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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; giacomo saccomanno</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>A Rosarno un progetto per la realizzazione di un Museo di Arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Nov 2013 14:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ROSARNO &#8211; E’ stato presentato a Rosarno, presso l’Istituto Superiore R. Piria, il Comitato promotore per la realizzazione di un libero Museo di Arte Contemporanea, composto dalla...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/a-rosarno-un-progetto-per-la-realizzazione-di-un-museo-di-arte-contemporanea/">A Rosarno un progetto per la realizzazione di un Museo di Arte contemporanea</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROSARNO &#8211; E’ stato presentato a Rosarno, presso l’Istituto Superiore R. Piria, il Comitato promotore per la realizzazione di un libero Museo di Arte Contemporanea, composto dalla dirigente Maria Rosaria Russo, per l’Istituto Superiore R. Piria, da Giacomo Saccomanno, per l’associazione rotariana “La Città del Sole”, e da Giuseppe Trieste, per il Fiaba. Il Comitato dovrà porre “in essere tutte le attività ed iniziative necessarie per sollecitare gli enti preposti, le associazioni, i cittadini, gli artisti, a dare un contributo per la realizzazione di tale importante iniziativa. In particolare, ogni artista, cittadino, associazione, ente potranno donare alla costituenda fondazione una propria opera o elargizione, divenendo così soci fondatori e sostenitori del costituendo Museo di Arte Contemporanea. L’Istituto Superiore “R. Piria” per tale iniziativa si impegna a mettere a disposizione una zona indipendente della struttura scolastica, non adibita ad attività didattiche, per collocare le prime opere e realizzare, in una prima fase, il costituendo Museo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Comitato, comunque,</strong> per sostenere e sponsorizzare l’iniziativa, nei limiti delle risorse che riuscirà a ottenere, potrà intraprendere studi e programmazioni con la formazioni di progettualità, avanzare richieste ed istanze per l’uso di altre strutture o bene, compresi quelli confiscati alla ‘ndrangheta, assumere iniziative locali, nazionali per divulgare lo stato delle cose e per reclamare eventuali possibili interventi, chiedere la concessione di spazi per la divulgazione del progetto, sempre senza alcun fine di lucro, svolgere qualsiasi altra attività, assumere ogni altra iniziativa a tutela della iniziativa e del progetto suddetto, nell’esclusivo interessa per la realizzazione della indicata struttura. Il Comitato non ha fini di lucro e si manterrà con la elargizione effettuate dai proponenti e da tutti coloro che vorranno aderire, che costituisce il fondo comune, sino a quando non si avranno le condizioni per la costituzione di una Fondazione per il mantenimento del Museo e per la predisposizione ed instaurazione di tutte quelle attività necessarie o semplicemente utili”. Per portare avanti questa importante iniziativa è stato temporaneamente indicato a rappresentare il Comitato, quale presidente, Giacomo Saccomanno, e quale vice presidente Maria Rosaria Russo, e quale consigliere Giuseppe Trieste, che avranno tutti i poteri riconosciuti dalla legge e previsti dagli articoli 39 e seguenti del codice civile. Gli stessi avranno la possibilità, d’accordo con gli altri promotori, a nominare coordinatori scientifici, gruppi di lavoro, esperti e quant’altro ritenuto necessario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A coadiuvare il Comitato</strong> sono stati nominati quali responsabili del progetto scolastico i docenti Aldo Lucchetta e Rosa Rombolà, che guideranno le classi IV C ed E, interessate alla realizzazione della iniziativa. La Preside Russo si è dichiarata “molto soddisfatta del progetto che porrà la scuola accanto alle risorse artistiche calabresi e potrà creare un nucleo importante per la crescita culturale e sociale, avendo già informalmente aderito alla iniziativa tantissime associazioni ed artisti”. “Si tratta &#8211; ha affermato il presidente Saccomanno &#8211; di un progetto molto importante perché, per la prima volta in Calabria e forse in Italia, si mette in piedi un Museo con artisti contemporanei che potranno dare un contributo importante sia per la conoscenza artistica e sia per sollecitare l’attività didattica in tale direzione. Si è scelto di creare allo stato un Comitato ristretto e provvisorio in modo tale da poter lavorare celermente e consentire a tutti di poter partecipare con pari dignità alla concretizzazione della iniziativa, che porrà Rosarno al centro della Calabria e dell’Italia intera, per un momento di grande e vera positività”.</p>
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		<title>Grande Sud chiede le dimissioni del sindaco di Rosarno: &#8220;Siamo al disastro amministrativo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 10:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giacomo saccomanno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>ROSARNO - Disastro assoluto per la maggioranza a Rosarno: abbandono dell’Udc, cambi repentini di assessori, consiglieri storici che si dimettono, tracollo totale e numeri risicati (11 a 10)!...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/grande-sud-chiede-le-dimissioni-del-sindaco-di-rosarno-siamo-al-disastro-amministrativo/">Grande Sud chiede le dimissioni del sindaco di Rosarno: &#8220;Siamo al disastro amministrativo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROSARNO - Disastro assoluto per la maggioranza a Rosarno: abbandono dell’Udc, cambi repentini di assessori, consiglieri storici che si dimettono, tracollo totale e numeri risicati (11 a 10)! Questo è il dato politico che sostiene la Tripodi. Ma, non basta. Nel dimettersi, le consigliere Grace D’Agata e Maria Borgese, soggetti di evidente caratura politica che militano nella sinistra da sempre, hanno lanciato delle evidenti accuse al sindaco di incapacità e di impossibilità a sostenerla. Cosa è successo veramente? Quali sono questi motivi così gravi e pesanti che hanno indotto due professioniste molto stimate, di grande spessore culturale e fortemente legate al proprio partito, ad abbandonare lo scranno consiliare? Certamente, si tratta di questioni di rilievo fondamentale che hanno impedito alle stesse di poter stare accanto al sindaco. Non, certamente, problemi politici in quanto le stesse sono abituate al dialogo ed alla discussione. Sicuramente qualcosa di molto più grave ed inquietante. Cosa può stare dietro a queste dimissioni? Grande Sud chiede, come tutti i cittadini di Rosarno, di sapere la verità e di conoscere le vere ragioni delle inaspettate dimissioni. Il silenzio è omertà e tende a coprire possibili situazioni inquietanti. Ed, allora, è indispensabile che la D’Agata e la Borgese chiariscono con trasparenza la loro posizione e cosa effettivamente addebitano al sindaco. Certo è che non solo la Tripodi si è dimostrata incapace della ordinaria amministrazione, ma ha dato prova di un totale disinteresse per la sua città e per i cittadini di Rosarno, facendosi attirare solamente da pseudo premi alla legalità che, certamente, non merita. Una farsa che ancora una volta ha gettato nel ridicolo la città di Rosarno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Abbiamo chiesto e chiediamo</strong> ancora alla Tripodi di enunciarci quali siano le azioni antimafia che ha portato avanti. I cittadini non intravedono nessun comportamento che possa rientrare in tale veste che gli è stata, ingiustamente, cucita addosso. Anzi a dire il vero i segnali sono di senso opposto: a) Non è stata minacciata per come accertato dalla Corte di appello (sentenza: il fatto non sussiste) e, quindi, il contenuto della incriminata lettera ha sicuramente un significato diverso. Perché, sul punto, è calato un silenzio inquietante? b) La sindaca, sia nella qualità che in proprio, non si è costituita parte civile, contravvenendo ad una delibera del Consiglio comunale. Perché? c) Non risulta che vi sia stata una forte azione nel settore delle costruzioni abusive contravvenzionate e che vi siano stati i dovuti provvedimenti di legge. Anzi? d) Non sembra che vi sia stato un adeguato controllo sull’ufficio urbanistico e che sulle opere pubbliche vi sia stata la dovuta attenzione. Anzi? e) Non sembra che il sindaco abbia speso molte parole per sostenere le forze dell’ordine e la magistratura per le innumerevoli e brillanti operazioni avvenute a Rosarno. Perché? f) Silenzio assoluto ed assordante sull’ordine pubblico. Rosarno sembra un’isola felice, come un tranquillo paesino del Trentino. Ed, invece, i cittadini hanno dovuto costituire un Comitato per sollecitare interventi concreti e rivolgersi al Prefetto. Perché? g) Silenzio inquietante sul taglio degli alberi del Bosco, sulla devastazione del Parco archeologico (stranamente un cancello sempre aperto ed il sistema di videocamera non funzionante!) e sull’anomalo consumo dell’acqua. Nessuna indagine amministrativa e nessuno intervento. Perché? h) Una maggioranza consiliare che si nasconde sulla richiesta della minoranza di offrire la cittadinanza onoraria, nella sua qualità e quale rappresentante dell’ufficio, al procuratore capo, dottor Giuseppe Pignatone. Perché? E tanti altri episodi e comportamenti che si potrebbero ancora elencare, ma che verrebbero solo ad aggravare una situazione pacifica e che non rappresenta, certamente, quella reale e concreta legalità che si è tentato di far passare, imbrogliando l’informazione. Però, i cittadini di Rosarno conoscono la realtà dei fatti e si interrogano: come mai nessun interviene per ripristinare la verità? Perché si consente la prosecuzione di una farsa del genere? Nel mentre il paese muore e la povertà raggiunge vette inaspettate. Nel mentre, la piccola criminalità opera indisturbata con rapine, furti, estorsioni, usura. E possibile tutto ciò? E’ ragionevole e tollerabile? E solo per ricordare la gestione amministrativa, solo ad esempio, non può non ricordarsi la vicenda dei Pisu: oltre 14 milioni di euro che Rosarno rischia di perdere. I tempi sono strettissimi ed è molto difficile che si riesca a completare l’iter amministrativo. Se ciò dovesse accadere non solo un danno gravissimo, ma anche la beffa di non poter più rimediare. Ma, Grande Sud non permetterà che la questione passi in silenzio: se dovessero perdersi i Pisu o parte di essi, si chiederà l’intervento della Corte dei Conti affinchè chi ha sbagliato paghi le somme personalmente che la comunità ha perso. E’ giusto e corretto che ognuno si assuma oneri ed onori. La bilancia non può, sicuramente, pendere da una sola parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ed allora in tale disastro amministrativo,</strong> morale, economico, intellettuale vi è una sola via per chi ha usato ripetutamente il Super Attak per incollarsi alla poltrona: una adeguata e articolata mozione di sfiducia al sindaco Tripodi ed alla sua inesistente amministrazione che dovrà essere discussa e decisa in Consiglio comunale ed ove ogni consigliere si dovrà assumere la pesante responsabilità di far cessare ragionevolmente questo disastro o di portare ulteriormente al baratro la città. Una responsabilità che deve essere assunta in modo tale che nessuno possa poi nascondersi nell’ambiguità. Anche perché, le conseguenze non solo saranno politiche, ma, certamente, anche di diversa natura per tutti i danni che sono stati causati dalla mala gestione della cosa pubblica. E se non dovesse bastare ciò una petizione pubblica per mandare a casa una sindaca che non ha alcuna dignità e che avrebbe dovuto, anche per il ruolo che riveste, avere un poco di rossore e mettere in salvo il salvabile.</p>
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		<title>Il Parco archeologico dell&#8217;antica Medma in preda al degrado. La &#8220;Città del Sole&#8221; scrive al ministro dei Beni culturali</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 17:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ROSARNO &#8211; Con nota del 23 agosto 2013, il presidente dell’associazione rotariana “La Città del Sole” Giacomo Saccomanno, si rivolge al ministro del Beni culturali Massimo Bray...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/il-parco-archeologico-dellantica-medma-in-preda-al-degrado-la-citta-del-sole-scrive-al-ministro-dei-beni-culturali/">Il Parco archeologico dell&#8217;antica Medma in preda al degrado. La &#8220;Città del Sole&#8221; scrive al ministro dei Beni culturali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROSARNO &#8211; Con nota del 23 agosto 2013, il presidente dell’associazione rotariana “La Città del Sole” Giacomo Saccomanno, si rivolge al ministro del Beni culturali Massimo Bray per chiedere un suo celere ed urgente intervento e per invitarlo nella città di Rosarno per verificare lo stato di degrado e di distruzione in cui si trova il Parco archeologico di Medma. Nella indicata nota, Saccomanno richiama una precedente segnalazione inviata nella data del 28 agosto 2012 alla soprintendente Simonetta Bonomi, al presidente della Provincia Giuseppe Raffa ed all’assessore alla Cultura Edoardo Lamberti Castronuovo, a seguito di un incendio che aveva, qualche giorno prima, distrutto la zona appartenente al ministero ed ove erano stati eseguiti importanti scavi e rilevanti ritrovamenti nella campagna 2003-2005. Dopo tale premessa, Saccomanno scrive: “Qualche giorno orsono Le è stata presentata una dettagliata interpellanza parlamentare per chiedere cosa ne pensa il ministro di quello che sta accadendo al Parco archeologico di Medma ed in particolare della sua lenta distruzione. Certamente, Lei non è informato della reale situazione e, quindi, potrà poco valutare e rispondere, specialmente se le relazioni che le verranno fornite non rispecchieranno la realtà degli eventi e della condizione. Mi preme, pertanto, informarla brevemente: il Parco è composto da oltre 12-13 ettari circa ove esisteva una coltura secolare di ulivi. Una parte appartiene alla Provincia di Reggio Calabria e la rimanente al ministero. La prima è stata affidata in gestione all’Istituto Agrario di Rosarno che la coltiva seriamente e regolarmente. La seconda, ove nel 2005 sono stati eseguiti importanti scavi e ritrovamenti &#8211; oggi inesistenti per la palese incuria &#8211; è oggetto di varie convenzioni ed è stata, comunque, devastata da incendi ed altro. Sta di fatto che oggi del Parco e degli scavi non esiste più nulla. Anzi, la realizzata videosorveglianza sembra non essere stata attivata ed un cancello laterale è lasciato aperto per consentire l’accesso a ….. Su tali fatti l’istante, a rischio anche della propria incolumità &#8211; siamo a Rosarno nota città di invasiva criminalità organizzata &#8211; ha sempre presentato denunce e segnalazioni alle competenti autorità, ma nulla è cambiato. Con evidenti e palesi silenzi ed omissioni dei soggetti che avrebbero dovuto non solo interessarsi della custodia, ma che hanno l’obbligo di evitare la devastazione di risorse che appartengono all’intera collettività. In considerazione di tale inquietante silenzio Le chiedo, quale cittadino e persona che della legalità ha fatto bandiera reale della propria vita e non di sofisticate passerelle, di voler visitare al più presto il nostro parco e di verificare quale scempio vi è stato e per il quale si attuerà, certamente, un’azione civile e collettiva per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città di Rosarno. Nel frattempo, sarebbe auspicabile che venissero assunti tutti i provvedimenti urgenti e di legge per evitare che i danni assumessero ulteriormente la caratteristica dell’irreparabilità. Per chi crede nella cultura ed ha anche scritto diversi volumi sulle risorse archeologiche e naturali di cui la Calabria è ricchissima, vedere uno scempio del genere è, veramente, una pugnalata nel cuore”. Infine, Saccomanno si rivolge al ministro affermando: “ Mi auguro, pertanto, che la Sua nota sensibilità e capacità possa dare una mano di aiuto ad una città veramente sfortunata che non merita scempi del genere e la distruzione della sua storia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il testo integrale della lettera</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SIGNOR MINISTRO, <em>nella data del 28 agosto 2012, a seguito di un “anomalo” incendio che ha distrutto gran parte del Parco archeologico di Medma &#8211; anomalo in quanto sono state maggiormente interessate le secolari piante di ulivo che nel frattempo erano state tagliate da mano ignota ed esperta &#8211; scrivevo, sia come cittadino che quale consigliere di minoranza, al soprintendente Bonomi, al presidente della Provincia Giuseppe Raffa ed all’assessore Edoardo Lamberti Castronuovo, per significare quanto segue: Una delle maggiori risorse del territorio sta scomparendo grazie all’incuria ed al disinteressamento di chi dovrebbe proteggere e tutelare i nostri beni archeologici. Un fatto gravissimo che mortifica la città, i cittadini, gli studiosi, ma che dovrebbe far vergognare chi ha permesso gli incendi che hanno distrutto una parte dell’importante Parco Archeologico di Medma. In qualsiasi altro posto del mondo una risorsa del genere sarebbe stata difesa e valorizzata al massimo per consentire la crescita culturale ed economica di un territorio. Usufruire del Parco Archeologico vuol dire creare sviluppo, posti di lavoro e un indotto economico importante per le attività turistiche e commerciali. Un valore enorme per chi ha un minimo di preparazione ed aperura mentale. Certo è, che dopo gli sforzi degli anni 2003-2005, con una campagna scavi che ha avuto un eco internazionale, il parco è stato totalmente abbandonato a se stesso. Mancanza di sensibilità, incultura o incapacità di chi dovrebbe amministrare tali percorsi gestionali? Certo è, che dall’inizio del mese di agosto si sono sviluppati numerosi incendi che hanno, veramente messo in ginocchio un tesoro tramandato da secoli. Un qualcosa di terrificante che non può e non deve essere sottaciuto o nascosto. Gli scriventi non intendono consentire assolutamente operazioni del genere. Chi aveva l’obbligo ed il dovere di custodire il Parco deve rispondere di quello che non ha fatto o non ha funzionato. Cercare di coprire tali e certe responsabilità vuol dire concorrere con atteggiamenti che rasentano l’illecito penale. Certo siamo abituati ad atteggiamenti del genere (taglio alberi di ulivo, consumo abnorme dell’acqua potabile, illuminazione frazione Bosco), ma oggi la distruzione di parte del Parco non può essere ne tollerato, ne nascosto. Chi ha sbagliato deve pagare. Il bene archeologico è una risorsa di tutti, della città, della Provincia, della Regione, dell’Italia e dell’Europa intera. E non può oltre accettarsi supinamente questa criminale distruzione di un bene che potrebbe essere il vanto e la rinascita della città di Rosarno. Gli scriventi chiedono l’apertura di una rapida indagine amministrativa e solleciteranno gli Organi competenti ad intervenire immediatamente per evitare la totale distruzione del parco. Nel contempo, chiedono, espressamente, alla Provincia ed alla Soprintendenza le ragioni di tale gravissima situazione che ha, certamente, pregiudicato l’utilizzo futuro della struttura e l’assunzione di tutte le conseguenti iniziative tendenti a tutelare la porzione ancora intatta. Ai cittadini si chiede uno sforzo di orgoglio per rivendicare un bene che appartiene alla collettività e che non può essere distrutto da chi non ha, certamente, una coscienza culturale e legale. La vicenda, comunque, merita degli approfondimenti necessari per accertare, in ogni caso,: a) chi aveva la custodia del parco; b) chi doveva provvedere alla sorveglianza ed ai lavori minimi di aratura ed eliminazione del secco; c) chi ha consentito il taglio e la distruzione degli alberi di ulivo; d) chi ha consentito e tollerato l’occupazione dei locali della Scuola di Archeologia per adibirli a ricovero di pecore, con asporto delle porte e di quanto ivi esistente; e) chi aveva la custodia di tale immobile; f) chi doveva provvedere al funzionamento della video sorveglianza; g) quante somme sono state spese per gli eventuali lavori di pulitura del parco ed a chi è stato assegnato tale compito; h) quante somme sono state spese per la recinzione e la video sorveglianza; i) se tali lavori sono stati o meno collaudati; l) quant’altro necessario e possibile per ricostruire i fatti e le eventuali responsabilità. La distruzione irreversibile di un bene che è stato tramandato nei secoli non può essere un fatto che può e deve passare inosservato. Su tale vicenda gli scriventi, fortemente indignati, faranno tutto quello che è possibile affinchè si faccia chiarezza e si comprendano le ragioni di quanto accaduto. Ed in tale direzione chiedono l’intervento deciso e serrato dei destinatari della presente, affinchè la questione non rimanga uno dei tanti problemi e vicende accadute nella città di Rosarno ed ignorate da chi avrebbe dovuto, invece, tutelare la legalità ed il rispetto delle regole. Qualche giorno orsono Le è stata presentata una dettagliata interpellanza parlamentare per chiedere cosa ne pensa il Ministro di quello che sta accadendo al Parco Archeologico di Medma ed in particolare della sua lenta distruzione. Certamente, Lei non è informato della reale situazione e, quindi, potrà poco valutare e rispondere, specialmente se le relazioni che le verranno fornite non rispecchieranno la realtà degli eventi e della condizione. Mi preme, pertanto, informarla brevemente: il Parco è composto da oltre 13 ettari circa ove esisteva una coltura secolare di ulivi. Una parte appartiene alla Provincia di Reggio Calabria e la rimanente al Ministero. La prima è stata affidata in gestione all’Istituto Agrario di Rosarno che la coltiva regolarmente, per come risulta dalla allegata fotografia (1). La seconda, ove nel 2005 sono stati eseguiti importanti scavi e ritrovamenti &#8211; oggi inesistenti per la palese incuria &#8211; è oggetto di varie convenzioni ed è stata, comunque, devastata da incendi ed altro, per come risulta dalla allegata foto (2). Sta di fatto che oggi del parco e degli scavi non esiste più nulla. Anzi, la realizzata videosorveglianza sembra non essere stata attivata ed un cancello laterale è lasciato aperto per consentire l’accesso a ….. Su tali fatti l’istante, a rischio anche della propria incolumità -siamo a Rosarno nota città di invasiva criminalità organizzata- ha sempre presentato denunce e segnalazioni alle competenti autorità, ma nulla è cambiato. Con evidenti e palesi silenzi ed omissioni dei soggetti che avrebbero dovuto non solo interessarsi della custodia ma che hanno l’obbligo di evitare la devastazione di risorse che appartengono all’intera collettività. In considerazione di tale inquietante silenzio Le chiedo, quale cittadino e persona che della legalità ha fatto bandiera reale della propria vita e non di sofisticata passerella, di voler visitare al più presto il nostro parco e di verificare quale scempio vi è stato e per il quale si attuerà, certamente, un’azione civile e collettiva per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città di Rosarno. Nel frattempo, sarebbe auspicabile che venissero assunti tutti i provvedimenti urgenti e di legge per evitare che i danni assumessero ulteriormente la caratteristica dell’irreparabilità. Per chi crede nella cultura ed ha anche scritto diversi volumi sulle risorse archeologiche e naturali di cui la Calabria è ricchissima, vedere uno scempio del genere è, veramente, una pugnalata nel cuore. Mi auguro, pertanto, che la Sua nota sensibilità e capacità possa dare una mano di aiuto ad una città veramente sfortunata che non merita scempi del genere e la distruzione della sua storia. Grazie per l’attenzione e spero di poterla ospitare nella mia città di Rosarno. In attesa di cortese riscontro porgo i più cari saluti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/il-parco-archeologico-dellantica-medma-in-preda-al-degrado-la-citta-del-sole-scrive-al-ministro-dei-beni-culturali/">Il Parco archeologico dell&#8217;antica Medma in preda al degrado. La &#8220;Città del Sole&#8221; scrive al ministro dei Beni culturali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Grande Sud: &#8220;Inconcepibile la richiesta di dimissioni dell&#8217;assessore Arena&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Aug 2013 07:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La sinistra all’improvviso sembra essersi svegliata dal suo torpore ultratriennale, chiedendo le dimissioni dell’assessore regionale Demetrio Arena per la nota sentenza, emessa dal Tribunale...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/grande-sud-inconcepibile-la-richiesta-di-dimissioni-dellassessore-arena/">Grande Sud: &#8220;Inconcepibile la richiesta di dimissioni dell&#8217;assessore Arena&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La sinistra all’improvviso sembra essersi svegliata dal suo torpore ultratriennale, chiedendo le dimissioni dell’assessore regionale Demetrio Arena per la nota sentenza, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, sulla presunta incandidabilità per le prossime elezioni. Ci chiediamo e chiediamo agli accusatori di quale reato è accusato “l’incandidabile” e le ragioni giuridiche delle chieste dimissioni. Non si comprende su quali basi e ragioni di diritto la sinistra si è scatenata contro l’assessore regionale Arena, che ha sempre svolto la sua attività politica con professionalità e correttezza. Quando si avranno motivazioni valide e comprensibili si potrà aprire un serio dialogo costruttivo sui fatti e non, certamente, sulla persona che merita la solidarietà e la comprensione di tutti, avendo dedicato una parte della sua vita per cercare di contribuire alla crescita del territorio. Grande Sud ritiene che prima si attuano le regole certe, poi si trova un arbitro concretamente terzo ed infine si fanno scendere i giocatori in campo. In Italia, ormai da oltre 10 anni, si assiste allo stravolgimento delle regole durante la partita, con, a volte, il “cambiamento” dell’arbitro naturale, durante la competizione! Una inconcepibile situazione che porta solo confusione ed impedisce una corretta attività amministrativa e politica. Ed, allora, con molta serenità forse sarebbe bene riscrivere le regole, renderle chiare e certe, e poi applicarle severamente. Oggi questo non esiste e, quindi, appare, sicuramente, inopportuno attaccare chi ha sempre agito nella massima trasparenza e serietà. Quando un Giudice terzo avrà accertato che l’assessore regionale Demetrio Arena ha commesso un reato o fatti gravi, sarà, certamente, lui stesso a rassegnare le dimissioni, senza che nessuno lo chieda. Oggi, però, questo non può avvenire non essendoci elementi di tal natura ed essendo stato lo stesso giudicato, con sentenza di primo grado, senza alcun vero e fondamentale corretto contraddittorio.</p>
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