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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; ndrangheta e politica</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>&#8220;Democrazia interrotta&#8221;. A San Luca un dibattito coi comuni sciolti per mafia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 15:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/levasione-del-boss-antonio-pelle-dubbi-sul-figlio-i-carabinieri-a-casa-dei-familiari-di-antonio-pelle-per-interrogarli-non-hanno-trovato-il-figlio-secondogenito-del-boss-rimasto-irreperibile-per/image-36-2/" rel="attachment wp-att-15481"><img class="alignleft size-medium wp-image-15481" alt="san luca cartello stradale" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2011/09/Image-361-300x165.jpg" width="300" height="165" /></a>SAN LUCA &#8211; Democrazia interrotta: Il coraggio di andare avanti. Domenica 2 giugno alle ore 10:00 a San Luca, in Piazza della Resistenza (davanti al Municipio) si terrà un dibattito pubblico on la partecipazione dei rappresenanti delle amministrazioni sciolte per mafia. Sarà proposta la costituzione un comitato composto da ogni realtà territoriale &#8220;vittima&#8221; della democrazia interrotta. Saranno inoltre presenti: i candidati a sindaco Giuseppe Trimboli e Francesco Nirta, il consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, il consigliere regionale Pietro Crinò, il giudice di Cassazione Romano De Grazia, &#8220;padre&#8221; della legge &#8220;Lazzati&#8221;. La cittadinanza tutta è invitata alla partecipazione.</p>
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		<title>Gioia Tauro, 1975. Quando Andreotti pose la prima pietra del Porto. Le cronache dell&#8217;epoca su una giornata non senza misteri</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 07:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Il 25 aprile 1975 Giulio Andreotti, all&#8217;epoca ministro alla Cassa per il Mezzogiorno, è a Gioia Tauro per l&#8217;inaugurazione del cantiere che costruirà il...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-1975-quando-andreotti-pose-la-prima-pietra-del-porto-le-cronache-dellepoca-su-una-giornata-non-senza-misteri/">Gioia Tauro, 1975. Quando Andreotti pose la prima pietra del Porto. Le cronache dell&#8217;epoca su una giornata non senza misteri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Il 25 aprile 1975 Giulio Andreotti, all&#8217;epoca ministro alla Cassa per il Mezzogiorno, è a Gioia Tauro per l&#8217;inaugurazione del cantiere che costruirà il porto. In occasione della visita (che farà parlare di se anche per l&#8217;imbarazzante presenza, al rinfresco, di esponenti del clan mafioso dei Piromalli), Andreotti diede prova del suo proverbiale senso dell&#8217;ironia commentando la sfiducia delle popolazioni locali nei confronti delle promesse del governo. &#8220;I calabresi hanno ragione di diffidare&#8221;, disse, &#8220;perché spesso alla prima pietra non segue la seconda&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oltre che per ricordare la scomparsa</strong> del senatore a vita Andreotti, anche per riannodare i fili della storia politica e sociale che ha portato la Calabria allo stato attuale, pubblichiamo alcune cronache del tempo.</p>
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<p><span style="font-size: medium;"><strong>Nel mare la prima pietra. La cerimonia alla presenza dell&#8217;on. Giulio Andreotti, ministro alla Cassa per il Mezzogiorno, è prevista per le ore 9,30 in contrada &#8220;Vota&#8221;. L&#8217;esecuzione dell&#8217;opera (base d&#8217;asta cento miliardi, cioé il più importante appalto indetto in ogni tempo nel nostro Paese) è stata affidata a un consorzio di imprese</strong></span></p>
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<div id="attachment_62272" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/storia-2/gioia-tauro-1975-quando-andreotti-pose-la-prima-pietra-del-porto-le-cronache-dellepoca-su-una-giornata-non-senza-misteri/attachment/foto-andreotti-gioia-tauro-1975/" rel="attachment wp-att-62272"><img class="size-large wp-image-62272" title="foto andreotti gioia tauro 1975" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/foto-andreotti-gioia-tauro-1975-200x304.jpg" alt="" width="200" height="304" /></a><p class="wp-caption-text">foto: gazzetta del sud</p></div>
<p>GIOIA TAURO &#8211; Domani mattina, alle ore 8.30, alla presenza dell&#8217;onorevole Giulio Andreotti, ministro alla Cassa per il Mezzogiorno, avranno inizio i lavori per la realizzazione del porto di Gioia Tauro, prima importante infrastruttura del costruendo quinto centro siderurgico. Andreotti arriverà da Roma nelle prime ore del mattino e dopo una rapida visita nella &#8220;Piana&#8221; si porterà in contrada &#8220;Vota&#8221; &#8211; a circa quattro chilometri dal centro abitato &#8211; dove da qualche gorno le ruspe hanno abbattuto alberi e case coloniche per creare le premesse della cerimonia.</p>
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<p><strong>Una cerimonia peraltro che stranamente</strong> ha &#8220;saltato&#8221; i naturali canali politici della provincia di Reggio Calabria (basti dire che sino a questo momento la segreteria provinciale della Dc reggina non è stata avvertita nè della manifestaziuone, nè dell&#8217;arrivo di un ministro democristiano). Una strana cerimonia &#8211; dal punto di vista formale, si intende &#8211; se è vero come è vero che fino a qualche giorno fa non era dato sapere chi la organizzasse e chi avrebbe dovuto diramare gli inviti. Quel che si è saputo è filtrato attraverso altri canali politici &#8211; saranno vicini ad Andreotti, ma certamente non sono i suoi &#8211; canali che si sono solo preoccupati di creare l&#8217;ambiente adatto per certi ritorni. Aldilà comunque delle inevitabili strumentalizzazioni che di solito accompagnano le realizzazioni di un certo rilievo, resta il fatto che domani, con la cerimonia ufficiale alla quale il governo centrale sarà presente con uno dei suoi più qualificati ministri, si darà inizio ai lavori per la costruzione del porto di Gioia Tauro, passando così dalla lunga estenuante fase delle progettazioni a quella certamente più significativa delle cose concrete.</p>
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<p><strong>Una cerimonia che, da parte nostra,</strong> salutiamo con responsabile ottimismo, anche se siamo ben lontani da certi trionfalismi di vecchia maniera che, in un&#8217;Italia così progredita all&#8217;insegna della moderna industrializzazione avrebbero dovuto ormai essere, e non da ora, relegati in soffitta. E questo perchè siamo dell&#8217;avviso che auella del quinto centro siderurgico &#8211; malgrado la manifestazione di domani &#8211; è una battaglia che in buona parte è ancora tutta da combattere, per avere ragione delle ultimeresistenze sulla strada della realizzazione dell&#8217;impianto siderurgico, resistenza che &#8211; non è un mistero &#8211; provendono dall&#8217;Iri, dalla Confindustria e da alcuni settori delle forze politiche di governo e di opposizione. Resistenze che &#8211; è stato scritto &#8211; hanno ritardato sino ad oggi lo stanziamento dei fondi necessari per la costruzione dell&#8217;impianto e che certamente, se non si dovesse decidere un deciso intervento ad alto livello, rischiano di bruciare altro tempo prezioso sulla strada dell&#8217;industrializzazione della Calabria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il fatto è che ancora vi è</strong> chi con fin troppa scoperta allusione, parli del quinto centro siderurgico come di una &#8220;cattedrale nel deserto&#8221; &#8211; ultimo in ordine di tempo il sottosegretario all&#8217;Agricoltura, Carenini, nel suo discorso ufficiale alla inaugurazione della XXIV Fiera internazionale di Reggio Calabria &#8211; non ci lascia tranquilli, qnche perché siamo dell&#8217;avviso che il governo italiano ha il dovere di rispettare gli impegni a suo tempo assunti, impegni che parlavano (e parlano) di settimilacinquecento posti di lavoro e di un impianto siderurgico a ciclo completo. Su questo punto ci pare parola rassicurante, convinti sindacati e forze politiche non possono avere dubbi ed hanno confermato una loro battaglia che va continuata per evitare &#8211; e purtroppo gli amari precedenti non mancano nella nostra provincia &#8211; che ci si ritrovi dinanzi ad una nuova &#8220;incompiuta&#8221; (incompiuta ovviamente sul piano occupazionale e quindi della produzione). Ma se tocca i politici risolvere queste difficoltà e ridare piena credibilità agli organi del governo, spetta ancora ai tecnici &#8211; e riteniamo opportuno parlarne oggi &#8211; risolvere alcuni problemi di propria competenza, per evitare pericolose battute di arresto una volta che si è dato il viaall&#8217;inizio dei lavori per la costruzione dell&#8217;impiato.</p>
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<p><strong>Diga a Galatro?</strong> Come è noto il centro siderurgico ha bisogno di enormi quantità di acqua. I tecnici &#8211; ci risulta &#8211; hanno giustamente progettato la costruzione della diga sul Metramo a ridosso dell&#8217;abitato di Galatro ed hanno previsto altre forme di conservazione utilizzo delle acque certamente interessanti. Si è anche giustamente considerata l&#8217;opportunità di canalizzare a scopi plurimi le acque stesse che, oltre al centro siderurgico, servirebbero per la irrigazione e per altri usi industriali e civili determinando cosiun diverso assetto del territorio e riducendo enormemente i pericoli delle alluvioni, degli smottamenti di terreno, delle frane, sempre presenti, anche se meno pericolose rispetto a quellericorrenti nella fascia jonica della provincia reggina.</p>
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<p><strong>Galatro è così diventata</strong> il centro pilota delle iniziative sindacai con grandi manifestazioni, comizi e bandiere rosse, impegni solenni e convenevoli abbracci. Gli avvenimenti favoriranno la riconsiderazione del probelma legato al turismo termale. Galatro infatti gode di una magnifica posizione nell&#8217;alta &#8220;Piana&#8221; ed ha il privilegio di offrire al forestiero acque fresche e salutari, ricche di sali minerali, che favoriscono la cura delle malattie epatiche e renali. L&#8217;amministrazione comunale lanciò l&#8217;idea, i sindacati l&#8217;assunsero con estremo interesse e qualcuno addirittura suggerì di costruire a Galatro il centro di medicina preventiva finanziato con i miliardi che i sindacati bancari avevano ottenuto dal cartello degli istituti di credito con le trattative sui programmi extracontrattuali. Sia la costruzione delle Terme di Galatro che il Centro di medicina preventiva passerebbe però per le dirette assunzioni di responsabilità della giunta regionale, la quale non si occupò del caso dando la possibilita ai &#8220;bancari&#8221; &#8211; in considerazione che anche il comune socialista di Maropati rivendicava il Centro di medicina preventiva, contro il comune democristiano di Galatro &#8211; di proporre alla Regione che ovviemente si è riservata di decidere, la costruzione del Centro nella &#8220;Piana&#8221; bassa, tra Gioia Tauro e Rosarno.</p>
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<p><strong>La parola ai tecnici.</strong> Ma tornando alla diga dul Metramo, doga che ciome abbiamo detto dovrà sorgere in terrirorio di Galatro, non si sa bene perché e come mai, dopo le vicende sindacali, si cominciò a dire che non era facile garantirne la costruzione a causa della natura dei terreni. Sarà ritorsione dei cittadini di Galatro &#8211; come qualcuno va dicendo &#8211; perché si sono accorti che sfumava il progetto medico-termale saranno notizie vere, il fatto è che la diga sul Metramo (o una soluzione di pari entità) costituisce la condizione necessaria per la vita stessa del quinto centro siderurgico. E&#8217; su questo punto che i tecnici dovranno dire una parola rassicurante, convinti come siamo che nessuno avrebbe interesse a creare le premesse perché il Metramo non diventi un nuovo Vajont. Un giudizio, quello dei tecnici, che deve tranquillizzare le popolazioni dei comuni a valle della costruendea diga e l&#8217;impegno, sempre da parte dei tecnici, che si porti avanti cons erietà il piano generale di assetto del territorio per favorire l&#8217;insediamento del complesso siderurgico. E la manifestazione di domani ci pare un&#8217;occasione da non perdere per chiarire le ultimeperplessità nell&#8217;interesse delle popolazioni calabresi.</p>
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<p><strong>Sulla presenza dell&#8217;onorevole</strong> Andreotti il sindaco di Gioia Tauro, dottor Vincenzo Gentile, ci ha dichiarato: &#8220;Come sindaco di Gioia Tauro e presidente dei sindaci della Piana non posso che prendere atto con grande soddisgfazione della presenza del ministro della Cassa per il Mezzogiorno Giulio Andreotti, nella nostra città. La sua presenza rappresenta infatti l&#8217;avvio in forma concreta della soluzione del problema del quinto centro siderurgico, problema che ci ha visti impegnati in prima linea quali rappresentanti degli enti locali, assieme alle organizzazioni dei lavoratori ed ai partiti politici dell&#8217;arco costituzionale, per quasi cinque anni tra diffidenze, ostacoli e resistenze di ogni genere che, al di là delle polemiche strumentali, sono miseramente falliti perché il quinto centro siderurgico non è e non vuole rappresentare un pennacchio, ma esprime l&#8217;esigenza profonda, viva, sentita dalle nostre genti di vedere finalmente posta la parola fine al malanno di cui è colpita endemicamente la nostra Calabria, malanno che porta i nomi di miseria, emigrazione, disoccupazione, sottoccupazione. &#8221;Ecco perché &#8211; ha concluso il sindaco Gentile &#8211; la presenza tra noi dell&#8217;onorevole Andreotti, proprio domani 25 aprile, giornata che celebra la vittoria della Resistenza, oggi come ieri, costituisce la vittoria delle forze democratiche della Calabria e la risposta delle forze democratiche di riscatto ecomico e sociale, a cinque anni di distanza dallo storico annuncio da parte dell&#8217;allora presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Colombo&#8221;.</p>
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<p><strong>Impegno concreto.</strong> Gentile parla di vittoria acquisita. Noi &#8211; e lo abbiamo detto &#8211; ci auguriamo solo che alla manifestazione segua l&#8217;impegno concreto di tutte le forze politiche che concretamente credono nella industrializzazione della Calabria per avere ragione delle ultime resistenze. La combinata Andreotti-Mancini (quest&#8217;ultimo sarà domani a Gioia Tauro) porta avanti &#8211; non abbiamo difficoltà a riconoscerlo &#8211; un disegno politico di ampio respiro. Ma solo nella misura in cui ci si dà la certezza che il quinto centro non è solo un momento utile di strategia generale e che alla distanza andrà a coincidere con gli interessi dei comuni della Piana e soprattutto di Gioia Tauro.</p>
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<p><strong>Ecco il perché del nostro invito</strong> ai politici ed ai tecnici in primo luogo ad aprire gli occhi e a guardare ai problemi in termini di globalità: i lavori del porto che Andreotti a nome del governo inaugurerà domani, vanno bene e con essi dovranno andar bene la diga sul Metramo, la superstrada Gioia Tauro-Locri, l&#8217;assetto del territorio, un piano comprensoriale fatto a misira dell&#8217;uomo, con i servizi civili e sociali necessari, un nuovo programma agricolo e zootecnico con la creazione di industrie per la trasformazione dei prodotti agricoli, il turismo termale e la medicina preventiva da programmare nella loro sede naturale. Così soltanto si può capire &#8211; e le popolazioni con noi &#8211; che non esistono manovre elettoralistiche &#8211; anche se i lavori cominciano in contrda &#8220;Vota&#8221; &#8211; e che invece è un serio impegno politico. <em>(Aldo Sgroj, Gazzetta del Sud, 25/04/1975)</em></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><strong>Con il porto di Gioia Tauro il via al Centro siderurgico. E&#8217; la più importante opera di infrastruttura per la realizzazione del grande impianto. Stanziati 126 miliardi. Sarà pronto entro il 1978</strong></span></p>
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<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/storia-2/gioia-tauro-1975-quando-andreotti-pose-la-prima-pietra-del-porto-le-cronache-dellepoca-su-una-giornata-non-senza-misteri/attachment/image-1-26/" rel="attachment wp-att-62277"><img class="alignright size-medium wp-image-62277" title="mappa centro siderurgico gioia tauro" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/05/Image-11-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" /></a>GIOIA TAURO &#8211;  Il ministro per gli Interventi nel Mezzogiorno, Giulio Andreotti, è intervenuto stamane all&#8217;inizio ufficiale dei lavori per il porto di Gioia Tauro, opera compresa nell&#8217;ambito delle infrastrutture del quinto centro siderurgico della stessa città. Com&#8217;è noto, il Cipe deliberò la costruzione del quinto centro siderurgico e affidò alla Cassa per il Mezzogiorno l&#8217;esecuzione delle infrastrutture dell&#8217;agglomerato industriale di Gioia Tauro-Rosarno. Nell&#8217;ambito dell&#8217;assetto del territorio la Cassa ha già finanziato la realizzazione del porto il cui Inizio dei lavori è stato inaugurato. L&#8217;opera, per la quale sono stati stanziati 126 miliardi di lire, costituisce l&#8217;infrastruttura essenziale e la più impegnativa al servizio del quinto centro siderurgico. Il progetto esecutivo del porto è frutto di lunghe indagini e studi prelimi¬ nari. Esso sarà ubicato in prossimità dell&#8217;abitato di Gioia Tauro e si estenderà su una superficie di circa 250 ettari.</p>
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<p><strong>L&#8217;opera, secondo le previsioni del progetto</strong>, comprende un canale della larghezza di galleggiamento variabile da 250 a 350 metri e della lunghezza di 3200 metri, che avrà origine dal bacino d&#8217;ingresso proteso a mare e protetto da due moli foranei convergenti. I quali formeranno un&#8217;imboccatura della larghezza di 300 metri al galleggiamento e di 220 metri a quota meno quindici metri. Il molo Nord, lungo 950 metri, raggiungerà con l&#8217;unghia della scarpata esterna il fondale di meno 50 metri, mentre quello Sud si spingerà fino a 440 metri dalla battigia raggiungendo un fondale di 35 metri. L&#8217;avamporto avrà un cerchio del diametro di 800 metri per l&#8217;evoluzione del naviglio all&#8217;attracco, mentre il banchinamento è previsto per oltre cinque chilometri di cui tre saranno adibiti alle necessità del centro siderùrgico. Per le sue caratteristiche, il costruendo porto consentirà l&#8217;attracco di navi fino a 80 mila tonnellate. Tutte le infrastrutture al servizio dell&#8217;agglomerato dì Gioia Tauro interessano una superficie di oltre 500 ettari; il consorzio ha fino a oggi acquistato la disponibilità dell&#8217;area interessata alla realizzazione della prima fase dei lavori del porto la cui ultimazione è prevista entro 40 mesi. Per l&#8217;esecuzione dell&#8217;opera si calcola che saranno impegnate oltre duecentomila giornate lavorative. Si prevede che entro il 1978 il complesso delle opere portuali e delle altre infrastrutture generali (con un ulteriore investimento globale di oltre 200 miliardi di lire) sarà completamente ultimato.</p>
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<p><strong>Il ministro Andreotti ha parlato</strong> al termine della manifestazione. «Com&#8217;era giunto — ha detto —le clil/icoltà di bilancio dell&#8217;ultimo anno non hanno latto ritardare i programmi di valorizzazione globale di questo versante della Calabria. I lavori per il porto industriale di Gioia Tauro — ha proseguito —, die oggi e/lettivamente s&#8217;iniziano, sono interamente /inanzìati e appallati per unr spesa di 75 miliardi di lire. Nello stesso tempo si sono portati avanti gli studi esecutivi per il progetto speciale della zona riguardanti non soltanto le infrastrutture necessarie al centro siderurgico e alle altre industrie, ma un piano modernissimo di valorizzazione agricola e turistica e di sistemazione degli abitati e delle acque. Si risponde così — ha aggiunto il ministro — intelligentemente alla vocazione dell&#8217;ambiente nel rispetto articolato di tutte le possibilità dì sviluppo». Per l&#8217;ingegnere Cali, presidente dell&#8217;area di sviluppo industriale di Reggio Calabria, i lavori del quinto centro siderurgico vero e proprio dovrebbero iniziare fra alcuni mesi. <em>(La Stampa, 26/04/1975)</em></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><strong>Protesta popolare a Gioia Tauro alla «prima pietra» per il porto. II ministro Andreotti ha evitato qualsiasi accenno ai tempi di attuazione dell&#8217;impianto industriale. Anche gli altri impegni del governo verso la regione restano inattuati</strong></span></p>
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<p>GIOIA TAURO &#8211; I dubbi e le perplessità sull&#8217;effettiva volontà di realizzare il quinto centro siderurgico a Gioia Tauro permangono. Una conferma sia pure indiretta è venuta stamani dal discorso pronunciato dal ministro per la Cassa del Mezzogiorno Andreotti, intervenuto per la posa della prima pietra nella costruzione del porto industriale di Gioia Tauro, una importante infrastruttura che dovrebbe servire prevalentemente all&#8217;impianto siderurgico e che è già stata finanziata dalla Casmez. Tuttavia sui tempi di realizzazione dell&#8217;impianto XXX sono trascorsi ormai otto anni da quando la sua costruzione è stata programmata, quasi cinque dq quando è stata decisa la sua ubicazione in Calabria e neanche una parola è venuta da parte del rappresentante governativo, segno che le resistenze per l&#8217;effettiva realizzazione dell&#8217;impianto permangono e che il governo non agisce concretamente per far mantenere all&#8217;Iri l&#8217;impegno assunto, neppure adesso che i programmi ipotizzati per Gioia Tauro sono stati ampiamente ridimensionati e malgrado il quinto centro siderurgico sia sempre più una necessità dell&#8217;economia nazionale, come è stato costretto a riconsocere stamane lo stesso Andreotti. Per cui la manifestazione di stamani che si è teso a presentare propagandisticamente come avvio dei lavori per la costruzione del quinto centro siderurgico, pur importante, poiché dà il via alla costruzione di una infrastruttura utile allo sviluppo della regione e capace di per sé, di dare già nell&#8217;immediato una certa occupazione, ha finito con l&#8217;assumere il carattere di una forzatura elettoralistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Se ne è reso conto</strong> &#8211; e non poteva farne a meno &#8211; lo stesso ministro Andreotti, trovandosi di fronte ad una grande folla di lavoratori, di giovani, per nulla disposti a cadere nella trappola propagandistica e che chiedevano a gran voce il rispetto degli impegni, chiarezza nei discorsi, fine della politica di abbandono e dello spreco delle risorse per la Calabria e il Mezzogiorno. L&#8217;uomo di governo ha dovuto evitare il tono trionfalistico e ha detto che &#8220;comprendeva la sfiducia dei calabresi poiché molto spesso qlle prime pietre non hqnno fqtto seguito le seconde&#8221;. L&#8217;occqsione dellq &#8220;prima pietra&#8221; è uscitq fuori dqi canali della normalità e dell&#8217;ufficialità e si è trasformata in una vera e propria manifestazione delle popolazioni della zona per l&#8217;occupazione e lo sviluppo e contro la pratica delle promesse e delle sparate elettoralistiche. XXXspiaggia di Eranova, la località di Gioia Tauro dove sorgerà il porto e dove era stato eretto un picchetto xxx centinaia di giovani e di donne con cartelli del tipo &#8220;Non basta la prima pietra, il quinto centro non ce lo XXX nessuno&#8221;.All&#8217;arrivo del ministro e dei partecipanti alla cerimonia sono stati scanditi slogans dello stesso tenore. Tra i presenti anche centinaia di braccianti e le donne che lavorano presso la grande azienda agricola Greco.</p>
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<p><strong>Tutte le preoccupazioni</strong> e le perplessità della popolazione della zona e allo stesso tempo la piena consapevolezza che quanto finora si è ottenuto è frutto delle lunghe lotte popolari (anche contro le provocazioni fasciste che qui spalleggiano gli agrari) sono state espresse a nome della Cgil, della Cisl e della Uil dal compagno Alvaro il quale ha anche chiaramente indicato l&#8217;esigenza che la ootta prosegua per battere tutte le resistenze e qvviqre verqmente lq costruzione del auinto centro siderurgico. Ne&#8217; &#8211; ha aggiunto ancora Alvaro &#8211; il conto coi lavoratori calabresi da parte del governo può chiudersi qui dal momento che anche altri impegni assunti sono ancora in gran parte da realizzare. Durante la cerimonia hanno anche preso la parola dirigenti locali del PCI, del PSI, della DC e del PSDI, e il presidente della Regione, Ferrara. <em>(Franco Martelli, l&#8217;Unità, 26/04/1075)</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-1975-quando-andreotti-pose-la-prima-pietra-del-porto-le-cronache-dellepoca-su-una-giornata-non-senza-misteri/">Gioia Tauro, 1975. Quando Andreotti pose la prima pietra del Porto. Le cronache dell&#8217;epoca su una giornata non senza misteri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il passo indietro dell&#8217;assessore Rao. Pdci: &#8220;Resta in giunta, aggirato il principio di legalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 05:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E’ di queste ore la notizia dell’autosospensione dell’assessore provinciale Gaetano Rao. In buona sostanza, pur avendo restituito le deleghe che gli erano state assegnate, rimarrebbe, per quel che si capisce dalle notizie diffuse dalla stampa, pur tuttavia componente della giunta provinciale. Il che a nostro parere non è una scelta condivisibile. Sia ben chiaro; non si tratta di un giudizio che si riflette sull’essere o non essere garantista. Tutt’altro, riteniamo che per principio costituzionale si è innocenti fino alla emissione di una sentenza di condanna. Pur tuttavia, ci sembra che soprattutto in questa epoca in cui la crisi dei valori e degli ideali, imponga chi rappresenta le istituzioni dei comportamenti chiari ed inequivocabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo senso, pensiamo</strong> che la scelta di rimettere le deleghe senza una più ampia e più netta scelta di campo (quella appunto di uscire dal governo dell’amministrazione provinciale) non possa essere sufficiente a declinare il principio di legalità. Perché si possa creare uno spartiacque tra le istituzioni e l’illegalità; occorre fare di più ed in questo senso ci saremmo aspettati dal presidente Raffa, dall’intera giunta e dallo stesso assessore una scelta più marcatamente aderente al principio di legalità. D’altronde, in una terra in cui la delinquenza organizzata vuole allungare i tentacoli del malaffare anche nelle istituzioni è bene che, quando accadono situazioni come quella che oggi ha coinvolto l’assessore Rao, vi sia da parte di chi rappresenta le istituzioni, una risposta netta ed inequivocabile: il rigore morale prima di tutto.</p>
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		<title>Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria, un documento del Partito democratico</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 07:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Reggio ha oggi l’occasione e la possibilità di aprire una nuova fase e segnare un nuovo inizio al centro del quale siano assunti i valori della trasparenza, della legalità e dello sviluppo. La decisone del Consiglio dei ministri con la quale si è proceduto allo scioglimento del Consiglio comunale per contiguità con la ndrangheta rappresenta la dolorosa quanto inevitabile conseguenza rispetto al quadro impressionante ed inquietante che, al di là di singole inesattezze che dovranno essere opportunamente corrette, viene documentato dalla relazione prodotta dalla commissione d’accesso. E’ l’epilogo e l’inappellabile fallimento di un modo di amministrare la cosa pubblica contro il quale in questi anni il Pd si è coerentemente battuto, denunciando tale agire come estraneo all’interesse comune e contrario a quello dei cittadini. Un sistema politico- amministrativo fatto di sprechi e clientele, di gestione del potere opaca ed al di là delle leggi che ha spalancato le porte di palazzo San Giorgio ad una ragnatela di interessi e ad un robusto sistema di collusioni e contiguità che consegnano alla città una realtà amministrativa profondamente malata e da bonificare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Se, nei mesi scorsi, di fronte</strong> al quadro devastante che veniva quotidianamente disvelandosi, anziché pensare a negare, nascondere o a girarsi dall’altra parte, gli amministratori e la classe politica del centro destra avessero agito con ponderazione e maggiore senso di responsabilità nei riguardi del bene comune, attraverso azioni reali ed efficaci di discontinuità, oggi probabilmente la città non si troverebbe in queste condizioni. Gli attacchi di questi giorni portati nei confronti delle forze di polizia, della magistratura, del prefetto, del ministro dell’Interno da parte di alcune forze del centro destra non servono certo alla città, anzi continuano ad infliggergli del male. Da parte nostra rivolgiamo ai Commissari insediatisi nella giornata odierna a Palazzo San Giorgio il saluto e gli auguri di buon lavoro per l’impegnativo compito che li attende nei prossimi 18 mesi, al fine di riportare alla normalità i conti pubblici dissestati ed operare per rimuovere le cause che hanno generato l’infiltrazione della ‘ndrangheta, assicurando loro una doverosa collaborazione nell’interesse esclusivo della città. Quello che adesso occorre a Reggio è lasciarsi alle spalle sterili e dannose polemiche o recriminazioni ed iniziare, invece, a riscrivere una nuova pagina della storia della città, lavorando sodo per portarla fuori dalla crisi nella quale è stata fatta precipitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Reggio deve saper reagire</strong> con grande maturità e fare quadrato attorno ad un progetto di ricostruzione, che ponga le basi per un futuro diverso, imperniato sulla legalità, l’affermazione delle regole e lo sviluppo e sia capace di mettere in luce e valorizzare le straordinarie e diffuse energie vitali presenti in ogni ambito della società reggina. In questo senso, l’impegno del Partito Democratico e del suo segretario nazionale Bersani sarà innanzitutto rivolto ad esigere dal Governo le risorse necessarie a scongiurare l’incombente dissesto finanziario e misure tese a far ripartire l’economia cittadina, così come ben sottolineato dalle organizzazioni imprenditoriali e produttive cittadine e dal sindacato. Il Pd, interpretando la richiesta che sale dalla comunità cittadina, intende mettersi al servizio dell’ineludibile necessità di un profondo cambiamento che restituisca fiducia e speranza alla città ed al suo tessuto economico, sociale e civile, affinché attraverso questo percorso possa riacquistare la centralità che merita e di cui è capace nell’ambito del panorama calabrese e di quello nazionale. In tale direzione sarà avviato, fin dai prossimi giorni, un dialogo ed un confronto con le forze politiche, sociali, culturali ed associative che hanno a cuore il futuro della città.</p>
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		<title>On. Angela Napoli (Fli): &#8220;A Siderno inquietante connubio tra politica e ndrangheta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 21:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; L’operazione di ieri, denominata “Falsa politica”, condotta dalla Polizia di Stato su richiesta della DDA di Reggio Calabria, ha stroncato, ancora una volta, uomini della cosca Commiso della ‘ndrangheta di Siderno (R.C.). Ed ancora una volta, attraverso le persone colpite da questa operazione e la relativa inchiesta, emerge il forte e preoccupante connubio tra politica e ‘ndrangheta, e il relativo condizionamento del voto che c’è in Calabria e nella provincia di Reggio, in particolare. On. Angela Napoli, Componente Commissione Parlamentare Antimafia. Non so se riuscirà mai ad emergere la responsabilità della politica calabrese che porti a bandire il “….si dice, ma non è colpito dalla giustizia e comunque porta i voti….” nelle scelte delle candidature. E’, infatti, il momento della scelta dei candidati e della formazione delle liste, quello nel quale si rinsalda il connubio tra politica e mafia ed è proprio quel momento che dovrebbe far pesare maggiormente “il sospetto” rispetto alla “vittoria elettorale” ad ogni costo. Non è più sufficiente, solo dopo l’intervento della Magistratura, dire “gettiamo le chiavi” o “non immaginavo” o “prendo le distanze”: frasi ormai chiaramente definibili “di comodo”. La ndrangheta vota e fa votare per coloro che possono poi offrirle delle “garanzie” . Se allontaniamo da noi la necessaria responsabilità non lamentiamoci poi se nel momento elettorale cresccono l’astensionismo e l’antipolitica! Oggi più che mai si rende indispensabile la sottoscrizione delle petizioni popolari “Liste Pulite” lanciate da Futuro e Libertà ed anche l’applicazione della c.d. “Legge Lazzati”.</p>
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		<title>By by Bossi. Il cerchio magico s&#8217;è spezzato in un vortice di intrecci oscuri, manovre di partito e l&#8217;odore di ndrangheta</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 19:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>LE DIMISSIONI DI BOSSI rappresentano esattamente il quadro politico post Mani Pulite. Con l’ennesima riprova che, in verità, questo tempo opaco ed evanescente di Prima – Seconda...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/by-by-bossi-il-cerchio-magico-se-spezzato-in-un-vortice-di-intrecci-oscuri-manovre-di-partito-e-lodore-di-ndrangheta/">By by Bossi. Il cerchio magico s&#8217;è spezzato in un vortice di intrecci oscuri, manovre di partito e l&#8217;odore di ndrangheta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>LE DIMISSIONI DI BOSSI r<em>appresentano esattamente il quadro politico post Mani Pulite. Con l’ennesima riprova che, in verità, questo tempo opaco ed evanescente di Prima – Seconda Repubblica non si sia mai davvero concluso. Ed il cordone ombelicale con le vecchie insane abitudini di finanziamento (più o meno esecrabile) ai partiti con le conseguenti inevitabili spartizioni ex post, evidentemente, mai reciso. Ecco che accade l’impensabile. Il partito famiglia guidato dal capo carismatico, schierato a difesa dei lavoratori e degli interessi delle classi sociali del nord implode su se stesso, in una girandola vorticosa di intrecci oscuri, manovre di partito e subodori di ndrangheta. E come al solito, di operazioni fatte a propria insaputa. Difficile, questa volta, neppure pensarlo se a capitolare è il capo tirato per la giacchetta dal fortunato figliol prodigo ma non prodigio. Almeno a Bossi va riconosciuto il buon gusto postumo. Questa volta il cerchio magico non s’è rivelato tale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché in questa amara</strong> <em>storia italiana ancora tutta da scoprire di magico pare che ci sia ben poco, ma di falso materiale ed illeciti ben tanto. Evidentemente dalla prima vera vittoria politica a risonanza nazionale datata 1992 ad oggi si è chiuso un ciclo. O magari tre Procure Milano in testa, a seguire Napoli e Reggio Calabria ciscuna per proprio conto e per strade diverse, hanno provveduto abbastanza involontariamente ad aprirne un altro. Uno squarcio abbagliante che accende i riflettori sul tema del finanziamento pubblico ai partiti, che abrogato per referendum dell’aprile 1993, promosso dai Radicali col 90,3% dei voti espressi a favore, nel clima generale di sfiducia che succede proprio allo scandalo di Tangentopoli pare uscito dalla finestra per poi rientrare dal portone sempre nel 1993 prima con l’aggiornamento della già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994 e poi addirittura con l’istituzione dell’adesione alla contribuzione volontaria per destinare il 4 per mille ai partiti, pur rimasta minima. Fatto sta che i partiti riescono a maneggiare un tesoretto straordinario di danaro pubblico e non sempre lo fanno con bilanci in regola od in maniera trasparente (ed a nulla valgono le certificazioni di questa o quella società di revisione. A tal pro si veda il caso Grecia,</em> ndr).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dunque ecco abbondantemente</strong> <em>giustificato lo stupore dei pretoriani del sole delle Alpi prima nonché dei militanti a seguire che hanno appreso la verità in un continuo stillicidio di notizie, indiscrezioni disarmanti e boatos provenienti da Via Bellerio. Quella stessa verità che ha lasciati attoniti ed increduli i cittadini elettori di un partito politico che ha lambìto nel momento di massimo splendore il 10% di preferenze su scala nazionale ed i cui iscritti e simpatizzanti si sono dimostrati sempre pronti, dal prato di Pontida, a puntare fieramente il dito contro una certa Roma ladrona quale pessimo modello di sprechi, sperperi ed inutile dissipazione di risorse pubbliche, a loro dire molto male impiegate. Salvo poi per nemesi, svegliarsi una mattina ed appurare tragicamente che i loro più alti rappresentanti si erano già infetti, ed abbastanza rapidamente, dello stesso male che erano andati a debellare nella città eterna.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/by-by-bossi-il-cerchio-magico-se-spezzato-in-un-vortice-di-intrecci-oscuri-manovre-di-partito-e-lodore-di-ndrangheta/">By by Bossi. Il cerchio magico s&#8217;è spezzato in un vortice di intrecci oscuri, manovre di partito e l&#8217;odore di ndrangheta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Canale (Pd): &#8220;Tuccio si dimetta. Non è accettabile la logica del silenzio&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 19:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; L’arresto della suocera dell’assessore all’urbanistica Luigi Tuccio impone una riflessione civica prima ancora che politica. Proverò a spiegare con pacatezza le ragioni per cui...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/canale-pd-tuccio-si-dimetta-non-e-accettabile-la-logica-del-silenzio/">Canale (Pd): &#8220;Tuccio si dimetta. Non è accettabile la logica del silenzio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; L’arresto della suocera dell’assessore all’urbanistica Luigi Tuccio impone una riflessione civica prima ancora che politica. Proverò a spiegare con pacatezza le ragioni per cui a mio avviso Tuccio si debba dimettere, rifuggendo da aprioristiche ragioni di appartenenza politica, invocando il mero lume della ragione e dell’opportunità. E’ bene dirlo prima d’ogni altra cosa, in questa storia Tuccio ha fatto, più o meno, tutto da solo, tutto male, da ultimo con un comunicato in cui cerca di gettare la palla fuori campo citando suo padre, i suoi affetti, il suo onore e improbabili congiure ai danni suoi e del suo amico d’infanzia Giuseppe Scopelliti. Nessuno, fino ad ora, ha mai contestato l’onorabilità di Tuccio, men che meno della sua famiglia, della mente lucida di suo padre Giuseppe, magistrato di cui Reggio è da sempre orgogliosa, autore di un saggio in cui si domandava senza una risposta possibile se fosse la ndrangheta a generare sottosviluppo o il sottosviluppo a generare la ndrangheta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nessuno ha attaccato Tuccio</strong> nella sfera affettiva, della sua intimità, del suo rapporto con i figli e la donna che ama. Il tema non è questo e Tuccio pare non capirlo. In discussione c’è invece l’opportunità che Tuccio, alla luce dei fatti, continui a ricoprire il suo ufficio di assessore, una tale scelta addenserebbe ulteriormente la “lupa” in cui oggi pare avvolta l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Arena. Vero che le suocere e le cognate non si scelgono, ma alla fine si è costretti a conoscerle da vicino, a frequentarle durante le ricorrenze, magari solo per dovere di coppia, a stabilire rapporti e legami che un uomo pubblico come Luigi Tuccio non poteva permettersi al momento della sua nomina, tantomeno ora che la realtà è venuta a galla. Non tornerò sulle infinite nomine di cui ha beneficiato la sua famiglia negli anni, non citerò le pregresse gaffes di Tuccio che hanno offeso tanti reggini, ormai tutto ciò è diventato superfluo, quasi inutile. Ma quello su cui non si può tacere è la situazione familiare dell’assessore che oltre ad essere imbarazzante per lui lo è per noi reggini e per la nostra Città. Appena due settimane fa la maggioranza consiliare ha approvato un risibile documento con cui si conferisce mandato al Sindaco di tutelare in sede giudiziaria chi offenda il nome di Reggio, oggi mi domando se sia più offensivo e inopportuno un articolo di stampa, un’opinione in controtendenza, o piuttosto un assessore all’urbanistica con affinità in settori di ndrangheta…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma in questa storia</strong> sorprende ancora una volta il silenzio del Sindaco Arena: aveva taciuto all’indomani della notizia delle telefonate dell’assessore ai lavori pubblici Pasquale Morisani con ben individuati esponenti della ndrangheta reggina, continua a tacere oggi allorquando si viene a sapere che un altro suo assessore ha rapporti di affinità con un boss della zona nord della Città a cui la suocera di Tuccio avrebbe dato ospitalità durante un periodo di latitanza. Ora, non pare ulteriormente accettabile la scelta del silenzio: viviamo in una Città sospesa che attende le conclusioni di un accesso antimafia, oberata dai debiti e in cui finanche il sogno e la speranza di un futuro sembrano allontanarsi giorno dopo giorno al rincorrersi delle notizie che ci parlano di lavoratori non pagati, di società fallite e di un’economia ormai definitivamente in ginocchio. Reggio e i reggini hanno diritto di avere un Sindaco autorevole e capace di affrontare le situazioni, non di un silente commissario liquidatore sotto tutela catanzarese. Abbia il coraggio Arena di fare chiarezza, di revocare le nomine agli assessori lambiti dal sospetto, di ripartire con una Giunta che non presenti ombre e che possa riconquistare la fiducia che il popolo reggino gli ha tributato appena dieci mesi addietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/canale-pd-tuccio-si-dimetta-non-e-accettabile-la-logica-del-silenzio/">Canale (Pd): &#8220;Tuccio si dimetta. Non è accettabile la logica del silenzio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dopo le rivelazioni sui suoi rapporti con esponenti della ndrangheta l&#8217;assessore reggino Morisani: &#8220;Se provati miei favori nei confronti di chicchessia rimetto la delega&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 17:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211;  Ho atteso qualche giorno per intervenire su di una vicenda giudiziaria in cui non sono indagato per valutazione sia del Gip che del Pm, a conferma della non rilevanza penale del mio operato, da sempre improntato all’affermazione di una azione politica ed amministrativa tracciata nel segno della legalità e della trasparenza. Ho atteso che la sovraesposizione mediatica, purtroppo speculativa e strumentale, raggiungesse il massimo elucubratorio, sovrapposta a quella di alcuni avversari politici, digiuni di stile così come di consensi, capaci soltanto di demonizzare e presumere sino allo spregio della persona ritenendo la violenza dello scontro politico l’unico metodo per conquistare l’elettorato che fino ad oggi li ha bocciati nelle urne; ma di tutto questo si occuperanno i miei Legali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appartengo alla nobile stirpe del militanti politici avendo aderito, tredicenne, al Fronte della Gioventù l’organizzazione degli studenti e dei giovani lavoratori che si identificavano nella Destra Missina: una destra sociale e solidale che allora come ora mi appartiene per dottrina politica, per ideologia e per carattere. A quei tempi non era facile – e neppure conveniente – militare a Destra; oggi, che la mia Destra Sociale governa la mia Città consentendomi di avere ruolo in un progetto politico difficile ma ambizioso, mi torna alla mente quando, adolescente, crescevo nel rione Condera, ove la mia famiglia risiede da cinque generazioni mantenendo rapporti di buon vicinato con tutti, comprese le citate ed oggi definite “famiglie”. Nell’anno 2007 – dopo essere stato battuto proprio coi voti di Condera alla Presidenza della IV Circoscrizione – decisi di candidarmi al Consiglio Comunale della mia Città ottenendo 46 modesti voti a Condera ed 8 a Pietrastorta, consensi che comprendevano quelli dei miei familiari, di alcuni ex giovani missini come me e, certamente, di altri cittadini incensurati, come quelli che incontrai nel corso di una delle tante visite elettorali, in uso tra i candidati, nell’ufficio aperto al pubblico ove il Crucitti si intratteneva Oggi, dopo che con le elezioni del maggio 2011, suffragate dal consenso di circa 1200 reggini, di cui ancora soltanto 56 riconducibili al rione Condera, sono l’assessore ai Lavori Pubblici, ai Contratti ed agli Appalti della Città Metropolitana – che Scopelliti volle ed Arena persegue – coltivo gli stessi ideali che da ragazzino mi spinsero a lasciare il pallone a Condera per fare politica; non appartengo a mafie nè a centri di potere, mi identifico nel mio popolo e nelle mie idee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ questa la mia storia, la realtà dei miei rapporti politici, delle mie conoscenze con l’indagato, delle mie chiacchiere, del 2004, col Romeo che conosco da sempre. Credo che oggi, nell’era dei processi mediatici e del clima di sfiducia ed attacco alle Istituzioni rappresentative, sia necessario dar seguito alle parole con i fatti, con l’impegno quotidiano e la consapevolezza che sia tempo di etica pubblica e di responsabilità politica da testimoniare attraverso scelte inequivocabili segnate dall’ interesse collettivo e non da quello partigiano o di pochi privilegiati. Del mio fare v’ è traccia negli anni e sfido chiunque alla prova di un favoritismo o anche di un solo intento illecito, perpetrato o sostenuto nell’interesse di questi o altri signori; se di tale agire vi fosse un qualsivoglia riscontro, senza sollecitazione alcuna, rimetterei nelle mani del Sindaco la mia delega assessorile. Null’altro vi è da aggiungere se non che il mio impegno per questa Città continua e si rinnova, sempre più determinato, affrontando ogni giorno le difficoltà e continuando a lavorare, convinto del valore di questa battaglia per l’emancipazione socio-economica della nostra Comunità e che, alla lunga, ciò non potrà non incidere positivamente anche su chi, oggi, intende la Politica come un gioco al massacro. E che Iddio mi dia sempre la forza di esser libero da qualsivoglia bisogno e da ogni compromesso.</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong>Pasquale Morisani</strong><br />Assessore Lavori Pubblici ai Contratti ed agli Appalti della Città Metropolitana</p>
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