Fondazione San Francesco di Rizziconi di € 337.874,00. Somma assegnata poi con decreto n. 4.449 nella misura del 50% pari ad € 169.931,00.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo siamo venuti a conoscenza che l’accredito programmato per giorno 28/29 Aprile è stato procrastinato per i primi giorni del mese di Maggio. L’auspicio è che tale somma venga utilizzata interamente per pagare gli stipendi ed evitare ulteriori contenziosi e conflitti sociali. Quindi, invitiamo la direzione della casa di riposo di farsi carico interamente del disagio di tutti coloro che aspettano con ansia di ricevere i soldi del lavoro fatto e non retribuito. In verità, quello che ci preoccupa di più è il futuro e la consapevolezza di un qualcosa che non permette la regolare gestione di questa realtà lavorativa. Difatti, la ricognizione eseguita su tutti i crediti vantati dalla casa di riposo di Rizziconi ci consegna un quadro a dir poco desolante: all’Azienda Sanitaria Provinciale non risultano fatture emesse dalla Fondazione per i ricoveri dei pazienti; la Regione Calabria è ferma ai pagamenti del 2013; l’unica risorsa disponibile, che giunge puntualmente nelle casse della Fondazione, è composta dalle pensioni dei ricoverati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se questo è, possiamo affermare che la ricerca continua di risorse economiche attraverso forme di finanziamento, i ritardi strutturali dei pagamenti, i soldi che vantano i 21 lavoratori licenziati, non fanno vedere alcun tipo di soluzione che possa sollevare il dissesto economico presente da anni nella gestione dell’Opera San Francesco d’Assisi di Rizziconi. A fronte di ciò si è deciso di chiedere, ai livelli Regionali e Nazionali competenti, una approfondita verifica al fine di valutare l’opportunità di un intervento straordinario mirato a tutela dei livelli occupazionali ed a garantire l’assistenza ai pazienti ricoverati. Con l’auspicio di non dover registrare momenti di rivolta sociale ed atti disperati dei lavoratori ridotti alla fame, confidiamo nell’attenzione straordinaria delle istituzioni per affrontare e risolvere definitivamente questa triste vicenda di disumana esistenza.</p>
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		<title>Anoia.Chiude la casa di riposo per anziani. Gentile (Sulpi):&#8221;Incomprensibile la chiusura di questa piccola ma significativa eccellenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 14:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; Il Comune di Anoia, con delibera del Consiglio Comunale n. 19 del 04 Maggio 2013, ha dichiarato il dissesto finanziario. Il 14 Agosto 2013 il Capo dello Stato emette il decreto e, in data 04 Ottobre 2013 si insedia il Commissario Straordinario incaricato a gestire il dissesto. Da un primo accertamento del 03 Dicembre 2013, risultavano pervenute istanze di ammissione alla massa passiva da parte dei creditori (n. 58 istanze) per un debito iniziale di € 900.259,76. Ciò detto, in presenza di una tale condizione di sofferenza economica, il Sindaco Responsabile dell’Area Tecnica, con lettera del 17 Ottobre 2013, indirizzata alla Cooperativa Sociale “La Piramide” fa disdetta del contratto di fitto dell’immobile, di proprietà comunale, utilizzato come Casa di Riposo per Anziani. Una decisione apparentemente assurda e contraria agli interessi generali della comunità sulla quale è necessario fare chiarezza fino in fondo. Difatti, non si comprende perché le casse comunali si privano di un canone mensile di locazione, pari ad € 3.198,00, versato puntualmente dalla Cooperativa e, poi non si tiene conto delle ricadute positive provenienti dall’indotto occupazionale e dalla quotidiana presenza di cittadini, in quel territorio comunale. Pur tuttavia, qualora l’aspetto economico non dovesse interessare un piccolo comune in dissesto finanziario, non si può certamente tralasciare la grande importanza sociale e di valore aggiunto presente in una comunità dove viene offerta assistenza socio sanitaria, organizzata sulle 24 ore, alle persone anziane. Insomma questo punto di riferimento dovrebbe essere un’eccellenza territoriale da valorizzare come indice di una cultura politica positiva da esportare, invece, si chiede di liberare l’immobile entro il 01 Novembre 2014.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> La Cooperativa Sociale</strong> prima della scadenza intimata sarà costretta a dimettere i 20 anziani ricoverati e licenziare i 10 lavoratori dipendenti. Forse, sarebbe bene non scriverla questa brutta pagina di storia del comune di Anoia, anche perché l’assistenza alle persone anziane (spesso persone sole e senza casa), nasce nel Comune di Anoia nel 1997 dal volontariato sociale e poi si trasforma in Cooperativa Sociale senza alcuna finalità di lucro. Quindi, sarebbe veramente incomprensibile la chiusura di questa piccola ma significativa eccellenza. E poi, riuscire a dare un senso a questa disdetta di affitto, in presenza di un Commissario Straordinario Liquidatore, diventa veramente difficile e incomprensibile. Forse sarebbe utile guardare alcune Amministrazioni Comunali della Piana di Gioia Tauro ed emulare il virtuosismo praticato da alcune di esse dove, oltre a ridurre le tasse dei cittadini riescono persino ad erogare somme ai giovani disoccupati. Sicuramente, un comune in dissesto ha dovuto alzare le aliquote dell’addizionale Irpef, dell’IMU, mini IMU e TARES ma, a fronte di ciò, deve fare tutto il possibile per risollevare le sorti del paese. Questo non potrà certamente realizzarsi se il primo segnale è quello di rinunciare al canone di locazione di un’immobile e chiudere il centro di assistenza agli anziani. Non bisogna perdere la rotta che porta al bene comune, altrimenti si rischia di scivolare in un serio allarme sociale. La lettura che vorremmo dare dell’intera vicenda è quella di una sostanziale rinegoziazione contrattuale rivolta al sociale no profit, rispettosa delle persone anziane e dei lavoratori, utile a ritrovare la giusta dimensione di quella normalità invocata da tute le persone per bene.</p>
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		<title>Sanità. Gentile (Sulpi): &#8220;I provvedimenti regionali in materia di sanità non tutelano i diritti dei cittadini&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 20:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; I provvedimenti regionali, adottati dal commissario Scopelliti, ci portano a ragionare sull’effettiva efficienza ed efficacia di salvaguardia della salute. Ciò comporta, in termini di onestà politica e di corretta amministrazione, una ulteriore valutazione sul tema costi/disagi e, quindi, delle risorse finanziarie e professionali distribuite sul territorio. Orbene, volendo stendere un velo pietoso sulle branche chirurgiche e sul Servizio Urgenza Emergenza Medica del 118 (la Piana garantisce il servizio con un’ambulanza di 500.000 Km), andiamo ad analizzare l’offerta delle branche mediche e l’involuzione subita nel tempo, per effetto dei provvedimenti regionali. La storia degli ultimi anni ci consegna un continuo taglio di posti letto sui 33 comuni della Piana di Gioia Tauro dove risiedono circa 180.000 abitanti. Nel 2010 le branche mediche erano così distribuite: 81 PP.LL. di Medicina (23 a Taurianova, 18 a Polistena, 20 a Oppido Mamertina e 20 a Palmi); 16 di Cardiologia (8 a Gioia Tauro e 8 a Polistena); 8 di UTIC (a Polistena); 10 di Nefrologia (a Palmi). Nel settembre 2013, prima del D.P.G.R. 106/2010 (piano di rientro Scopelliti), avevano 30 PP.LL. di Medicina a Polistena e 14 a Gioia Tauro (44 PP.LL.). Oggi la dotazione posti letto di Medicina è di 20 a Polistena e 12 a Gioia Tauro con un’ulteriore taglio di 12 PP.LL, a ciò si aggiungono i tagli di 8 PP.LL. di Cardiologia di Gioia Tauro, e 4 di Nefrologia (ulteriori 24 posti letto in meno).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In sintesi sono stati cancellati 49 posti letto di Medicina, 8 di Cardiologia e 10 di Nefrologia</strong>. Raffrontando questo dato alle esigenze reali del territorio pianigiano, dovuto a un incremento di richieste provenienti dai Pronto Soccorso, troviamo una carenza di posti letto superiore al 50% del fabbisogno. L’effetto di tale carenza non è il risparmio ma, al contrario, ci consegna un report negativo di grande rilevanza sociale ed economica. Da un lato si colloca l’aggravio di spesa dovuto ai continui trasferimenti verso altre regioni (spese vive del trasferimento e mobilità passiva della regione Calabria), dall’altro, a fronte di un diritto negato, troviamo il disagio dell’ammalato articolato a sua volta su due profili, il primo riguarda l’allontanamento dell’ammalato dal proprio nucleo familiare (sofferenza e diseconomia colpiscono direttamente le persone interessate); il secondo aspetto attiene a una falsa lettura del piano di rientro, perché, mentre si taglia per risparmiare, si spende di più per far curare fuori regione. Il danno è collettivo con ricadute devastanti sul futuro della Piana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo scenario è bene ricordare</strong> che, nel mentre la “Città della Piana” subisce i tagli e viene classificata come un’area di serie “B” o C” ma diventa un’eccellenza per il trasbordo di armi chimiche, la metropolitana Reggio di Calabria passa in serie “A”, a parità di popolazione residente, offre ai propri cittadini 84 posti letto di Medicina (24 Ospedale Riuniti, 20 al Morelli, 20 al Policlinico e 20 a Villa Aurora). Pur preservando le branche mediche di Cardiologia, Utic, Neurologia, Pneumologia, nefrologia, Malattie Infettive e Geriatria (188 p.l.). Quindi a Reggio Calabria città, per lo stesso bacino di utenza, si dispone di 272 PP.LL. di branca medica, pur tuttavia insufficienti perché si emigra fuori regione, contro i 48 PP.LL rimasti aperti sulla Piana. E allora, non possiamo credere a nessuna delle promesse e alle carte scritte e sottoscritte ai vari livelli istituzionali se non, prima, sarà data pari dignità ai territori della provincia di Reggio Calabria. Forse i nostri rappresentanti politici si sono dimenticati che tutto cresce e si evolve in funzione dei diritti offerti dal territori. Tutto il resto è risaputo ed occupa continuamente le testate d’informazione con la loro grande funzione educativa ma, probabilmente non tutti i detentori del potere gestionale pubblico ne hanno compreso la grande valenza storica.</p>
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		<title>Arsenale chimico da smaltire. Gentile (Sulpi): &#8220;Unico evento mondiale ma nessuno sa quale sicurezza adottare&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 20:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[armi chimiche]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; La Regione Sardegna festeggia la vittoria per essere riuscita a negare l’attracco delle navi provenienti dalla Siria con armi chimiche. La nostra regione, governata da un presidente col ruolo di Commissario alla Sanità, non si è opposta ed ha ritenuto opportuno di utilizzare questo scempio, per rilanciare l’attenzione del Governo Nazionale sui problemi della Calabria. Una resa incondizionata, visto che tutti i Sindaci della Piana hanno manifestato la loro contrarietà all’ingresso delle navi nel porto di Gioia Tauro. Il problema non è affatto risolto, anzi, rimane in tutta la sua interezza. Armi chimiche, forse di valenza nucleare, transitano nel nostro porto per essere trasbordate su un’altra nave e poi smaltite nelle acque internazionali nel mare Mediterraneo. Non esistono precedenti di una tale operazione bellica per valutare le gravissime conseguenze causate da un malaugurato imprevisto e da un probabile perenne inquinamento del nostro mare. Quindi, un brutto evento mondiale assegnato al porto di Gioia Tauro, pianificato da chi vive lontano da noi e privo degli elementi essenziali di programmazione della sicurezza territoriale, ambientale e dei piani di prevenzione sanitaria individuale e collettiva dei lavoratori del Porto e dell’intera popolazione residente nella Piana di Gioia Tauro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di ciò dovevano farsi carico per primi i nostri rappresentanti</strong> eletti al parlamento Europeo, alla Camera ed al Senato ma, nessuno si fa vedere ne sentire in maniera competente, forte e seria. Tuttavia, dovendo pensare alla realizzazione di questo nefasto progetto, con l’arrivo della nave per metà febbraio, vorremmo capire perché nessuno si scomoda per redigere un piano di sicurezza e prevenzione locale per informare i lavoratori del porto, i cittadini, il Servizio Emergenza Urgenza Medica e pianificare un protocollo completo in grado di garantire strumenti idonei e direttive precise di prevenzione e cura, in grado di affrontare un malaugurato evento disastroso, seppur imprevedibile, che potrebbe derivare da incidenti o da qualsiasi altra causa. Ribadiamo l’importanza mondiale di tale evento e dell’altissima pericolosità dell’operazione, sia per quanto riguarda il trasbordo da nave a nave, sia per lo smaltimento in mare con relativi danni incalcolabili per i intere generazioni nei secoli a venire. E però, nonostante tutto, nemmeno l’Azienda Sanitaria Provinciale si è posta il problema delle sue competenze in materia di salvaguardia del diritto alla salute dei lavoratori e dei cittadini dell’intero territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Forse non si è ancora capito che questa volta il rischio</strong> è talmente alto e scientemente sottovalutato, al punto tale, da mettere in discussione qualsiasi possibilità di futuro dell’intero popolo calabrese. Nei prossimi giorni si decideranno le sorti della Piana di Gioia Tauro, un momento decisivo per tutti i calabresi, nessuno deve tirarsi indietro dalle responsabilità istituzionali ricoperte a partire dai rappresentanti eletti alla Camera e al Senato ai quali chiediamo di uscire fuori dal nascondiglio e scendere in piazza per scrivere una bella pagina di storia e stracciare la buia ipotesi di imbrattare l’intero mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/arsenale-chimico-da-smaltire-gentile-sulpi-unico-evento-mondiale-ma-nessuno-sa-quale-sicurezza-adottare/">Arsenale chimico da smaltire. Gentile (Sulpi): &#8220;Unico evento mondiale ma nessuno sa quale sicurezza adottare&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Chiude il reparto di Chirurgia all’ospedale di Gioia Tauro. Gentile (Sulpi): &#8220;Si sta cancellando il diritto alla salute&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 07:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; I dirigenti medici dell’unita ospedaliera di Chirurgia del presidio ospedaliero di Gioia Tauro nel rappresentare la grave difficoltà lavorativa, determinata da carenze professionali e strutturali...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/chiude-la-chirurgia-allospedale-di-gioia-tauro-gentile-sulpi-si-sta-cancellando-il-diritto-alla-salute/">Chiude il reparto di Chirurgia all’ospedale di Gioia Tauro. Gentile (Sulpi): &#8220;Si sta cancellando il diritto alla salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; I dirigenti medici dell’unita ospedaliera di Chirurgia del presidio ospedaliero di Gioia Tauro nel rappresentare la grave difficoltà lavorativa, determinata da carenze professionali e strutturali difficilmente colmabili, che in atto mette in pericolo la salute dei pazienti che afferiscono alloOspedale di Gioia Tauro, nell’interesse principale della sicurezza degli ammalati, chiedono di essere trasferiti presso il prsidio ospedaliero di Polistena. Questa la sintesi della richiesta di trasferimento, sottoscritta da tutti i medici della chirurgia inviata al direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria. Una sofferta decisione dei chirurghi, rilegati in un vicolo professionale cieco senza via d’uscita. Questa decisione nasce dalla consapevolezza di non poter garantire la continuità assistenziale all’ammalato critico in urgenza perché, come più volte sottolineato dal Sulpi, i servizi pubblici essenziali e l’equipe di professionisti necessari per salvare una vita umana non sono sufficientemente presenti all’ospedale di Gioia Tauro. Quindi viene meno la sicurezza lavorativa e si mette in discussione la vita dell’ammalato e, non ultima la professionalità dei chirurghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> A queste condizioni diventa impossibile</strong> esprimere l’alta professionalità presente e, tutti gli sforzi possibili sono vanificati da un sistema fortemente carente, sia nei servizi essenziali per fare diagnosi, sia per quanto concerne l’approccio multidisciplinare sull’ammalato. Questo è l’ennesimo fatto negativo che colpisce il Servizio Sanitario Pubblico nella piana di Gioia Tauro. Come Sulpi riteniamo che, questa lunga scia di interventi scellerati mina il futuro di un intero territorio già fortemente provato da troppi aspetti di povertà. Il risultato del piano di rientro dal debito, porta alla chiusura dell’Ospedale di Gioia Tauro che non deve essere chiuso, ma, il Dprg n. 106 taglia la linfa vitale e non permette la continuità nell’assistenza. Pur tuttavia non possiamo immaginare la concentrazione di tutte le attività ospedaliere nel “Fort Apache” dell’ospedale di Polistena, perché anche in quel presidio si resiste a stento all’assalto della quasi totalità di utenza proveniente dai 33 comuni della Piana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Quindi, un indotto di circa 180.000 abitanti</strong> che chiedono di mettere in sicurezza la sanità che può e deve esprimere l’ospedale di Gioia Tauro. D’altronde è ora di finirla con i soliti giochetti di appartenenza e pensare all’ammalato attraverso interventi seri ed efficaci, partendo dalla richiesta d’incontro urgente sottoscritta da Tutti i Medici di Gioia Tauro, rivolta alla Direzione Generale dell’Asp, per trovare le giuste soluzioni e permettere rimettere in piede un sistema barcollante e colmo di disfunzioni. Forse nessuno si è accorto che il nuovo ospedale ancora non esiste? L’ammalato non solo non trova il posto letto nel territorio in cui vive ma rischia di cadere nel tranello dei Punti di primo intervento, pericolosissimi e funzionali a perdere tempo sulle criticità per poi trasferire l’ammalato a Gioia Tauro e Poi a Polistena. Un calvario inutile, rischioso, costoso talmente dannoso da poter determinare la morte dell’ammalato. I lunghi trasferimenti (persino can l’ambulanza di 500.000 km.), sono pericolosissimi e nessuno interviene per mettere fine a una tragedia annunciata; le diagnostiche lontane dai luoghi di ricovero sono dannose e impregnate di privilegi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il governo regionale e la direzione dell’Asp</strong>, deve rivedere questo disegno terribile che stà cancellando quel poco di diritto alla salute presente nella Piana. Non possiamo aspettare le decisioni della magistratura, bisogna ridare pari dignità attraverso risorse umane, strumentali ed economie adeguate sui due ospedali di riferimento. Il tutto va posto come diritto imprescindibile e in deroga ai progetti fatti a tavolino ma, lontani dalle sofferenze dei cittadini della Piana di Gioia Tauro. Pertanto, la politica tutta deve metterci la faccia e non lasciare spazi facilmente colmabili da coloro che pensano solo al profitto ed al consenso comprato con prebende e passerelle.</p>
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		<title>L&#8217;ambulanza da mezzo milione di chilometri ancora in servizio. Gentile (Sulpi): &#8220;Nella Piana negato il diritto alla salute&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Oct 2013 18:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; Per salvare una vita umana e ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle cure sanitarie, a volte si utilizzano aerei militari, elicotteri e tutti...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/lambulanza-da-mezzo-milione-di-chilometri-ancora-in-servizio-gentile-sulpi-nella-piana-negatp-il-diritto-alla-salute/">L&#8217;ambulanza da mezzo milione di chilometri ancora in servizio. Gentile (Sulpi): &#8220;Nella Piana negato il diritto alla salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; Per salvare una vita umana e ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle cure sanitarie, a volte si utilizzano aerei militari, elicotteri e tutti i mezzi superveloci possibili per garantire le prestazioni necessarie nell’emergenza medica. Questo accade normalmente in tutte le regioni italiane dove le sedi provinciali del 118 dispongono di risorse umane e mezzi idonei al soccorso. Nella Piana di Gioia Tauro purtroppo non è così, o almeno, la gestione dell’emergenza viene affidata a due linee d’intervento (non sempre in comunicazione tra di loro), quella provinciale e quella di coordinamento locale (con reperibilità notturna e festiva di tre infermieri), creando inevitabile confusione. Premesso che per salvare una vita umana, crediamo sia necessaria la presenza di alta professionalità di operatori e mezzi di soccorso efficienti per superare le criticità dell’intervento in estrema urgenza, a fronte di ciò, riteniamo del tutto delittuoso e irresponsabile mettere a rischio la vita dei cittadini ammalati, dei medici, infermieri e autisti soccorritori, utilizzando un’ambulanza vetusta con circa 500.000 chilometri in lunghi percorsi (Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Scilla, Locri) e persino in codice rosso. Nessun buon padre di famiglia si sognerebbe di accompagnare i figli a scuola con automezzo in simili condizioni, invece, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria continua imperterrita a lasciare circolare questo rottame di ambulanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nonostante le continue denunce pubbliche</strong> fatte soltanto dal Sulpi non si interviene responsabilmente per porre fine al pericolo di morte che può disseminare questa “carretta della strada”. Crediamo proprio che si è oltrepassato il limite della sopportazione. Continuare a mettere a rischio la vita delle persone ammalate potrebbe veramente configurarsi nel reato di tentato omicidio colposo. Sorge il dubbio che gli operatori della centrale operativa siano all’oscuro delle precarie condizioni di questa famosa ambulanza e delle condizioni disastrose in cui si trova (barcollante in curva), altrimenti non si sognerebbero minimamente di comandarla in codice rosso. Oppure, chi risponde alle chiamate dei cittadini, non sa di quante volte questo automezzo si è fermato con l’ammalato a bordo sfiorando la tragedia (persino sull’autostrada A3 in prossimità di Palmi), ma, se la centrale di Reggio non vede, la famosa sede di coordinamento intravede il mezzo tutti i giorni e sa benissimo di quanti topi e blatte si aggirano di notte nei locali dove sostano medici, infermieri ed autisti del 118.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questi interrogativi, più volte posti</strong> pubblicamente all’attenzione della direzione dell’ASP di Reggio Calabria, non hanno ancora avuto risposte positive se non qualche promessa da marinaio pubblicata dalla Direzione dell’ASP il 10 Settembre 2012 che così recitava: 1) assunzione autisti per ambulanze 118; 2) procedure già avviate per l’acquisto di nuove ambulanze; 3) convenzione con il volontariato per l’affidamento dei trasporti secondari (procedura già esecutiva); 4) redistribuzione razionale delle risorse pubbliche al fine di mantenere i servizi, ivi compresi quelli relativi alla Pet di Polistena; ecc. ecc. A distanza di oltre un anno, dobbiamo prendere atto che, delle tre ambulanze aziendale ne è rimasta solo una con 500.000 chilometri (le altre due sono state destinate a Reggio Calabria), gli autisti da 5 sono passati a 4, il volontariato è fuori dal 118 (altro che procedura esecutiva). Questa è la grande attenzione messa in atto dal governo regionale e dalla direzione dell’Asp per garantire il diritto alla salute del popolo della Piana.</p>
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		<title>L’Asp di Reggio Calabria taglia i posti letto nella Piana. Gentile (Sulpi): &#8220;I tagli alla sanità gravissimo delitto sociale&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 19:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_63149" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/SUL.jpg"><img class="size-full wp-image-63149  " alt="" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/SUL.jpg" width="221" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">giuseppe gentile</p></div>
<p>CITTANOVA &#8211; Spendere meno nella sanità pubblica è la parola d’ordine del governo regionale. Spendere meno dove si spende già poco non è affatto un risparmio ma un gravissimo delitto sociale. Il presidente Scopelliti, libero dei due subcommissari Pezzi e Delia, continua a disporre la chiusura di posti letto dove mancano oltre il 70% di quelli previsti dal piano sanitario nazionale. Come si pensa di garantire il diritto alla salute nel rispetto dell’uguaglianza, della pari dignità, degli interessi generali assegnati alla politica è veramente un mistero. L’ultimo sconcio ha colpito l’Ospedale di Polistena dove si cancellano 10 posti letto. Il risultato è quello di abbassare gli standards di personale e trasferire 10 infermieri professionali, non in Endoscopia Digestiva per renderla funzionale H24 ma, in altri reparti. Insomma, tanta lungimiranza per accontentare qualche primario e per non utilizzare gli infermieri imboscati.</p>
<p><strong>Resta il fatto che il dramma, inefficienza sanità pubblica</strong>, colpisce ancora la Piana di Gioia Tauro già sotto di ben oltre 600 posti letto. Si tagliano ancora risorse economiche da destinare altrove, noncuranti del rapporto abitanti/servizi sanitari da garantire sulla Piana. Chi ha concepito questo ennesimo disastro lo ha fatto a ragion veduta e con il solo scopo di penalizzare l&#8217;offerta di posti letto nella “terra di Cenerentola” priva di rappresentanza politica capace di arginare tale declino. Sembrerebbe che tutto si è complicato quando sono stati pubblicati i dati relativi alla produttività del 2012: la S.O.C. di Medicina Interna del P.O. di Polistena è quella che ha prodotto il maggior D.R.G: di tutte le S.O.C. dell&#8217;Intera Azienda : quasi 3.000.000 di euro, mentre come numero di ricoveri, poco meno di 1.300 nel 2012. Bisogna dire che negli ultimi cinque anni sulla Medicina di Polistena non è stato investito un solo euro, nonostante da anni si fa richiesta di innovamento tecnologico senza ricevere alcuna attrezzatura. Chiaramente questo vale solo per la Medicina di Polistena. Le altre UU.OO. hanno avuto investimenti per centinaia di migliaia di euro, producendo molto mento e con risorse umane di gran lunga superiori. Forse la risposta bisogna ricercarla nelle appartenenze politiche e nei progetti del privato? Resta il fatto che, in altri ambiti territoriali, non si applica il DPGR 106 e si lasciano strutture inesistenti. Quindi il decreto di Scopelliti è solo un pretesto per azzerare la sanità pubblica solo nella Piana di Gioia Tauro. Intanto, questi atti scellerati sparati sulla Piana, provocano ulteriori disagi all’ammalato che continua a non trovare risposte, anche per quanto riguarda le specialistiche di Pneumologia, Neurologia, Nefrologia, Ematologia e di tutte quelle atre specialità mediche assenti e non previste nel nostro territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Per fare un esempio</strong>, da domani i pazienti colpiti da ictus seguiranno la strada degli infartuati, saranno caricati sull&#8217;ambulanza e inviati a Germaneto. Quindi tanto ulteriore sofferenza per l’ammalato e tagli alle casse aziendali. A questi tagli non si può rispondere con la finta apertura della Medicina di Gioia Tauro, perché, di fatto, l’Azienda sanitaria ha semplicemente aperto un contenzioso tra i cardiologi, gli internisti e il Primario di Cardiologia. Alla fine troveremo solo un cumulo di macerie e tanta voglia di scappare via. Potremmo affermare che, la scarsa attenzione del governo regionale, sta azzerando gran parte dei progetti sanitari costruiti in decenni di sacrifici, per lasciare tanto spazio da colmare. Tuttavia, qualora questo sospirato ospedale dovesse sorgere, oggi il vuoto potrebbe essere occupato da speculazioni di chi è convinto che in sanità si può guadagnare molto, basta avere i riferimenti giusti.</p>
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		<title>Il ministro dell’Economia boccia il piano di rientro di Scopelliti. Gentile (Sulpi): &#8220;Dai tagli più tasse e malasanità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2013 08:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/SUL.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-63149" alt="SUL" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/SUL.jpg" width="221" height="130" /></a>CITTANOVA &#8211; Mentre il ministro dell&#8217;Economia manda a casa Scopelliti con le pive nel sacco, bocciando il piano di rientro dal debito della sanità calabrese, la lunga mano del commissario alla sanità la  Dg Rosanna Squillacioti, chiude il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Gioia Tauro e riduce di 10 posti letto quello di Medicina dell’ospedale di Polistena. Azioni scellerate e senza senso, perché, mentre da una parte blocca le attività chirurgiche a Gioia Tauro, dall’altra taglia le gambe a una delle branche più importanti nel contesto provinciale. D’altro canto, la gravissima penuria di posti letto, doveva essere sopperita da questi due ospedali, l’uno vicino al Porto per dare risposte immediate a un’area ad alto rischio, l’altro per coprire l’assistenza sanitaria nell’entroterra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non programmare</strong> con gli occhi ben aperti e con la mente libera da appartenenze la salute, causa solo danni enormi all’ammalato. Difatti, bloccare le attività cardiologiche sulle 24 ore, vuol dire chiudere di fatto quelle chirurgiche, compreso ortopedia, anestesia, pronto soccorso e, non ha ragione di esistere nemmeno la medicina in assenza di continuità assistenziale. Eppure, nell’attesa dei 350 posti letto del nuovo ospedale e dei collegamenti che riducono i tempi di soccorso per l’ammalato critico, è impensabile far gravare l’intera utenza della Piana di Gioia Tauro sull’unico Ospedale di Polistena. Le ragioni sono tantissime e i pericoli di mettere a rischio la vita dei cittadini altrettanti. E’ lapalissiana che un territorio con oltre 170.000 abitanti non può restare sguarnito di un Servizio Sanitario adeguato alle necessità degli abitanti per garantire il diritto alla salute dei cittadini residenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tuttavia, nonostante si è provveduto a tagliare la spesa</strong> chiudendo piccoli ospedali, le quote della sanità, dovute al territorio della Piana, devono essere assegnate in misura adeguata a garantire, sia le attività del nuovo ospedale, sia quelle per far funzionare l’Ospedale di Polistena. Questo è il costo del territorio che racchiude le realtà cittadine della Piana di Gioia Tauro. E allora, perché si chiude ancora ciò che serve? Fare ulteriori tagli sta a dimostrare l’abbandono di un pezzo di Calabria a favore di altre realtà, non altro. Il metodo e il merito della pari dignità, da garantire ai cittadini, deve essere il primo pensiero di chi governa. Difatti la cartina di tornasole sono le tasse, come l’Irap, l’Irpef, l’addizionale regionale e comunale, i Ticket ecc. ecc, tutti soldi dei cittadini che dalle nostre parti si sentono collocati all’ultimo posto nella scala dei diritti. Quale dignità il nostro commissario Scopelliti vuole garantire alla Piana di Gioia Tauro dove insiste l’imponente Porto col 50% del Pil regionale? Forse si pensa di poter rilanciare le attività portuali mettendole al centro di un deserto, oppure sarebbe meglio essere consapevoli che tutto può funzionare bene e forse meglio, con l’offerta di tutti i servizi indispensabili all’economia di un paese? Forse Scopelliti è pronto a spogliarsi delle vesti di commissario e presidente della Giunta Regionale per passare ai livelli superiori, ma, se lascerà bruciare questa terra spostando risorse in altri lidi, sicuramente persino i suoi riferimenti politici gli volteranno le spalle dichiarando il fallimento di una gestione regionale, con più tasse per i cittadini e meno servizi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/il-ministro-delleconomia-boccia-il-piano-di-rientro-di-scopelliti-dai-tagli-piu-tasse-e-malasanita/">Il ministro dell’Economia boccia il piano di rientro di Scopelliti. Gentile (Sulpi): &#8220;Dai tagli più tasse e malasanità&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sanità, l&#8217;Asp di Reggio Calabria non fornisce le buste paga ai dipendenti dal mese di febbraio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Aug 2013 11:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asp]]></category>
		<category><![CDATA[asp5 reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[sulpi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_60162" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/03/sul-giuseppe-gentile.jpg"><img class="size-full wp-image-60162" alt="giuseppe gentile" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/03/sul-giuseppe-gentile.jpg" width="277" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">giuseppe gentile</p></div>
<p>CITTANOVA &#8211; L’Asp di Reggio Calabria continua imperterrita a non consegnare le buste paga ai lavoratori, nonostante la pubblica denuncia fatta dal Sulpi dell’11 Luglio 2013, anche lo stipendio di luglio è stato accreditato senza le buste paga, invisibili dal mese di Febbraio 2013. Il sito aziendale continua ad essere “in allestimento” e tantissimi dipendenti reclamano il documento contabile individuale per capire i tagli stipendiali del corrente mese di Luglio. Addirittura, una grossa quantità di lavoratori, da una verifica effettuata sulla posizione Inps (ex Inpdap), non si ritrova i versamenti retributivi ai fini pensionistici. Posizioni previdenziali completamente vuote di versamenti negli ultimi anni. Il 2009 viene indicato utile a contribuzione solo per i primi 6 mesi; il restante periodo 2010/2012 i contributi utili a pensione sono pari a ZERO per poi fermarsi al 30.09.2012 (il 2013 è inesistente).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tornando alla retribuzione mensile</strong> decurtata in modo incomprensibile, bisogna rilevare che tutto questo assume un aspetto molto rilevante per tantissime famiglie monoreddito. Questi lavoratori forse pensavano di programmare qualche periodo di ferie estive con i loro figli. Invece sono costretti a rincorrere gli uffici del personale per capire quali errori e/o omissioni hanno colpito il loro reddito mensile. Le supposizioni spaziano su un’infinità di ipotesi ma, pur tralasciando le numerose imprecazioni rivolte ai dirigenti responsabili, la grande partita dei tagli si ferma sulla mancata erogazione delle indennità accessorie quali, notturni, festivi, reperibilità, lavoro straordinario, assegni familiari, ecc. ecc.. Questi emolumenti aggiuntivi al tabellare, formano una parte del reddito familiare spesso necessario a garantire la sopravvivenza di quelle famiglie monoreddito e con serie sofferenze economiche dovute a prestiti bancari e cessioni di stipendio a finanziarie. Possibile che nessun dirigente volge lo sguardo verso questi piccoli importi riportati come “netto in busta”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Rimane ancora la grande incompiuta</strong> delle trattenute, probabilmente errate, sullo stipendio di Giugno dove si è abbattuta la mannaia del 50% di irpef sulla somma arretrata di circa € 3.000. Pur tuttavia, nell’attesa dei chiarimenti da parte degli uffici aziendali, non è possibile pensare di poter continuare a pagare gli “stipendi in nero”, privi della dovuta certificazione e descrizione analitica delle competenze riportate nel cedolino mensile. Sembra di vivere in una latitudine tutta particolare, dove lo stato di diritto si trasforma in favori personali concessi o meno, a seconda del dipendente, da chi occupa le scrivanie degli uffici del personale. Non è più tollerabile alimentare discriminazioni e ombre sul sacrosanto diritto di conoscere la composizione del proprio reddito mensile e, in caso di errori, esercitare la facoltà di proporre correzioni, riesami e, in ultima analisi aprire contenziosi contro i responsabili. Insomma, non ricevendo risposte su un problema datato Febbraio 2013, ci viene da pensare che i diritti più elementari, derivanti da doveri consolidati, non trovano spazio nelle nuove stanze dei bottoni e ci costringeranno a promuovere forme inevitabili di mobilitazione e di protesta. Per quanto sopra detto, il Sulpi, invita ancora una volta la direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria a voler risolvere l’usurato problema delle buste paga e disporre celermente una verifica su tutta la contribuzione dei lavoratori che risulta carente presso l’Inps ex Inpdap</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/sanita-lasp-di-reggio-calabria-non-fornisce-le-buste-paga-ai-dipendenti-dal-mese-di-febbraio/">Sanità, l&#8217;Asp di Reggio Calabria non fornisce le buste paga ai dipendenti dal mese di febbraio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Asp 5, Gentile (Sul): Non vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 15:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/SINDACATO-SUL.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-45286" alt="SINDACATO SUL" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/SINDACATO-SUL-168x169.jpg" width="168" height="169" /></a>CITTANOVA &#8211; Nel mentre la Direzione dell’ASP è impegnata con gli incarichi dirigenziali, ex art. 18 CCNL 1998/2001 Dirigenza Medica/Veterinaria, art. 15 septies Dlgs. 502/92 (aggiunto con il Dlgs. 299/99) funzioni di particolare rilevanza e di interesse strategico, procedure illegittime (vedi sentenza Tribunale di Reggio Calabria &#8211; RG. Proc. Spec. N. 1210/2013 &#8211; Giud. Dott.ssa Morabito), le strutture aziendali versano nel caos e, probabilmente, soltanto l’intervento dell’Autorità Giudiziaria riuscirà a dipanare questa matassa talmente ingarbugliata e di difficile soluzione. Nel frattempo il “Transatlantico Sanità Pubblica” viaggia a vista e rischia di affondare in presunti danni erariali e nelle indagini della Procura di Catanzaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Le “allegre” proroghe e revoche</strong> di incarichi dirigenziali, in assenza di procedure democratiche aperte a tutti i dirigenti, non fanno altro che ingenerare un eccessivo impegno direzionale per togliere, gioco forza, spazio alle restanti attività istituzionali. In questo marasma infinito non si pensa molto alle responsabilità, né tantomeno al caos determinato nelle Unità Operative prive di Dirigenti Responsabili e, quindi, ai presunti livelli di ingovernabilità della Pubblica Amministrazione. Questa fase poteva e doveva essere gestita nella semplicità della Legge e dei Contratti Collettivi, ma, sembra messa in atto per destabilizzare i tanti Medici e Dirigenti volenterosi ed affezionati alla Sanità Pubblica impegnati quotidianamente a curare l’ammalato pur coscienti dell’assenza dei Livelli Essenziali di Assistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Carenza di personale</strong>, mancati innovamenti tecnologici, emergenza-urgenza con mezzi di soccorso inaffidabili. Insomma un sistema pronto ad implodere e molti guardano da un’altra parte. Tutto esiste e si muove in funzione dell’ammalato. L’ammalato è l’unico elemento dal quale dovrebbero partire tutte le azioni programmatiche e di gestione. Senza l’ammalato il Servizio Sanitario non avrebbe ragione di esistere. Purtroppo l’ammalato esiste eccome ma, nella nostra Azienda Sanitaria Provinciale, non si parte dal soggetto principale e dalla figura professionale preminente, quella più vicina all’ammalato, preposta all’igiene e all’assistenza socio sanitaria. L’assenza, quasi assoluta, del Servizio Socio Sanitario, attraverso l’Operatore preposto, spesso diventa un dramma umano per l’ammalato senza familiari nelle corsie ospedaliere e nell’assistenza sanitaria territoriale. Il diritto alla salute ed i Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.), non saranno mai garantiti se non verrà inserita la presenza adeguata e sulle 24 ore degli Operatori Socio Sanitari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Eppure nonostante tutte le Unità Operative</strong> chiedono alla direzione generale di sopperire a questa grave carenza, le risposte non arrivano e le richieste rimangono nei cassetti ad ammuffire. Ciò detto, nessuno si preoccupa di trovare soluzioni alternative possibili, magari promuovendo atti di assegnazione del personale O.S.S. come quelli già in essere per altri servizi, e, garantire questa indispensabile figura all’ammalato. Purtroppo ci accorgiamo sempre più dell’assenza di una classe politica e dirigente attenta ai bisogni degli ultimi. Forse si spera di poter vivere sempre sereni e mantenere le alte posizioni della borghesia, ma, lo sguardo alto non si abbassa così tanto da poter vedere le fondamenta traballanti del sistema dove si trova l’ammalato con tutte le sue sofferenze. Questo scenario composito di tante strane forme, a volte incomprensibili e forse anche dannose per il futuro del Servizio Sanitario Provinciale, deve essere ripensato guardando con attenzione alle professioni sanitarie essenziali, partendo dalla figura preminente deputata a lenire le sofferenze sociali e di assistenza dei nostri ammalati, l’Operatore Socio Sanitario. Un simile intervento, sicuramente, aiuterà l’ammalato a non sentirsi solo, valorizzerà le professioni del comparto e contribuirà a far cambiare il giudizio negativo della Sanità Pubblica nella Provincia di Reggio Calabria.</p>
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		<title>Denuncia Sulpi: &#8220;L&#8217;Asp di Reggio Calabria non consegna le buste paga&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 22:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; L’Asp di Reggio Calabria, da circa un anno, ha deciso di attrezzarsi telematicamente e garantire la visione e la stampa delle buste paga dei propri dipendenti in tempo reale. Iniziativa encomiabile che porta risparmi nelle casse aziendali e facilita la comunicazione diretta con i lavoratori. Peccato però che a distanza dal mese di molti mesi il sito dedicato continua ad essere “in allestimento” ed ancora devono essere stabiliti i criteri di accesso (utente e password), necessari per entrare nel sistema e fruire del servizio. Dalla mensilità di febbraio 2013 i lavoratori non ricevono la busta paga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questo eccessivo ritardo</strong> ha determinato gravissimi disagi ai lavoratori: quelli che devono accedere a un prestito non possono esibire le ultime buste paga e la procedura si blocca; lo stipendio mensile accreditato subisce variazioni e non si ha la possibilità di capirne le ragioni; si effettuano trattenute sindacali improprie ed i lavoratori si ritrovano a dover pagare un sindacato al quale non hanno rilasciato alcuna delega e poi lo stipendio di giugno doveva comprendere una somma di circa € 3.000 ma l’importo netto comprende solo € 1.600. In questo scenario ritroviamo qualche lavoratore “privilegiato” che riesce puntualmente a farsi stampare la busta paga a discapito di coloro che ne hanno necessità estrema e continuano a fare la questua di un diritto negato senza ricevere risposte esaustive. Tutto questo non è affatto normale e non rientra nelle prerogative aziendali bensì ricade in violazioni di norme e regolamenti che non consentono alcuna deroga (basta citare l’obbligatorietà sancita dalla legge 05 gennaio 1953 n. 4). In buona sostanza da un fatto di ordinaria amministrazione si passa al favore personale e, quando viene negato si rischia la degenerazione e scoppiano violente discussioni tra dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma questi esempi riguardano</strong> gli ultimi e forse non tutti si sono accorti che anche il dipendente pubblico è rientrato in questa categoria. Pertanto, il Sulpi, nell’auspicare che la direzione generale dell’Asp si ravveda e mette la parola fine a questa antipatica e dannosa vicenda, ottemperando agli obblighi assegnati al datore di lavoro dalla legge 05 gennaio 1953 n. 4, rendendo così disponibili tutte le buste paga delle pregresse retribuzioni e, quindi garantire un sacrosanto diritto di tutti i lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In ginocchio il servizio di emergenza sanitaria nella Piana. Gentile (Sulpi): &#8220;Solo una ambulanza attiva, con quasi mezzo milione di chilometri percorsi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 06:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Da circa un anno, l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria aveva annunciato l’acquisto di nuove ambulanze e l’assunzione di personale autista. Ciò serviva a garantire il Servizio urgenza emergenza pedica provinciale e, in particolare, nella Piana di Gioia Tauro. Ad oggi nulla di quanto promesso si è avverato. Di recente sono state acquisite nuove autovetture ma, di ambulanze neanche l’ombra. La Piana di Gioia Tauro aveva in dotazione e continua ad avere una sola ambulanza di proprietà. Quest’unico mezzo di soccorso ha raggiunto il ragguardevole traguardo di 430.000 chilometri percorsi e, consapevoli che nessun cittadino si sognerebbe di affrontare un viaggio medio lungo con una vettura così vissuta, si ritiene assurdo che l’Asp fa finta di non sapere e continua a comandare i propri autisti soccorritori in lungo e in largo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non si contano più i tanti trasferimenti</strong> urgenti di ammalati cardiopatici, a rischio di vita, fatti da questa vecchia ambulanza verso la cardiochirurgia di Catanzaro, oppure quelli destinati a Reggio Calabria in Neurochirurgia o in Rianimazione in codice rosso, noncuranti dell’alto rischio di mancare la destinazione per vetustà e inaffidabilità dell’automezzo. Orbene, se le auto blu, dedicate al trasporto di importanti personaggi non si lasciano invecchiare, perché lo stesso trattamento non viene adottato alle ambulanze che trasportano l’ammalato in emergenza? Questa logica riflessione di un qualsiasi cittadino non riesce a fare breccia nei vertici aziendali e quindi la risposta che si da il buon padre di famiglia è soltanto una: chissà quale inghippo si cela dietro questa ordinaria follia! La colpa probabilmente è degli autisti soccorritori, dipendenti dell’Asp e in servizio sulla Piana di Gioia Tauro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questi uomini continuano a guidare</strong> la nonnina elegante dal fiato corto, forse perché si sono permessi di mettere in chiaro alcune pieghe del sistema e, adesso, dovrebbero subire le angherie di qualcuno convinto di poter dettare legge. Stare puniti, ma non in silenzio, senza divise (quelle in dotazione sono vecchie e lacerate), allocati in una sede che, ad essere buoni, si potrebbe definire una topaia, fare turni di servizio “imposti” al di fuori della normativa contrattuale, non lavorare nei trasferimenti programmati come i colleghi di Locri e Reggio Calabria, non avere in dotazione il telefono fisso e il fax, tutto previsto dalle normative di prevenzione e dagli ordinamenti regionali e nazionali, ma, non siamo né una sede regionale, ne nazionale, siamo purtroppo nel “Fort Apache” della Piana di Gioia Tauro. Su questi fatti non possiamo e non dobbiamo essere ottimisti. E’ bene continuare la denuncia pubblica e demandare alla direzione generale la dovuta risposta con interventi solerti e risolutivi, poiché non vogliamo che accada l’ennesima tragedia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fondazione San Francesco di Rizziconi, di nuovo ritardi negli stipendi</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 06:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RIZZICONI &#8211; Il via libera del Consiglio dei ministri allo sblocco di 40 miliardi per pagare la prima tranche dei debiti della Pubblica amministrazione, è stato reso...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/fondazione-san-francesco-di-rizziconi-di-nuovo-ritardi-negli-stipendi/">Fondazione San Francesco di Rizziconi, di nuovo ritardi negli stipendi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16065" class="wp-caption alignleft" style="width: 279px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/il-presidente-della-provincia-raffa-riceve-il-nuovo-comandante-della-capitaneria-di-porto-di-gioia-tauro/rizziconi-dipendenti-casa-di-riposo/" rel="attachment wp-att-16065"><img class=" wp-image-16065 " alt="i dipendenti della casa di riposo in agitazione" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2011/09/rizziconi-dipendenti-casa-di-riposo-537x304.png" width="269" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">i dipendenti della casa di riposo in agitazione, 2011</p></div>
<p>RIZZICONI &#8211; Il via libera del Consiglio dei ministri allo sblocco di 40 miliardi per pagare la prima tranche dei debiti della Pubblica amministrazione, è stato reso operativo sin dalla metà del mese di maggio e, puntualmente, le Aziende Sanitaria Provinciali della Calabria si sono affrettate a deliberare il saldo del 2012 di tutte le strutture convenzionate col Servizio Sanitario. A fronte di ciò, nulla è cambiato per quanto riguarda i pagamenti delle competenze che deve erogare la Regione Calabria in forma diretta alle strutture Socio Assistenziali. Difatti, nonostante il comunicato diramato in data 25.05.2013, da parte della Ragioneria Generale della Regione Calabria, dei 25 milioni di euro posti in pagamento, soltanto un milione e mezzo è stato destinato a pagare le prestazioni Socio Sanitarie delle Case di Cura Protette. Per queste realtà, che offrono ricovero e assistenza alle persone anziane colpite da grave disabilità, rimangono solo le briciole e si liquida un acconto del 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questo modo di riconoscere</strong> il settore socio-assistenziale (dare acconti anziché pagare per intero il 2012), determina una gravissima sofferenza di cassa in chi assiste gli anziani, al punto tale da non pagare gli stipendi dei lavoratori. Questo accade nella Piana di Gioia Tauro e in particolare alla Fondazione San Francesco d’Assise di Rizziconi. Una realtà lavorativa invidiata da molti dove, soltanto pochi anni or sono, vantava il primato di un’altissima ricettività numero di ospedalizzazione al massimo storico con tutti i 95 posti letto occupati. Era una casa di riposo e protetta efficiente. Oggi a distanza di qualche anno e per mancanza di liquidità, il personale è stato ridotto di 21 unità ed i posti letto occupati sono scesi da 95 a 42. Nonostante tutto l’amministrazione non riesce a far fronte agli stipendi dei lavoratori. Questi gravissimi problemi, purtroppo, non trovano neanche conforto nelle rimesse delle Regione Calabria con gli acconti annunciati. Il risultato è veramente drammatico, sia sotto il profilo delle retribuzioni (i lavoratori vantano ben 14 mensilità di stipendio di cui tutte le mensilità del 2013), sia per quanto concerne l’offerta di assistenza (da 95 assistiti si è passati a solo 42). Insomma una realtà lavorativa di livello eccellente si sta piano piano spegnendo sotto i colpi inesorabili della burocrazia. Nel frattempo, la tensione tra lavoratori e parte datoriale sta per implodere e rischia di trasformarsi in rivolta sociale, tant’è che nemmeno la richiesta d’incontro formulata dai dipendenti è stata accolta dalla Direzione. In questo dramma umano e sociale contornato da continue rivendicazioni e conflitti, alcuni lavoratori hanno deciso di rivolgersi al SULPI ed aderire alla nostra organizzazione sindacale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pertanto, sposando la sofferenza</strong> di queste donne e uomini a fronte di diritti sacrosanti che vanno resi esigibili in tempi brevi, si anticipa da subito un’intenza azione di tutela a salvaguardia dei posti di lavoro, del diritto a percepire puntualmente gli stipendi, alla valorizzazione e rilancio delle attività di assistenza socio sanitarie agli anziani. In buona sostanza si tratta di avere consapevolezza della realtà e avviare una politica sindacale mirata sul territorio regionale dove gli attori coinvolti, Regione Calabria e ASP, saranno obbligati ad effettuare i dovuti controlli di gestione per garantire l’utilizzo a pieno regime ed il rilancio occupazionale legato all’implementazione delle presenze di anziani in lista d’attesa. Fare in modo che la Fondazione San Francesco d’Assise di Rizziconi ritorni ad essere la Casa Protetta e di Riposo per i cittadini bisognosi di assistenza socio sanitaria è l’obbiettivo principale. Questo progetto deve trovare la giusta attenzione anche delle Istituzioni locali coinvolte, poiché il problema degli anziani da assistere non deve essere considerato un dramma familiare ma una risorsa del territorio e, in quanto tale, deve essere condivisa, difesa e affiancata anche da tutti i primi cittadini della piana di Gioia Tauro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/fondazione-san-francesco-di-rizziconi-di-nuovo-ritardi-negli-stipendi/">Fondazione San Francesco di Rizziconi, di nuovo ritardi negli stipendi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Di &#8220;Sleep apnea notturna&#8221; si puo’ morire. Ma gli ausili per i malati vengono assegnati col contagocce</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>SONO ALCUNE DECINE i cittadini della Piana di Gioia Tauro affetti da sleep apnea notturna. Alcuni di questi, seguiti dal Sulpi, hanno ottenuto il riconoscimento di invalidi...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/di-sleep-apnea-notturna-si-puo-morire/">Di &#8220;Sleep apnea notturna&#8221; si puo’ morire. Ma gli ausili per i malati vengono assegnati col contagocce</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>SONO ALCUNE DECINE i cittadini della Piana di Gioia Tauro affetti da sleep apnea notturna. Alcuni di questi, seguiti dal Sulpi, hanno ottenuto il riconoscimento di invalidi civili, mentre altri quello di assistenza continua con indennità di accompagnatore. La Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, comporta l’ostruzione delle vie aeree superiori determinando appunto il blocco della respirazione e quindi l’apnea. Attualmente il più comune trattamento è costituito da una macchina, di piccole dimensioni, con un compressore d’aria che genera un flusso d’aria a pressione costante che permette all’ammalato di avere una ventilazione meccanica delle vie aeree. Appare chiaro che senza l’ aiuto di questa macchina, chi soffre di questa sindrome, può morire durante il sonno. Orbene durante la serata di venerdì scorso, il paziente A.P. accende il suo compressore e si accinge a collegarsi la mascherina ma, si accorge che il flusso d’aria non arriva. Controlla la presa di corrente, verifica gli attacchi, l’interruttore e quant’altro nulla da fare! La macchina non funziona.</p>
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<p><strong>E pensare che solo poco tempo</strong> <strong>fa</strong> ha chiesto agli uffici del distretto sanitario, in occasione del ritiro di ausili per questa macchina, se era ora di sostituirla, ma, la risposta è stata “bisogna aspettare” anche se in 15 anni è stata sostituita una sola volta. Intanto venerdì notte il malcapitato A.P., preso dal panico è rimasto sveglio tutta la notte e solo il mattino seguente si è potuto rivolgere ai numeri telefonici riportati sulla macchina. La risposta del fornitore non gli ha dato conforto: “possiamo vendervi una nuova macchina al prezzo di € 700,00”. Questo è l’ennesimo dramma umano e sociale. Il povero pensionato al minimo, con un sacco di debiti, vive di stenti e non sa come sbarcare il lunario per sopravvivere. Adesso, per non morire dovrebbe trovare 700,00 euro. Ma dove? L’unica alternativa rimasta è quella di restare sveglio ancora notte di sabato e domenica per poi recarsi nuovamente agli uffici del distretto per elemosinare un diritto che forse arriverà fra qualche mese.</p>
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<p><strong>Eppure per salvare una vita umana si fa di tutto</strong>, si spende e si spande in ragione di questo principio, impegnando personale sanitario e mezzi 24 ore su 24. Per chi rischia di morire soffocato non esiste soluzione alcuna. Queste banalissime macchinette potrebbero essere consegnate ai pronto soccorso, al 118, ai medici di guardia medica, ai Servizi di Volontariato, a un punto di riferimento qualsiasi, per garantire la vita di queste persone e non la tortura della veglia forzata per tre giorni continuativi. Insomma, nella piana di Gioia Tauro si rischia di morire perché quando si programma la cura e l’assistenza, anziché guardare all’ammalato si guarda altrove. E poi c’è chi si lamenta dei rilievi fatti dal tavolo Massicci perché non vengono garantiti in Calabria i livelli essenziali di assistenza. Forse nessuno si è accorto dell’assenza dei livelli minimi. Ci piacerebbe tanto saperlo, sia per numero di posti letto assegnati, sia per servizi sanitari territoriali erogati (Rsa, riabilitazione, case della salute, lungodegenza, Capt, Assistenza domiciliare integrata, ecc.). la Piana di Gioia Tauro è una realtà dove l’indigenza, determinata dall’altissimo tasso di disoccupazione e inoccupazione, ha toccato livelli altissimi e rischia di implodere in manifestazioni violente, generate dalla mancanza dei diritti essenziali oltre che dalla fame. Questa condizione non è più tollerabile, la politica deve intervenire subito, altrimenti, saranno i cittadini a muoversi.</p>
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		<title>Ospedale di Palmi. Ammalato in codice rosso viene trasportato per le scale, la barella non entra nell&#8217;ascensore</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 17:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/economia-2/sindacati-economia-2/ospedale-di-palmi-ammalato-in-codice-rosso-viene-trasportato-per-le-scale-la-barella-non-entra-nellascensore/attachment/sul/" rel="attachment wp-att-63149"><img class="alignleft size-full wp-image-63149" title="SUL" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/SUL.jpg" alt="" width="221" height="130" /></a>CITTANOVA &#8211; Accade solo in Calabria o, per meglio dire, solo nell’ASP di Reggio Calabria e nella Piana di Gioia Tauro. Un povero cittadino dializzato, in cura presso l’U.O. dell’Ospedale chiuso di Palmi, viene colto da grave scompenso cardiaco. Tempestivamente si telefona al Suem 118 ma, appena l’equipe medica e infermieristica si appresta a prendere l’ascensore per salire in Emodialisi al 4° piano la barella non entra più nell’ascensore. I soccorritori inviperiti salgono senza barella per soccorrere l’ammalato e utilizzano una sedia per trasferirlo nell’ospedale più vicino idoneo alle cure del caso.</p>
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<p>Eppure l’ascensore in passato era funzionante e la barella ci entrava comodamente. Sembra però che qualche tecnico, nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza, abbia fatto apporre delle riduzioni nel vano ascensore perché non poteva garantire la sicurezza agli ammalati trasportati in barella. Forse non si è pensato al fatto che in quell’ospedale, chiuso ai ricoveri, poteva manifestarsi un’emergenza ai piani alti e bisognava utilizzare la barella per soccorrere un cittadino qualsiasi colto da malore improvviso; forse non ci si rendeva conto che nei piani superiori dell’Ospedale chiuso c’è l’emodialisi ed i poliambulatori frequentati da tanti cittadini affetti da gravi patologie; forse si è pensato soltanto a salvaguardare le responsabilità individuali di chi deve tutelare prima se stesso e poi l’ammalato. Eppure, in passato, quando l’unico ascensore dell’ospedale di Palmi si è rotto, ne hanno passate di belle i dializzati curati al 4° piano.</p>
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<p><strong>Ciò nonostante nessun provvedimento risolutivo</strong> è stato adottato, anzi i rischi che gravano sulla pelle della povera gente ammalata aumentano sempre di più e vanno a finire in un pozzo senza fine. Vorremmo ricordare il calvario dell’ospedale di Polistena, dove gli ascensori sono rimasti tutti fermi per un lungo periodo ma, ci limitiamo a denunciare l’ennesimo unico ascensore fermo ai poliambulatori di Taurianova, dove il cittadino povero si reca quotidianamente numeroso e da ammalato, affronta una fatica immane per raggiungere i piani alti degli specialisti. I fatti ci consegnano, ancora una volta, il vero degrado in cui è caduta la Sanità Pubblica, persino quella fatta per i poveri che si accontentano di sopportare in silenzio i disagi strutturali pur di farsi assistere dai bravi professioni presenti negli ambulatori pubblici. Sicuramente questa sanità non viene utilizzata dalla gente ricca, altrimenti il problema non esisterebbe.</p>
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<p><strong>Il Sulpi però è convinto di dover continuare</strong> a denunciare pubblicamente tutto ciò che non funziona, perché ritiene che l’informazione viene recepita anche dai familiari degli ammalati e assegna un senso di vergogna in chi gestisce la cosa pubblica. Condivisione e sensibilizzazione sono anche coinvolgimento e impegno per far cambiare le cose che non vanno. Organizzare il malcontento vuol dire creare una forza sana pronta a battersi per rimuovere questi ostacoli della vita coinvolgendo principalmente le giovani generazioni. Questo sarà un modo responsabile di condividere consapevolmente i problemi degli ultimi, reagire e far saltare il sistema marcio che impedisce la rivendicazione dei diritti fondamentali. Democrazia e Costituzione ci chiedono una battaglia di valori per garantire dignità umana e diritto di cittadinanza.</p>
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		<title>Nasce il Sulpi, sindacato del pubblico impiego. Giuseppe Gentile eletto segretario regionale</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 14:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CITTANOVA &#8211; L’assemblea costituente, presieduta dal segretario nazionale e responsabile legale del Sul Antonio Pronestì, ha dato vita alla struttura del Sindacato Unitario Lavoratori del Pubblico Impiego...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/nasce-il-sulpi-sindacato-del-pubblico-impiego-giuseppe-gentile-eletto-segretario-regionale/">Nasce il Sulpi, sindacato del pubblico impiego. Giuseppe Gentile eletto segretario regionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_60162" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/economia-2/sindacati-economia-2/nasce-il-sulpi-sindacato-del-pubblico-impiego-giuseppe-gentile-eletto-segretario-regionale/attachment/sul-giuseppe-gentile/" rel="attachment wp-att-60162"><img class="size-full wp-image-60162" title="sul giuseppe gentile" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/03/sul-giuseppe-gentile.jpg" alt="" width="277" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">giuseppe gentile</p></div>
<p>CITTANOVA &#8211; L’assemblea costituente, presieduta dal segretario nazionale e responsabile legale del Sul Antonio Pronestì, ha dato vita alla struttura del Sindacato Unitario Lavoratori del Pubblico Impiego Calabria (Sulpi), eleggendo alla guida dell’organizzazione regionale Giuseppe Gentile che assume il ruolo di segretario e rappresentante legale del Sulpi Calabria. Quindi, prende vita e mette radici in Calabria il &#8220;sindacato alternativo&#8221; fatto da persone convinte di non dover delegare al politico o all’amico del dirigente l’esigibilità dei propri diritti e di quelli collettivi. Lavoratori liberi da sottomissioni dalle organizzazioni istituzionalizzate, un modo nuovo e innovativo di tutela vera per far sentire donne e uomini &#8220;protagonisti del proprio futuro&#8221;. Il Sulpi nasce in Calabria perché sono in tanti a chiedere una nuova rappresentanza nel lavoro pubblico. Sono quei lavoratori che non si riconoscono più nelle sigle confederali, forse rappresentate da persone sbagliate, e chiedono con forza un riferimento diretto e partecipe in tutti i posti di lavoro; una chiara identità per rendere viva l’appartenenza attraverso il reciproco sostegno tra persone in difficoltà ai vari livelli lavorativi.</p>
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<p><strong>Mettere insieme il buono e il debole per realizzare forza</strong> e sistema virtuoso in grado di garantire una tutela collettiva, al lavoratore e al mondo del lavoro in cui si trova, per creare un sistema positivo e sinergico. Qualificare il lavoro rivendicando il diritto della formazione continua per dare risposte adeguate ai cittadini. Questo vuol dire essere pubblico e al servizio delle istanze del popolo onesto. Innalzare questo livello di essere pubblico impiego, sarà un modo semplice ed efficace per dare inizio a quel tanto agognato diritto di cittadinanza. Il livello contestuale di una politica sindacale territoriale, non affrancata ai partiti ma libera di condividere o contestare le scelte politiche, sarà la leva necessaria per rimuovere definitivamente le Brunettiane affermazioni del vagabondismo. L&#8217;obiettivo di fondo della nostra associazione è di mettere a disposizione di tutti i lavoratori uno strumento sindacale a tutela dei diritti e a difesa del posto di lavoro, basato essenzialmente sull&#8217;autodeterminazione delle strutture locali che sorgeranno in Calabria. In questa direzione riceviamo richieste di istituire sedi sindacali del Sulpi nelle principali città capoluogo di Provincia. Saremo ben disponibili a valutare le richieste per garantire la presenza attiva sull’intero territorio calabrese. Questo ci riempie di orgoglio e ci impegna a fare le cose in cui crediamo. In tal senso lavoreremo per offrire a tutti i lavoratori la possibilità di essere liberi e non dover ricorrere ai favori e soffrire una vita lavorativa sporcata e oppressa da cattive pratiche di privilegio, amicizie e comparati.</p>
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<p><strong>Insieme costruiremo il sindacato del futuro,</strong> attivo sul posto di lavoro, e rafforzato dal consenso già presente nell’intera società calabrese. La sede regionale del Sulpi Calabria, è ubicata in Via Enrico Fehr n. 20 nel comune di Cittanova, dove è già attivo uno sportello rispondente a tutte le esigenze dei lavoratori, con attività di previdenza ed assistenza elencate in un paniere completo di risposte quali: calcolo trattamento pensionistico, domande di pensione (inabilità, dispensa, limite di età, anzianità, pensione estera); Ricongiunzione, computo, riscatto di contributi, riconoscimento contribuzione figurativa, malattie professionali, infortuni sul lavoro, pratiche di patronato (estratti contributivi, servizio di assistenza fiscale mod. 730/2013, Unico, Isee, Red, domande di mobilità, mobilità in deroga, disoccupazione, ecc. ecc.). Il tutto tenuto assieme da un’attenta attività di politiche sindacali rivolte ad aiutare il popolo calabrese oppresso e martoriato dalla lunga e pesante crisi economica, sociale e culturale frutto di affaristiche politiche di rappresentanza.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/nasce-il-sulpi-sindacato-del-pubblico-impiego-giuseppe-gentile-eletto-segretario-regionale/">Nasce il Sulpi, sindacato del pubblico impiego. Giuseppe Gentile eletto segretario regionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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