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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; pierpaolo zavettieri</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>Armi chimiche. Zavettieri (socialisti uniti): &#8220;Il fallimento della politica in materia ambientale e la beffa dei “baratti” e delle “compensazioni”</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 09:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Con l’arrivo ormai prossimo presso il porto di Gioia Tauro della nave cargo Ark Futura contenente le armi chimiche siriane, previsto in data 2...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/armi-chimiche-zavettieri-socialisti-uniti-il-fallimento-della-politica-in-materia-ambientale-e-la-beffa-dei-baratti-e-delle-compensazioni/">Armi chimiche. Zavettieri (socialisti uniti): &#8220;Il fallimento della politica in materia ambientale e la beffa dei “baratti” e delle “compensazioni”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Con l’arrivo ormai prossimo presso il porto di Gioia Tauro della nave cargo Ark Futura contenente le armi chimiche siriane, previsto in data 2 luglio, si decreta il fallimento del disegno Scopellitiano riguardante il tentativo di “barattare” l’ingresso delle armi chimiche con l’istituzione dell’area ZES (Zona Economica Speciale) presso lo scalo portuale gioiese. Concedendo l’accesso al trasbordo delle armi chimiche in forma “ufficiale” si rischia infatti di sancire il declassamento dello scalo portuale, facendogli perdere definitivamente la sua vocazione per il transhipment ed il trasporto intermodale. Chi potrà permettersi il lusso di fare opposizione ad altri trasbordi futuri di armi chimiche (peraltro già previsti) una volta effettuate le prime operazioni? Il porto rischia uno snaturamento definitivo con una progressiva militarizzazione che in futuro si potrà tradurre solamente in una sempre minore informazione per i civili di ciò che dovrà accadere nel porto. A tal proposito va evidenziato come l’ex ministro Bonino sette mesi fa asseriva che l’espletamento delle operazioni di trasbordo sarebbe dovuto avvenire a largo della costa calabrese, oggi ci accingiamo invece ad assistere all’espletamento delle suddette operazioni nell’ area del porto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ciò è indicativo di come siamo destinati a subire</strong> ogni forma di imbroglio e prepotenza senza neanche avere il diritto di essere informati. Risulta palese inoltre che gli ultimi tre governi, succedutisi in poco tempo, abbiano totalmente stralciato dall’agenda di governo la provincia di Reggio C. e l’intera Calabria. Dal canto loro le istituzioni calabresi, i Comuni e la Provincia (interessati territorialmente) ma soprattutto la deputazione calabrese di Camera e Senato e l’intera classe dirigente regionale, non hanno saputo o non hanno voluto approfondire in maniera energica il sopraindicato tema e di conseguenza opporsi in ogni forma e modo possibile a tale prevaricazione calata dall’alto. In tal modo, i calabresi hanno perso una occasione storica: recuperare parte della dignità perduta negli ultimi anni; tutelare l’ambiente in cui viviamo e recuperare qualche punto percentuale sul dato regionale relativo alla disoccupazione. Sarebbe stato più appropriato, infatti, dal punto di vista occupazionale proporre per Gioia Tauro i lavori di smaltimento della nave Concordia oppure il disarmo delle navi militari (questione dirottata a Piombino).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Il nostro territorio sembra essere, è il caso di dirlo, una nave in balia delle onde</strong>, priva di personale al timone, con la sola presenza a bordo di molti pseudo-politici, incapaci di proporre ed imporre soluzioni in merito ai moltissimi temi di impellente attualità: l’inceneritore di Gioia Tauro; l’istituzione di un registro dei tumori regionale per valutare in modo scientifico l’incidenza delle forme neoplastiche; la celere istituzione di un tavolo tecnico costituito dalle migliori espressioni in campo sanitario e scientifico per valutare l’effettiva esistenza di una seconda terra dei fuochi. Si aggiunge all’elencazione delle tematiche ambientali di stretta attualità, anche la centrale a carbone di Saline Joniche che, nonostante la netta contrarietà alla realizzazione di tutte le Istituzioni della Calabria (Comuni, Provincia e Regione), vede (come nel caso delle armi chimiche e questa volta senza neppure la nobile attenuante del disarmo) un governo che decide sopra la testa delle istituzioni locali e dei cittadini, camuffato oltre che dal miraggio per alcuni, del posto di lavoro, dalla storiella delle “opere compensative”. In tutto ciò, anche per essere stato promotore di più iniziative politiche finalizzate a manifestare il dissenso alle suddette operazioni militari (fra le quali il primo Consiglio Provinciale aperto, svoltosi a San Ferdinando), il mio intervento non può che essere di vicinanza ai Sindaci dei Comuni del Comprensorio Pianigiano, in particolare ai Sindaci dei tre comuni interessati, Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando e a tutti gli operatori di polizia e portuali che saranno impegnati a svolgere uno dei disarmi più impegnativi e rischiosi degli ultimi vent’anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Va aggiunto inoltre, che le operazioni rivestono una pericolosità</strong> dal punto di vista sanitario senza precedenti e i tre ospedali con reparto di rianimazione, utilizzabili in caso di necessità sono: Vibo V., Polistena e Reggio C., che contano solamente 23 posti. Le dichiarazioni della ministra degli esteri Federica Mogherini, così come in precedenza di Emma Bonino, dopo soli due mesi si sono rivelate inattendibili. Infatti, dopo aver dichiarato il 30 aprile che sarebbe stata presente il giorno del trasbordo delle armi chimiche al porto di Gioia Tauro insieme al direttore generale dell’Opac per garantire maggiore trasparenza e sicurezza di tutte le operazioni, ha disatteso l’importantissimo impegno, adducendo come giustificazione la fortuita coincidenza della presentazione del semestre europeo. L’epilogo di questa vicenda si è tradotto per i cittadini come manifesta prepotenza e violazione della democrazia nei confronti della Calabria, considerata dal governo centrale alla stessa stregua di una “pattumiera” o “discarica”; luogo dove praticare liberamente qualsiasi sperimentazione, magari con l’alibi dell’emergenza nazionale o più semplicemente enormi speculazioni economiche con ogni forma di “sfregio” ambientale e sfruttamento possibili.</p>
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		<title>Pierpaolo Zavettieri interviene sulla visita del ministro Carrozza a Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 11:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Nell’associarmi alla soddisfazione della comunità educante del Liceo “Leonardo da Vinci” per gli importanti risultati e riconoscimenti in ambito nazionale, conseguiti dalla scuola che oggi avrà l’onore di ospitare il Ministro Carrozza, non posso nascondere il rammarico per le criticità che l’istruzione calabrese oggi più che mai presenta. Rischia di essere vista come una passerella la partecipazione del Ministro (per la prima volta a Reggio C.) alla presentazione di un libro, in una delle scuole migliori della provincia, quando la situazione generale degli edifici scolastici risulta essere pressoché drammatica. Lo stesso PD, nonostante il Ministro giunga a Reggio non in veste politica ma istituzionale, corre il rischio di essere additato come partito di “elite”, non più vicino al popolo, quando nel resto della provincia le scuole presentano un forte ritardo sull’adeguamento dei laboratori informatici e scientifici e delle difficoltà socio-economiche certamente di gran lunga superiori al Capoluogo. A mio avviso, sarebbe stato più utile coniugare, alle tappe programmate, la presenza dell’On. Carrozza in realtà scolastico-territoriale disagiate della Provincia, dove la presenza dello Stato (specie a questi livelli!) avrebbe assunto anche un alto valore formativo. Inoltre, per la scuola calabrese pesa come un macigno la riduzione delle misure di contrasto alla dispersione scolastica, utili soprattutto nelle suddette aree disagiate, alla quale si aggiunge un inadeguato riconoscimento del diritto allo studio (ai sensi della legge 104/92) con una consueta riduzione del numero di “ore” per l’insegnamento di sostegno, facendo registrare molti casi in cui, addirittura, il “disabile” e l’intera classe vengono totalmente privati di tale indispensabile “supporto” sancito come diritto dalle leggi dello Stato. È quasi superfluo evidenziare il frequentissimo utilizzo della deroga alle normative nazionali vigenti per la formazione delle classi. Attraverso tale applicazione non viene rispettato il numero massimo di alunni per classe, spesso in presenza di soggetti diversamente abili, creando inevitabilmente l’effetto di classe “pollaio”. Molte altre sono le criticità del settore in questa occasione da me trascurate e che meriterebbero un adeguato approfondimento. Per tali ragioni, da qui a seguire, dal Ministro Carrozza e dall’esecutivo, il mondo della Scuola si aspetta molte proposte ed azioni di governo concrete, finalizzate a rendere più efficiente l’istruzione pubblica e migliorare la condizione generale dei docenti.</p>
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		<title>Aereoporto dello stretto. Zavettieri (Ri): &#8220;Positivo il bilancio 2013 della Sogas. Necessarie sinergie con i trasporti locali per rilanciare lo scalo&#8221;</title>
		<link>https://www.edicoladipinuccio.it/aereoporto-dello-stretto-zavettieri-ri-positivo-il-bilancio-2013-della-sogas-necessarie-sinergie-con-i-trasporti-locali-per-rilanciare-lo-scalo/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2014 21:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Un plauso va fatto subito al metodo. Il gestore non ha avuto alcuna remora a tracciare e presentare il quadro complessivo delle attività. Un’operazione trasparente e chiarificatrice non usuale in questo periodo: sintomo, certamente, della consapevolezza di aver lavorato al meglio e della volontà di mettersi in discussione. Doverosa è un’analisi sulla situazione complessiva dello scalo al termine di questo controverso e difficile anno. Nell’attività del gestore sono da evidenziare alcuni aspetti che fanno ben sperare. Primo: la volontà precisa di economizzare eliminando gli sprechi e non i servizi. Attività da non basare nel taglio indiscriminato del personale ma nella sua ricollocazione ove possibile e come, già fatto, nell’ internalizzazione di servizi che affidati in concessione risulterebbero maggiormente onerosi. Stesso ragionamento per le consulenze che negli scorsi anni gravavano maggiormente sul bilancio dello scalo. In questa direzione lodevole la politica delle partnership. Secondo: eliminazione delle limitazioni allo scalo che da anni azzoppavano il “Tito MInniti”. Terzo: il bilancio annuale, anche se nel complesso lo scalo è pericolosamente in rosso (crediti esclusi), non segna un dato negativo da più anni. Quarto: la volontà palesata di innovare accrescendo i servizi e la professionalità dell’offerta. Quinto: lo sguardo rivolto alle infrastrutture esterne necessarie. In una situazione complessiva dove il “Tito Minniti”, in linea con gli altri scali italiani e con un aumento deciso della soppressione e della cancellazione di voli e linee, registra un dato negativo non si può non guardare anche l’aspetto positivo del lavoro svolto. Importante e fondamentale è stato anche l’intervento economico e non solo dell’ente Provincia. Apporto, costantemente sollecitato dal Presidente Raffa, che non dovrà mai mancare bensì accrescere e rendersi ancora più incisivo. Una sempre maggiore specializzazione e attenzione dell’Ente in questa direzione risulta indispensabile. Specialmente nella organizzazione dei trasporti provinciali che non possono prescindere dal considerare il “Tito Minniti” come terminale fondamentale per partenze e arrivi. Per aumentare l’attrattività dello scalo bisogna sollevarlo dall’isolamento infrastrutturale che lo colpisce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Al più presto andrebbero coordinate le attività dei treni regionali</strong>, tratta ionica e tirrenica, con quelle dello scalo. Il passeggero vuole e deve raggiungere l’ aeroporto per mezzo di vettore pubblico e in autonomia. Oggi purtroppo è impossibilitato o ci riesce con gravi e inaccettabili disagi. Nella stessa direzione dovrebbero andare l’organizzazione di corse in pullman (cittadine, provinciali e regionali) e degli aliscafi per la Sicilia (isole Eolie comprese). Il comparto turistico calabrese e il sistema Calabria è vero che non risulta brillante e attraente però non può prescindere dal considerare che lo sviluppo dello scalo, del turismo e del sistema, vanno di pari passo e sono l’uno “la croce e delizia” dell’ altro. Più si “collega” lo scalo, più si allarga il bacino di utenza, più si diviene appetibili alle compagnie aeree (specie quelle low cost &#8211; vista la tipologia di scalo e bacino di utenza). La sfida, da quanto si evince dalle attività, è stata accettata. Adesso però va affrontata e vinta. Si vincerà soltanto aumentando la professionalità, le competenze, i servizi (interni ed esterni), e lavorando su programmi precisi e condivisi tra gestore ed istituzioni. Il “rosso” di oggi dovrà necessariamente essere la molla per costruire il futuro di domani.</p>
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		<title>Festa del vino di Bova. Zavettieri (Ri): &#8220;Ancora una volta esplosione di partecipanti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Nov 2013 17:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>BOVA &#8211; L’ottava edizione della “Festa del Vino” di Bova ha bissato e probabilmente superato la riuscitissima edizione dello scorso anno. Consolidando così, nel tempo, un appuntamento...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/festa-del-vino-di-bova-zavettieri-riformisti-italiani-ancora-una-volta-esplosione-di-partecipanti/">Festa del vino di Bova. Zavettieri (Ri): &#8220;Ancora una volta esplosione di partecipanti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>BOVA &#8211; L’ottava edizione della “Festa del Vino” di Bova ha bissato e probabilmente superato la riuscitissima edizione dello scorso anno. Consolidando così, nel tempo, un appuntamento eno-gastronomico e di grandissima promozione del territorio tanto da renderlo ormai un “marchio” d’area e per tutta la Provincia.  Il merito principale per il grande sforzo organizzativo va certamente attestato alla cooperativa “Cantina di Bova” con tutti i suoi soci, rappresentati ufficialmente per l’occasione dal presidente Mimmo Stelitano, che con il supporto dell’amministrazione comunale e provinciale è riuscita ancora una volta a centrare l’obbiettivo. Moltissime le presenze accorse già dalla prima serata, in larga parte popolo reggino ma anche tanti cittadini dell’alto ionio, della piana e addirittura di altre regioni.  Un sabato sera, in attesa del giorno di San Martino, che ha regalato cultura, emozioni e sapori della nostra terra a più di quattro mila persone in uno dei borghi più belli d’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il protagonista assoluto</strong> dell’eccezionale kermesse, inutile a dirlo, è stato il vino tipico di questo territorio, rinomato nettare d’uva, ormai affermato in tutta Italia, ed anche oltre frontiera, al quale è stata riconosciuta, nel corso degli anni, l’Identificazione Geografica Protetta con la denominazione “Palizzi”. Poiché l’areale di produzione è composto dai comuni di Palizzi, Bova, Bova Marina, Brancaleone, Condofuri e Staiti, il vino IGP Palizzi è certamente uno dei primissimi prodotti d’eccellenza dell’Area Grecanica, rappresentando addirittura il perno di quell’itinerario eno-gastronomico e culturale opportunamente richiamato in sede di realizzazione del recente P.I.S.L. Minoranze Linguistiche, denominato I Rize Tis Kultura Greka (Le Radici della Cultura Greca), all’interno del quale le “azioni” previste dal bando sono tese alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio etno-antropologico della Minoranza Linguistica Grecanica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La provincia, attraverso l’azione di promozione del territorio indirizzata dal Presidente Raffa e, nello specifico del campo viti-vinicolo, sapientemente guidata dall’assessore delegato all’agricoltura Gaetano Rao, in questi due anni e mezzo di amministrazione, ha svolto un ruolo determinante, mettendo in campo notevoli iniziative per far crescere un prodotto da sempre esistente e mai valorizzato in modo adeguato: promozione delle aziende di qualità, partecipazione alle fiere ed iniziative nazionali di maggiore rilievo, il percorso dell’enoteca provinciale e molto altro.   In dirittura d’arrivo, infatti, è il progetto per la realizzazione della “Piccola Enoteca Provinciale”  che dovrà trovare ubicazione presso gli spazi disponibili presenti presso l’Aeroporto T. Minniti di Reggio C. con la finalità di promuovere e valorizzare le produzioni enologiche ed olearee del territorio provinciale attraverso i flussi turistici di viaggiatori ed il transito delle persone in genere che interessano le aree aeroportuali.</p>
<p>È evidente che l’IGP Palizzi debba rappresentare un orgoglio non solo per la comunità di Palizzi o per la sola Area Grecanica ma per tutta la Provincia. I produttori coinvolti in questa iniziativa, non vi è dubbio, anche attraverso forme di aggregazione (Associazione Temporanea di Scopo – Organizzazione di Produttori), hanno di fronte una sfida  che può caratterizzare qualitativamente tutto il territorio reggino ma soprattutto può rappresentare un’importante occasione per contribuire alla ripresa economica di  tutta la zona grecanica. Non è un mistero che oggi sempre di più il turismo enogastronomico e culturale ha come fattore di attrazione il prodotto ed il paesaggio identitario e, pertanto, nell’ambito del percorso di valorizzazione delle produzioni vitivinicole ed agroalimentari l’immagine dell’intero territorio Provinciale può trarre un enorme beneficio.</p>
<p>Dando atto che la Provincia già per il secondo anno consecutivo ha scelto di investire su una realtà d’eccellenza come la “Festa del Vino” organizzata dalla “Cantina di Bova”, nel tentativo non semplice di mantenere viva una cultura preziosa ed una storia ultra millenaria, e contestualmente favorire uno sviluppo sostenibile, occorre proseguire  su questo percorso incoraggiando questi esempi per cui enormi sacrifici e modeste risorse economiche producono eccellenti risultati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/festa-del-vino-di-bova-zavettieri-riformisti-italiani-ancora-una-volta-esplosione-di-partecipanti/">Festa del vino di Bova. Zavettieri (Ri): &#8220;Ancora una volta esplosione di partecipanti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Prorogato il commissariamento per i comuni di Bagaladi e Bova Marina</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 13:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Mentre da un paio di mesi sta montando, fra intellettuali ed amministratori pubblici, un serrato dibattito sull’opportunità di modificare l’attuale normativa che regola gli...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/prorogato-il-commissariamento-per-i-comuni-di-bagaladi-e-bova-marina/">Prorogato il commissariamento per i comuni di Bagaladi e Bova Marina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Mentre da un paio di mesi sta montando, fra intellettuali ed amministratori pubblici, un serrato dibattito sull’opportunità di modificare l’attuale normativa che regola gli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose, si apprende la notizia che il consiglio dei ministri ha deciso di prolungare di altri sei mesi la permanenza delle due terne commissariali a Bagaladi e Bova Marina. Su tale delicata tematica non chiedo l’assegnazione della “palma d’oro” come precursore, rammento però che sino ad uno o due anni fa, a parte il sottoscritto, una pletora di politici condizionati da forte timore reverenziale nei confronti dell’alta burocrazia o della magistratura, altri caratterizzati da ignavia ed altri ancora forse con qualche scheletro nell’armadio non hanno mosso un dito ne detto una parola in merito all’argomento. In questo contesto non posso esimermi dal fare alcune considerazioni inerenti alla tematica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Pur essendo noto che la normativa</strong> sugli “scioglimenti” per infiltrazioni mafiose esiste dal lontano 1991, è solo da un anno e mezzo, con gli scioglimenti di Bagaladi, Bova M., Careri, Samo e Sant’Ilario (tutti avvenuti in un paio di mesi) che questa forma di sospensione della democrazia prende corpo come realtà diffusa in tutto il territorio provinciale, avallata dal Governo centrale. Ho sempre sostenuto che, in caso di verifica di infiltrazioni mafiose o di condizionamenti, la normativa dovrebbe prevedere l’esclusione dalla vita amministrativa dell’eventuale “pecora nera” e non di un’intera compagine amministrativa con la revoca del mandato elettorale e del diritto di scelta da parte del popolo. Così come non ritengo giusto che qualche informativa delle forze dell’ordine possa essere sufficiente a dimostrare relazioni “compromesse” e di conseguenza interrompere un mandato elettorale, senza che la parte accusata abbia titolo a difendersi o la possibilità di dimostrare la propria estraneità. Appare quasi scontato, dopo tale premessa, il mio personale punto vista sulla concessione della proroga commissariale in questi due comuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Il provvedimento infatti può essere</strong> inquadrato solo come il perdurare di una azione negativa sulla democrazia degli enti locali. Aldilà delle competenze, qualità morali ed impegno profuso da parte dei commissari prefettizi con i quali si instaura sempre un corretto rapporto interistituzionale, queste eccellenti persone provenienti quasi sempre da fuori provincia e spesso da fuori regione non possono dare ciò che un sindaco eletto, primo cittadino del suo stesso paese, riesce a dare in termini di conoscenza, disponibilità e legame con il territorio. Vista la motivazione con cui si concedono gli ulteriori sei mesi di commissariamento, sostenendo che “il percorso di risanamento dalle ingerenze mafiose non è stato ancora completato”, la domanda che pongo ai lettori è: saranno sufficienti altri sei mesi per completare ciò che in diciotto mesi non si è riusciti a fare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Sarà sufficiente prolungare</strong> l’interruzione democratica di un ente locale, viste le esperienze di Comuni come Taurianova, Melito P.S., Roccaforte etc. che già in passato, e più di una volta, sono stati curati dalla malattia mafiosa con la terapia del commissariamento straordinario? Superando anche la retoricità delle domande, il mio auspicio, purtroppo ormai tramontato, sarebbe stato che le comunità di Bova e Bagaladi avessero potuto riappropriarsi della democrazia alla prima tornata elettorale utile e che al contempo le due realtà avessero trovato la forza e la coesione per far prevalere alla logica della divisione un progetto unitario di “salute pubblica”</p>
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		<title>Il dopo commissione d&#8217;accesso. Zavettieri (Ri): &#8220;San Lorenzo salvo ma la norma va cambiata&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[pierpaolo zavettieri]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[san lorenzo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Non posso che registrare positivamente la decisione del Consiglio dei Ministri relativa al Comune di San Lorenzo che era stato messo sotto la lente...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/il-dopo-commissione-daccesso-zavettieri-ri-san-lorenzo-salvo-ma-la-norma-va-cambiata/">Il dopo commissione d&#8217;accesso. Zavettieri (Ri): &#8220;San Lorenzo salvo ma la norma va cambiata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Non posso che registrare positivamente la decisione del Consiglio dei Ministri relativa al Comune di San Lorenzo che era stato messo sotto la lente d’ingrandimento dell’Ufficio Territoriale di Governo con l’invio di una Commissione di accesso agli atti. Dal sito del Ministero dell’Interno, infatti, si apprende che “non sussistono i presupposti per lo scioglimento o l’adozione dei provvedimenti previsti e per tale motivo si decreta il procedimento avviato nei confronti del Comune di San Lorenzo concluso”. Accogliendo positivamente la notizia, mi auguro che questa sia l’occasione per un ripensamento complessivo rispetto al ricorso continuo all’istituto dello scioglimento dei consigli comunali in riferimento al quale ho, più volte, evidenziato le mie profonde perplessità specie per l’inefficacia di tale strumento sotto il profilo del contrasto alla criminalità organizzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Basti pensare come sono diversi i comuni</strong> in cui il provvedimento, nel corso di pochi decenni, è stato reiterato. Pertanto, a prescindere dal mancato scioglimento del comune di San Lorenzo e degli altri comuni che verranno monitorati, non si può che prendere in considerazione, già da parte del governo attualmente in carica, la necessità di rivisitare una norma ormai anacronistica. E&#8217; il tempo di riflettere sul fatto che un consiglio comunale, democraticamente eletto dal popolo sovrano, non può essere “tranciato” ma vanno invece individuate precise responsabilità, come avviene in materia penale, di carattere esclusivamente personale, contribuendo in modo efficace ad epurare le amministrazioni da eventuali &#8220;pecore nere&#8221; presenti. Tale privazione della democrazia ha invece solo danneggiato i territori colpiti ed in particolare quello “Grecanico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In quest’ultimo caso</strong>, pur non avendo mai nutrito dubbi circa la moralità del sindaco Sapone e della sua giunta, la cadenza con cui negli ultimi anni sono stati decretati gli scioglimenti, ci aveva indotto a pensare che, quasi come una sorta di automatismo, il Ministero dell&#8217;Interno anche in questa occasione avrebbe proposto la solita soluzione repressiva. Pertanto, con maggiore soddisfazione registriamo che l&#8217;Area Grecanica può contare ancora su un&#8217;amministrazione democraticamente eletta, prendendo atto che per la prima volta, negli ultimi anni, in provincia di Reggio Calabria, lo Stato non ha usato la scure ma ha valutato con ponderazione le risultanze dell&#8217;indagine dei Commissari Prefettizi. Al contempo però occorre prendere atto dei danni economici e sociali derivanti dagli “scioglimenti” sin qui disposti che purtroppo nessuno potrà cancellare.</p>
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