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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; pesca</title>
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		<title>Guardia costiera di Gioia Tauro sequestra reti da pesca illegali</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 16:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente marino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Continua senza sosta l’attività di controllo degli uomini e donne della Guardia Costiera di Gioia Tauro sull’intero ciclo della filiera della pesca, dallo sbarco...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/guardia-costiera-di-gioia-tauro-sequestra-reti-da-pesca-illegali/">Guardia costiera di Gioia Tauro sequestra reti da pesca illegali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Continua senza sosta l’attività di controllo degli uomini e donne della Guardia Costiera di Gioia Tauro sull’intero ciclo della filiera della pesca, dallo sbarco del pesce fino alla commercializzazione al consumatore finale. L’attività di vigilanza è concentrata in questo periodo soprattutto sull’esercizio della pesca illegale con l’utilizzo di reti derivanti e a strascico ovvero con attrezzi non consentiti e l’eventuale attività di pesca illegale da parte di diportisti non autorizzati. Quattro sono state le operazioni di polizia rilevanti, portate a termine in questi ultimi giorni, finalizzate al contrasto della pesca indiscriminata di specie ittica sottomisura per la quale sono state impiegate pattuglie terrestri e unità navali della Guardia costiera. La prime due, effettuate nelle acque antistanti il lungomare del comune di San Ferdinando dove, l’equipaggio del battello GC B75, unitamente a personale della motovedetta CP 827 rinvenivano, una prima rete da posta lunga circa 500 metri ed una seconda rete da posta lunga circa 1500 metri, prive di segnali diurni conformi al regolamento Comunitario. Dopo aver salpato le reti si procedeva al sequestro amministrativo delle stesse a carico di ignoti. La successiva, in località “Ulivarella” del comune di Palmi, a seguito di un controllo effettuato a bordo di un natante da diporto, si rinveniva una rete da posta, illegalmente detenuta, pertanto si procedeva al relativo sequestro dell’attrezzo e l’elevazione di sanzione amministrativa di euro quattromila al conduttore del natante. Infine, in località “Marinella” del comune di Palmi, personale militare dipendente rinveniva una rete tipo derivante (spadara) lunga circa 1500 metri e la stessa, una volta salpata, veniva posta sotto sequestro. Il comandante Tomat ha voluto ancora una volta ricordare che i controlli proseguiranno con la medesima attenzione e rigore e saranno mirati a salvaguardare il forte fenomeno di impoverimento delle risorse ittiche, causato da una eccessiva, irrazionale e, spesso illegale, attività di pesca.</p>
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		<title>Legapesca lancia l&#8217;allarme: “Mercati calabresi invasi da pesce spada del Marocco”</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente marino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>ROMA &#8211; &#8220;Se è vero che dal bando delle reti derivanti (spadare) non si torna indietro, questo non vuol dire che si può però restare fermi&#8221; dichiara...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/legapesca-lancia-lallarme-mercati-calabresi-invasi-da-pesce-spada-del-marocco/">Legapesca lancia l&#8217;allarme: “Mercati calabresi invasi da pesce spada del Marocco”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; &#8220;Se è vero che dal bando delle reti derivanti (spadare) non si torna indietro, questo non vuol dire che si può però restare fermi&#8221; dichiara Salvatore Martilotti, responsabile Lega Pesca Calabria, denunciando le manifeste ed insopportabili contraddizioni di questo divieto europeo che fanno lievitare la tensione sociale delle marinerie calabresi. Una situazione che invoca una risposta immediata da parte della Regione Calabria, cui Lega Pesca sollecita la urgente convocazione di un Tavolo regionale per dare attuazione agli interventi socio-economici a favore degli ex-spadaroti previsti dalla Legge regionale, ma finora rimasti lettera morta. Per discutere con la categoria è in programma per fine mese una riunione del Direttivo regionale, con la partecipazione del presidente nazionale Lega Pesca, Ettore Ianì, e del presidente Legacoop Calabria, Pino Pellegrino.</p>
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<p><strong>Tutti i mercati calabresi</strong>, ed in particolare quelli della città di Reggio Calabria e dell&#8217;area dello Stretto, continuano ad essere letteralmente subissati di pesce-spada proveniente dal Marocco e pescato con le famigerate reti derivanti, vietate dal 2002 ai pescherecci dell&#8217;Unione Europea. E&#8217; l&#8217;ennesima riprova di un fallimento annunciato, che Lega Pesca ha da sempre contestato: la messa al bando delle spadare, in assenza di regole comuni a tutte le flotte pescherecce operanti nel Mediterraneo, non poteva che essere un fallimento, sia dal punto di vista ecologico, perché sono di fatto aumentate nel Bacino le imbarcazioni extracomunitarie per la pesca del pescespada con reti derivanti, che sotto il profilo economico, perché sono fortemente aumentate nel frattempo le importazioni, con effetti devastanti sulla nostra bilancia commerciale.</p>
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<p><strong>Sull&#8217;altare di questo che è stato definito un &#8221; maledetto imbroglio&#8221;</strong> la Calabria ha dovuto sacrificare la sua principale tradizione di pesca, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e ripercussioni socio-economiche gravissime, che oggi sono ulteriormente aggravate dagli effetti di una crisi senza precedenti in atto. Se dal bando non si torna indietro, perché solo chi gioca strumentalmente sulla pelle dei pescatori può ritenerlo possibile, proprio per questo è indispensabile che le Istituzioni, ed in particolare la Regione Calabria, a fronte di questa mai risolta emergenza dell&#8217;economia ittica regionale, si facciano carico di mettere in atto tutti quegli interventi previste per sostenere gli ex-operatori di questo segmento. Interventi per la riconversione, che grazie alla strenua e continuativa azione svolta da Lega Pesca, sono stati esplicitamente inseriti nella L.R. n.27/2004, art. 7, e che prevedono il sostegno alla diversificazione e alla multifunzionalità, nonché alla realizzazione di progetti pilota innovativi nel campo dell&#8217;ambiente e dei servizi ambientali e della qualità e valorizzazione dei prodotti. Lega Pesca Calabria ha avanzato all&#8217;Assessore Trematerra la richiesta di urgente convocazione di un tavolo regionale in cui dare voce all&#8217;appello degli operatori e confrontarci su proposte operative.</p>
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