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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; dda</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>Ndrangheta. Operazione &#8220;Bucefalo&#8221;, sequestrato il centro commerciale Annunziata. Il Procuratore de Raho: &#8220;Indagine storica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 13:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rgallo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; ”Un’indagine storica”. Non ha esitazioni il capo della Procura di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho nel definire gli esiti dell’operazione Bucefalo condotta dalla Dda reggina ed eseguita dagli uomini della Guardia di Finanza che hanno eseguito nella notte 11 provvedimenti di custodia insieme al sequestro di beni per l’enorme cifra di 210 milioni di euro, tra i quali anche il noto parco commerciale Annunziata di Gioia Tauro. ”L’indagine odierna dimostra che non esistono barriere insuperabili – ha dichiarato De Raho – non ci sono aree di intoccabili. La legge è uguale per tutti, l’ho detto dal primo giorno che mi sono insediato. Anche quelle che possono apparire delle oasi felici per la ‘ndrangheta, devono essere territorio di conquista per lo Stato. E’ proprio sul piano economico che va battuta la criminalità organizzata”. L’odierna inchiesta ”ha colpito gli interessi economici di una delle più importanti dinastie mafiose della ‘ndrangheta”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo afferma con decisione il procuratore Ottavio Sferlazza, fresco di nomina alla Procura della Repubblica di Palmi. ”Quello che colpisce – spiega – è che siamo in presenza di una vera e propria impresa mafiosa. Il centro commerciale Annunziata era espressione diretta degli interessi economici di una delle cosche più importanti di questa terra. Ancora una volta abbiamo la prova che la ‘ndrangheta inquina il mercato provocando costi sociali elevatissimi. Una longa manus che scoraggia gli investimenti e favorisce le delocalizzazioni, mortificando l’economia locale”. L’Annunziata era dunque al centro degli interessi economici della potente cosca dei Piromalli. La compartecipazione alla cosca di Alfonso Annunziata era la base sulla quale l’imprenditore aveva costruito negli anni il suo impero economico. Da commerciante ambulante agli inizi degli anni ’80 a dominus incontrastato delle attività commerciali nell’area di Gioia Tauro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli inquirenti sono riusciti ad accertare come una qualsiasi impresa volesse aprire un’attività commerciale su quel territorio doveva necessariamente passare attraverso Annunziata e.. ”pagare un caffè ogni tanto”. ”Con questa indagine possiamo dire di aver domato la ‘ndrangheta sul territorio di Gioia Tauro, quantomeno dal punto di vista economico” riassume così gli esiti dell’indagine il vice comandante del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria Claudio Petrozziello. Non è un caso infatti se l’inchiesta condotta dalle Fiamme Gialle prende il nome da Bucefalo, l’enorme ed indomabile cavallo di Alessandro Magno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’inchiesta ricostruisce praticamente trent’anni di storia criminale delle ‘ndrine sulla Piana di Gioia Tauro. Lo stesso imprenditore Alfonso Annunziata era già stato sotto processo negli anni novanta. Ma la accuse a suo carico erano svanite in appello quando il proprietario del centro commerciale era stato assolto e considerato vittima di estorsione. ”Non deve stupire – chiosa Sferlazza – che si sia arrivati a questi risultati solo oggi. Siamo riusciti a ricostruire la vicenda partendo da elementi nuovi, dalle acquisizioni di importanti collaboratori di giustizia. Qualcuno potrebbe dire che lo Stato è arrivato in ritardo. Noi rispondiamo che l’importante è che sia arrivato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;approfondimento di Strill</span> :</p>
<p>-<a href="http://www.strill.it/citta/2015/03/smantellato-limpero-economico-di-annunziata-il-video-delloperazione/">Smantellato l’impero economico di Annunziata: il video dell’operazione</a> ;</p>
<p>-<a href="http://www.strill.it/citta/2015/03/gioia-tauro-rc-operazione-bucefalo-queste-le-misure-cautelari/">Gioia Tauro (RC) – Operazione ”Bucefalo”: queste le misure cautelari</a>;</p>
<p>-<a href="http://www.strill.it/citta/2015/03/gioia-tauro-rc-operazione-bucefalo-le-societa-sottoposte-a-sequestro/">Gioia Tauro (RC) – Operazione Bucefalo: le società sottoposte a sequestro</a>;</p>
<p>-<a href="http://www.strill.it/citta/2015/03/la-scalata-al-successo-di-alfonso-annunziata-limprenditore-amico-del-clan/">La scalata al successo di Alfonso Annunziata, imprenditore amico del clan</a>;</p>
<p>-<a href="http://www.strill.it/citta/2015/03/gioia-tauro-colpo-al-clan-piromalli-sequestrato-il-centro-commerciale-annunziata/">Colpo ai Piromalli: 11 arresti, sequestrato il parco Annunziata</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/reggio-clabria-operazione-bucefalo-sequestrato-il-centro-commerciale-annunziata-il-procuratore-de-raho-indagine-storica/">Ndrangheta. Operazione &#8220;Bucefalo&#8221;, sequestrato il centro commerciale Annunziata. Il Procuratore de Raho: &#8220;Indagine storica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Relazione annuale DNA. Rosanna Scopelliti (Ncd): &#8220;Valutare presenza esercito al porto di Gioia Tauro&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 09:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; “La lettura della Relazione annuale della Direzione nazionale antimafia è, come ogni anno, per un verso agghiacciante per l&#8217;ennesima riconferma della persistente pervasività del fenomeno mafioso in Italia, ma per altro verso strumento prezioso per fare il punto sulla lotta alle mafie e constatare sia i numerosi successi della magistratura e delle forze dell&#8217;ordine, sia per la messa a fuoco della fenomenologia mafiosa e sulle misure necessarie al contrasto”. E&#8217; quanto afferma in una nota l&#8217;On. Rosanna Scopelliti, componente della Commissione Parlamentare Antimafia. Secondo la parlamentare calabrese &#8220;è ottima la sottolineatura dell&#8217;importanza dello strumento del regime carcerario del 41-bis che operi, nella sua qualità giuridica di misura di prevenzione, per impedire tassativamente ai capi delle organizzazioni criminali di continuare ad impartire ordini e direttive sebbene detenuti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Quanto alla &#8216;ndrangheta &#8211; dice la parlamentare &#8211; desta molta preoccupazione leggere della perdurante posizione di assoluta primazia nel traffico internazionale di stupefacenti, consentito anche e soprattutto dal controllo totalizzante del Porto di Gioia Tauro, ove attraverso una penetrante azione collusiva, gli ‘ndranghetisti riescono a godere addirittura di appoggi interni&#8221;. &#8220;Bisogna quindi assolutamente trovare nuovi strumenti normativi e direttive operative – sostiene la deputata antimafia &#8211; che creino sempre maggiori difficoltà di avvicinamento ai containers del Porto a persone che non siamo vigilate costantemente e da vicino da personale di pattuglia delle forze dell&#8217;ordine, anche a costo di richiedere &#8211; conclude Rosanna Scopelliti &#8211; l&#8217;intervento dell&#8217;Esercito con un presidio stabile all&#8217;interno del Porto stesso”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/relazione-annuale-dna-rosanna-scopelliti-ncd-valutare-presenza-esercito-al-porto-di-gioia-tauro/">Relazione annuale DNA. Rosanna Scopelliti (Ncd): &#8220;Valutare presenza esercito al porto di Gioia Tauro&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Relazione annuale DNA. Gioia Tauro il &#8220;porto&#8221; del narcotraffico e, la ndrangheta fa affari colossali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 08:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Diminuiscono gli omicidi di mafia, buoni risultati nell’aggressione ai patrimoni illeciti e nella cooperazione internazionale per il contrasto al crimine. Si è dichiarato moderatamente ottimista...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/relazione-annuale-dna-gioia-tauro-il-porto-del-narcotraffico-e-la-ndrangheta-fa-affari-colossali/">Relazione annuale DNA. Gioia Tauro il &#8220;porto&#8221; del narcotraffico e, la ndrangheta fa affari colossali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Diminuiscono gli omicidi di mafia, buoni risultati nell’aggressione ai patrimoni illeciti e nella cooperazione internazionale per il contrasto al crimine. Si è dichiarato moderatamente ottimista il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti nel presentare, ieri a Roma, nella Biblioteca del Senato, insieme con la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, la relazione della Dna per il 2014. «L’azione di contrasto della criminalità – ha evidenziato Roberti – deve essere sempre più priorità del governo». Anche perché Cosa Nostra rimane vitale e la ’ndrangheta è radicata da un capo all’altro del Paese, conta su solide proiezioni anche fuori confine, basa la sua forza sull&#8217;unitarietà dell&#8217;organizzazione e sui colossali introiti nella gestione del narcotraffico. Gli strumenti per combattere le organizzazioni criminali ci sono ma per il capo della Dna «è necessario applicarsi per farli sempre meglio». Non mancano suggerimenti alla politica: modifica della prescrizione, previsione di attenuanti per chi collabora per i reati di corruzione, interventi sul processo penale. Bisogna intervenire anche su reati ambientali, falso in bilancio e creare le condizioni per poter «gestire al meglio i beni sottratti definitivamente alla criminalità». Nella relazione si evidenzia la pericolosità di Cosa Nostra che anche nel 2014 ha continuato a dimostrare una «costante vitalità».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio sottolinea come tale analisi non coincide con indicazioni di altri osservatori del fenomeno che teorizzano «una sorta di “balcanizzazione” di Cosa Nostra e un suo inarrestabile declino». La cattura di Matteo Messina Denaro rimane prioritaria. Per quanto concerne la ‘ndrangheta, nella relazione si parla di un’organizzazione unitaria, composta da una sorta «consiglio di amministrazione della holding» che elegge il suo «presidente». Del resto – osserva la Dna – «era difficilmente ipotizzabile che ad amministrare centinaia di milioni di euro, a governare dinamiche economiche in decine di comparti diversi e che attraversano, non solo l’Italia, ma buona parte del pianeta (dall’Australia al Sud America, dall’Europa al Nord America passando per tutti i possibili paradisi fiscali), potesse essere questione affidata allo spontaneismo anarcoide di gruppi criminali slegati, di decine e decine di cosche e locali, sorta di piccole monadi auto-referenziali».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le indagini hanno evidenziato a Reggio Calabria la perdurante posizione di assoluta primazia della ‘ndrangheta nel traffico internazionale di stupefacenti, ha generato, e continua a generare, «imponenti flussi di guadagni in favore della criminalità organizzata calabrese che reinveste, specie nel settore immobiliare, i proventi». Traffico consentito anche dal «controllo totalizzante del Porto di Gioia Tauro – rivela la Dna – dove gli ’ndranghetisti riescono a godere di ampi, continui, inesauribili, appoggi interni. Il Porto di Gioia è divenuto la vera porta d’ingresso della cocaina in Italia. Tra giugno 2012 e luglio 2013 quasi la metà della cocaina sequestrata in Italia (circa 1600 kg su circa 3700 complessivi ) è stata intercettata a Gioia Tauro». Sul fronte dell&#8217;impegno antimafia, guardando al passato, Roberti ha bacchettato la Chiesa: «È stata troppo a lungo silente. Viene ammazzato don Diana, poi don Puglisi: reazioni zero. Siamo dovuti arrivare al 2009 per iniziare a parlarne timidamente. Ora finalmente si è mosso qualcosa con Papa Francesco ma per decenni la Chiesa avrebbe potuto fare ma non ha fatto nulla. Papa Francesco ne parla apertamente ma sono dovuti passare altri 6 anni per la scomunica dei mafiosi». Bacchettate anche alle istituzioni statali: «La corruzione come l’evasione fiscale non è mai stata combattuta efficacemente, era tacitamente accettata, non era considerata un reato grave. Per questo la mafia se ne è servita. È invece un piombo alle ali della nostra economia». Poi sui fenomeni migratori: «L’immigrazione clandestina e la tratta possono alimentare il terrorismo internazionale».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/relazione-annuale-dna-gioia-tauro-il-porto-del-narcotraffico-e-la-ndrangheta-fa-affari-colossali/">Relazione annuale DNA. Gioia Tauro il &#8220;porto&#8221; del narcotraffico e, la ndrangheta fa affari colossali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Indagini dell&#8217;antimafia sulla raccolta dei rifiuti. Il Comune di Cinquefrondi precisa i passaggi. Al sindaco di San Ferdinando e a Rpc: &#8220;Informino chi di competenza su quanto da loro dichiarato&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 21:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI &#8211; L’amministrazione comunale di Cinquefrondi, a seguito di alcuni articoli di giornale pubblicati di recente in merito all’appalto associato dei rifiuti, riguardo “alcune dichiarazioni” del sindaco...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/indagini-dellantimafia-sulla-raccolta-dei-rifiuti-il-comune-di-cinquefrondi-precisa-i-passaggi-al-sindaco-di-san-ferdinando-e-a-rpc-informino-chi-di-competenza-su-quanto-da-loro-dichiarato/">Indagini dell&#8217;antimafia sulla raccolta dei rifiuti. Il Comune di Cinquefrondi precisa i passaggi. Al sindaco di San Ferdinando e a Rpc: &#8220;Informino chi di competenza su quanto da loro dichiarato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI &#8211; L’amministrazione comunale di Cinquefrondi, a seguito di alcuni articoli di giornale pubblicati di recente in merito all’appalto associato dei rifiuti, riguardo “alcune dichiarazioni” del sindaco di San Ferdinando e dei Consiglieri Comunali di “Rinascita per Cinquefrondi”, precisa ed evidenzia che il Comune di Cinquefrondi si è determinato per l’appalto in forma associata dei rifiuti a seguito di sistematici e propedeutici incontri avvenuti presso la Prefettura di Reggio Calabria; con delibera di G.C. n. 94 del 20.07.2012 avente ad oggetto “l’accordo con Comuni ATO 5 sottoambito 5.2 per l’esercizio in forma associata della procedura di affidamento dei servizi ambientali”; con delibera del C.C. Verbale n. 29 del 28.09.2012 avente ad oggetto “Piana Ambiente spa &#8211; emergenza ambientale &#8211; determinazioni”; con determina Area Vigilanza n.23 del 02.04.2013 relativa “all’approvazione del Capitolato d’appalto in forma associata e conferimento incarico alla S.U.A.P. di Reggio Calabria”; con determina Area Vigilanza n.75 del 01.10.2013, dopo le procedure di gara espletate dalla S.U.A.P. di Reggio Calabria ed in seguito al relativo controllo della documentazione, veniva preso atto dell’aggiudicazione definitiva all’impresa Camassambiente spa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tale doverosa ricostruzione</strong>, si rende quanto mai indispensabile al fine di evitare ingiuste ed inesatte ricostruzioni politiche a discapito del buon lavoro e della trasparenza amministrativa del Comune di Cinquefrondi nonché del Comune capofila di Rosarno. In riferimento all’appalto associato dei rifiuti, è opportuno precisare, che sin dal primo momento l’Amministrazione Comunale ha lavorato per l’affidamento del servizio, per la tutela dei lavoratori e, principalmente, al fine di evitare eventuali infiltrazioni mafiose, demandando alla S.U.A.P., massima istituzione in termini di trasparenza e legalità, la gestione e l’espletamento della gara in oggetto. Inoltre, coerentemente con la trasparenza e la responsabilità che caratterizza questa amministrazione comunale ed i suoi dirigenti, constatato altresì quanto disposto dal Codice dei Contratti Pubblici ovvero dall’art.11 comma 10, si evidenzia che la procedura è stata pedissequamente rispettata e pertanto nulla osta ai conseguenti adempimenti. Per concludere, anche in ossequio alla procedura espletata dalla S.U.A.P , riteniamo che in tale circostanza sia altresì importante rivendicare tutto il percorso amministrativo sin qui attuato dall’amministrazione comunale, invitando sin d’ora il sindaco di San Ferdinando nonché i consiglieri comunali di “Rinascita per Cinquefrondi” ad informare chi di competenza rispetto a quanto dagli stessi dichiarato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/indagini-dellantimafia-sulla-raccolta-dei-rifiuti-il-comune-di-cinquefrondi-precisa-i-passaggi-al-sindaco-di-san-ferdinando-e-a-rpc-informino-chi-di-competenza-su-quanto-da-loro-dichiarato/">Indagini dell&#8217;antimafia sulla raccolta dei rifiuti. Il Comune di Cinquefrondi precisa i passaggi. Al sindaco di San Ferdinando e a Rpc: &#8220;Informino chi di competenza su quanto da loro dichiarato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Operazione &#8220;Vittorio Veneto&#8221;. Un nuovo pentito fa tremare le cosche della Piana. Cafiero De Raho: &#8220;Fondamentali le dichiarazioni del nuovo collaboratore&#8221;</title>
		<link>https://www.edicoladipinuccio.it/operazione-vittorio-veneto-un-nuovo-pentito-fa-tremare-le-cosche-della-piana-cafiero-de-raho-fondamentali-le-dichiarazioni-del-nuovo-collaboratore/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Jun 2013 07:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; I dettagli dell&#8217;operazione &#8220;Vittorio Veneto&#8221; sono stati riferiti in conferenza stampa dal procuratore della dda reggina Federico Cafiero de Raho, che ha parlato di...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/operazione-vittorio-veneto-un-nuovo-pentito-fa-tremare-le-cosche-della-piana-cafiero-de-raho-fondamentali-le-dichiarazioni-del-nuovo-collaboratore/">Operazione &#8220;Vittorio Veneto&#8221;. Un nuovo pentito fa tremare le cosche della Piana. Cafiero De Raho: &#8220;Fondamentali le dichiarazioni del nuovo collaboratore&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; I dettagli dell&#8217;operazione &#8220;Vittorio Veneto&#8221; sono stati riferiti in conferenza stampa dal procuratore della dda reggina Federico Cafiero de Raho, che ha parlato di «sinergia con la procura di Palmi che collabora con quasi tutte le operazioni di contrasto alla ndrangheta. Fondamentali sono state le dichiarazioni del nuovo collaboratore messinese, Carmelo Basile, che era stato arrestato quasi un anno fa con 700 grammi di cocaina. Ma fondamentali sono state anche le intercettazioni telefoniche e ambientali che riusciamo ancora ad eseguire nonostante il denaro che arriva sia sempre inferiore agli anni passati».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Due i filoni dell&#8217;inchiesta:</strong> omicidi e stupefacenti. Il primo filone è legato all&#8217;omicidio di Francesco Fossari, compiuto il 2 agosto 2011 per punire una relazione extraconiugale. Per l&#8217;accusa a uccidere Fossari sarebbero stati Giuseppe Bruzzese e Rocco Ieranò, che cosi avrebbero scatenato la vendetta dei familiari della vittima. Proprio nella centralissima via Vittorio Veneto a Cinquefrondi, il 25 luglio dell&#8217;anno scorso Rocco Ieranò scampò a un agguato a colpi di pistola, restando ferito all&#8217;addome.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il secondo filone ha messo</strong> sotto la lente un traffico di armi e di cocaina. Il gruppo guidato da Rocco Ieranò aveva come base i locali di una ex pizzeria, e trattava quantità ingenti di droga, spedita in mezza Italia dopo averla nascosta nella carrozzeria delle auto. L&#8217;ordinanza di fermo offre la misura del valore economico dell&#8217;operazione. Tra gli episodi citati vi è la cessione di 100 grammi di cocaina per 3200-3600 euro, ma anche il trasporto, in almeno un caso, di 5 chili di cocaina (corrispondente a un valore di 160.000-180.000 euro).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dalle ricostruzioni di carabinieri e polizia,</strong> l&#8217;intera l&#8217;operatività del sodalizio avveniva in un ambiente permeato dalla ndrangheta. Agli accusati tuttavia non viene contestata l&#8217;aggravante del 416-bis. Il procuratore aggiunto della Dda Prestipino ha detto: &#8220;Siamo di fronte a un segmento intermedio tra il commercio al dettaglio e coloro che portano la cocaina in Calabria. Siamo in presenza di soggetti che, sebbene non gli venga contestata l&#8217;associazione, operano in un contesto mafioso».</p>
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		<title>Operazione dei carabinieri contro la cosca Ascone di Rosarno: 23 persone arrestate nella notte</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 05:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria su...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/operazione-dei-carabinieri-contro-la-cosca-ascone-di-rosarno-23-persone-arrestate-nella-notte/">Operazione dei carabinieri contro la cosca Ascone di Rosarno: 23 persone arrestate nella notte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/rosarno-lalibi-du-racisme-et-de-la-ndrangheta/rosarno-esodo-3/" rel="attachment wp-att-61288"><img class="alignleft size-medium wp-image-61288" alt="rosarno-citta videosorvegliata" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/04/rosarno-esodo-3-266x169.jpg" width="266" height="169" /></a>REGGIO CALABRIA &#8211; I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 23 soggetti, appartenenti alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca Ascone, operante a Rosarno e territori limitrofi, responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso (art. 416 bis) e reati collegati tipici dei sodalizi criminali. L&#8217;attività d&#8217;indagine rientra in una più ampia manovra investigativa nei confronti delle cosche di ndrangheta operanti nel territorio della città di Rosarno e che ha già portato all&#8217;esecuzione di altri provvedimenti restrittivi (operazioni All Inside 1 e 2) e di sequestro beni (operazione All Clean 1 e 2). Si è accertato come i Pesce ed i Bellocco costituiscano tuttora due poli intorno ai quali gravitano altre cosche, ad esse collegate sia da legami di parentela che da cointeressenze affaristiche. È emerso che non si tratta di poli contrapposti, ma ognuno dei due sodalizi costituisce baricentro di interessi di tipo economico e criminale e, anche in presenza di sovrapposizione di interessi, le due articolazioni territoriali della ndrangheta si sono adoperate per evitare che si creassero fratture ed anzi sono intervenute per ricomporre gli attriti creatisi tra le cosche satelliti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È il caso delle vicende</strong> che hanno riguardato le cosche Ascone e Sabatino, rispettivamente legate ai Bellocco ed ai Pesce. In relazione a ciò, questi ultimi sono stati i principali artefici delle azioni di fuoco subite dagli Ascone. Le investigazioni hanno focalizzato l&#8217;attenzione anche sulle attività della cosca Ascone ed hanno consentito di accertare che l&#8217;organizzazione criminale, con strumenti, condotte e dinamiche tipiche e consolidate della criminalità organizzata, ha commesso numerosi reati fine, tra i quali: traffico di sostanze stupefacenti e di armi da fuoco anche da guerra, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e favoreggiamento di latitanti. I particolari dell&#8217;operazione saranno resi noti agli organi d&#8217;informazione nel corso di una conferenza stampa, che sarà tenuta presso questo Comando dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho e dal procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, Michele Prestipino Giarritta alle ore 11.00 di oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8221;Se non ho il figlio difindutu</strong> divento la prima pentita di Rosarno&#8221;. A parlare cosi&#8217;, durante un colloquio intercettato in carcere, e&#8217; Francesca Marfea, una delle persone arrestate stamani dai carabinieri nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione contro presunti affiliati alla cosca Ascone di Rosarno che ha portato all&#8217;esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare sulle 23 emesse. La donna, moglie di Salvatore Ascone, indicato come il reggente della cosca nel periodo in cui il fratello Antonio Ascone era detenuto, il 15 dicembre 2007 parla con il nipote Vincenzo che si trovava in carcere e chiede espressamente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, che sia vendicato l&#8217;omicidio del figlio Domenico Ascone, ucciso a Rosarno il 14 agosto 2007. Un omicidio, secondo gli investigatori, compiuto da appartenenti alla cosca Pesce nell&#8217;ambito di una faida con gli Ascone esplosa nell&#8217;agosto del 2007 ma risalente al febbraio del 1999 quando furono uccisi Maurizio e Domenico Cannizzaro, ritenuti vicini al gruppo Bellocco-Ascone. L&#8217;inchiesta, avviata nel 2006 e conclusa oggi con l&#8217; operazione All inside 3, rappresenta uno spaccato degli assetti criminali a Rosarno documentando gli equilibri, peraltro precari, tra le diverse cosche. In particolare, gli Ascone erano legati ai Bellocco cosi&#8217; come i Sabatino ai Pesce. Le due consorterie principali, i Pesce ed i Bellocco, per i carabinieri e la Dda, costituiscano tuttora i poli intorno ai quali gravitano altre cosche collegate da legami di parentela e da cointeressenze affaristiche. Poli non contrapposti ma baricentro di interessi che si sono adoperati anche per evitare fratture intervenendo per ricomporre gli attriti tra le cosche satelliti. Ed in questo contesto, i Pesce, per l&#8217;accusa, sono stati i principali artefici delle azioni di fuoco subite dagli Ascone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8221;Quella di oggi &#8211; ha detto il procuratore</strong> di Reggio Federico Cafiero De Raho incontrando i giornalisti &#8211; e&#8217; un&#8217;inchiesta rilevante cosi&#8217; come sono state importanti All inside 1 e 2 non solo per il numero di misure cautelari ma anche per le condanne che sono seguite con il riconoscimento della fondatezza delle conclusioni investigative&#8221;. &#8221;La famiglia Ascone &#8211; ha detto il procuratore aggiunto Michele Prestipino &#8211; vengono considerate minori, ma non lo sono affatto dal punto di vista criminale. Questo lavoro ci ha permesso di ricostruire struttura, ruoli di vertice e di comando, organizzazione, partecipi. Ma sono stati anche state ricostruite le dinamiche che hanno portato a situazioni di conflittualita&#8217; e di contrasto al gruppo Pesce. Esprimo gratitudine ed apprezzamento per il lavoro mirabile compiuto dai Carabinieri nel contesto mafioso di Rosarno&#8221;. &#8221;E&#8217; importante che questa operazione abbia il risalto che merita &#8211; ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Lorenzo Falferi &#8211; perche&#8217; ha consentito l&#8217;arresto di 19 persone facenti parte della cosca Ascone-Bellocco alla quale sono riferibili interessi non solo criminali, ma anche affaristici&#8221;. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri Michele Miulli che ha sottolineato il ruolo delle donne all&#8217;interno della cosca.</p>
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		<title>&#8220;Cari ragazzi la vostra voce disegna il futuro&#8221;. Il pm Lombardo ai giovani di Riferimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 22:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>MI RIVOLGO AI RAGAZZI: <em>a quelli di Riferimenti, che dimostrano grande sensibilità sociale, e a tutti gli altri, che hanno ancora un urlo strozzato in gola. Quella che voglio raccontarvi è la storia di un terra che mi ha sempre dato l&#8217;impressione di essere senza voce. La Calabria è silenziosa, anche quando dovrebbe urlare: è la silente storia della nostra storia.Èlastoria cheraccontalavita di persone, perbene, che amano questa terra in modo viscerale: ma che tante, troppe volte, hanno immaginato il giorno in cui andranno via per un motivo qualsiasi. Quanto mi è costato lasciarla, quella terra,quando l&#8217;ho lasciata. Quantomi sono sentito profondamente legato a quel territorio, che da lontano sentivo più mio, più vicino: certamente ancora più bello. Quante volte non ho avuto il coraggio dimanifestarlo apertamente quell&#8217;amore, quante volte non sono stato capace di superare, di contrastare gli stereotipi di cui qualcun altro, altrove, aveva bisogno. Quante volte ho pensato che quella terra aveva bisogno di me, e che in fondo non l&#8217;avrei mai lasciata del tutto: tante volte ho creduto che i ragazzi come me erano il futuro ed erano lì  per fare qualcosa di buono, di nuovo, per dare finalmente “voce” a quella forma di orgoglio, troppo pudìco, che spesso è stato sovrastato dalla violenza verbale dei pregiudizi altrui. Quante volte ho provato quelle sensazioni, insieme al profumo che sa di buono di casa mia: lontano da quei luoghi ho immaginato un futuro distante da quella casa, in cui sono nato e cresciuto, in cui mi sentivo forte.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ogni tanto</strong> <em>vi facevo ritorno e la mia mente, oggi, va ai discorsi che facevo ai miei genitori, cercando di spiegare perché non riuscivo ad immaginare un futuro per quella realtà, che trovavo ogni anno peggiore, ogni giorno più triste. Ricordo lo sguardo di mio padre, magistrato burbero solo in apparenza, che mi guardava divertito e silente, come la Calabriaama fare:avrei capitomolti anni più tardi laragione profonda di quel silenzio. Sapeva, e non voleva accelerare il corso della mia vita con discorsi che allora non avrei ascoltato, che un giorno avrei capito che solo tante solitudini, quelle che noi meridionali sentiamo dentro, sarebbero diventate la vera forza di una grandecomunità di persone libere. Forse anche per questo, mi ha sempre colpito quanto diceva qualche anno prima di morire Paolo Borsellino invitato a parlare della città in cui viveva e lavorava: &#8220;Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell&#8217;amare ciò che non ci piace, per poterlo cambiare&#8221; (Paolo Borsellino). Non servono strumenti culturali raffinati per interpretare al meglio questa grande verità: basta chiudere gli occhi e riflettere liberi da consigli e da condizionamenti esterni, consapevoli che nessuno ha il diritto fino in fondo di giudicare la mia o le vostre scelte, il significato che vorrò ovorretedare. Anchequellacheracconta Paolo Borsellino era la storia di una terra di frontiera, come la nostra: anche la storia che ci racconta in quella frase parla di amore e di cambiamento, parla di sogni e di speranze. Di sogni e speranze è fatta la vita speciale dei ragazzi, la forza vera di questa terra: è la perdita della spinta ideale che ci fa invecchiare, che trasforma la vita degli adulti in unpercorso pienodi ostacoli.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quella spinta</strong><em> la perde chi siritrova solo nella inevitabile battaglia quotidiana. Non è necessario chiedere agli adulti quantevolte si sono sentiti soli:èpiù importante chiedere dove hanno trovato la forza di reagire, per chi lo hanno fatto. Lo hanno fatto per voi ragazzi, per il vostro futuro! È a voi che voglio suggerire un motivo in più per combattere la solitudine: è nemica della legalità. L&#8217;uomo solo non ha bisogno di leggi, non ha bisogno diregole, scritteo nonscritte, che disciplinino la sua vita in relazione a quella degli altri: l&#8217;uomo solo, anche volendo, non potrà mai pestare i piedi a nessuno. L&#8217;uomo solo gioca una partita che non potrà mai perdere: è una partita però che non vincerà mai! Oggi non mi rivolgo a voi da magistrato, vi parlo da amico: e vi dico che i magistrati, come Rosario Livatino, sanno bene cosa sia la solitudine, è una sensazione che chi è chiamato a giudicare l&#8217;agire di un altro uomo vive sulla sua pelle.È connaturata alla funzione del giudice la consapevolezza di decidere della vita altrui in perfetta solitudine. Da uomo solo è morto Antonino Scopelliti, ucciso dalla ndrangheta il 9 agosto 1991, mentre percorreva una strada di periferia alle porte di Reggio Calabria: da pochi giorni era stato incaricato di svolgere le funzioni di pubblico ministero nel giudizio di Cassazione relativo al maxi-processo alla mafia palermitana istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nino Scopelliti la solitudine la conosceva eccome: </em>&#8216;&#8230;Il giudice è quindi solo, solo con le menzogne cui ha creduto, le verità che gli sono sfuggite, solo con la fede cui si è spesso aggrappato come un naufrago, solo col pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice, nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso..<em>.&#8217; (A. Scopelliti)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tre aggettivi:</strong> <em>libero, onesto e coraggioso! Chi può dirsi davvero libero, onesto e coraggioso. Solo le persone che non hanno mai chiesto niente a nessuno, che non devono niente a nessuno, che hanno camminato e camminano con le proprie gambe, che non conoscono la collusione ed il compromesso: se penso ad un uomo libero, onesto e coraggioso, mi viene inpito di costruire: state sicuri che chi ci ha preceduto la sua parte l&#8217;ha fatta. Ora tocca a noi immaginare il nostro futuro e cercare di costruirlo al meglio, tutti insieme, con entusiasmo, con passione. Le mafie non costituiscano mai un alibi per non fare! Quel nonfare di ognuno di noi è l&#8217;armapiù forte di cui la mafia dispone: quel sistema criminale diviene perfetto proprio nel momento in cui per prevaricare non ha più bisogno di minacciare, di uccidere, di danneggiare, di violentare. Quando lo spazio di libertà c&#8217;è, perché qualcuno anche a costo della propria vita è stato in grado di crearlo, è nostro dovere affermare che quello spazio è di ognuno di noi! Il bravo giudice, prima ancora quale semplice cittadino, ha questo compito: riconquistare gli spazi, eliminare gli ostacoli, sgomberare il campo dalle prevaricazioni tipiche dell&#8217;agire mafioso, rendere possibile l&#8217;opera di costruzione del nostro futuro. È compito suo rendere quell&#8217;opera di costruzione agevole e senza ostacoli: è compito nostro proseguirla e completarla, è compito nostro far capire alle altre componenti della società civile (la scuola, la chiesa, la politica, le associazioni, il volontariato, ecc.) che la strada da percorrere, tutti insieme, è una sola e deve tendere, con le parole e l&#8217;esempio, a rendere immune quel percorso virtuoso di ricostruzione da colpevoli ricadute. Ognuno di noi avrà l&#8217;occasione di proseguire e completare l&#8217;opera che qualcun altro ha iniziato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando quell&#8217;occasione</strong> <em>si presenterà prendiamoci per mano, rompiamo il silenzio, diventiamo una cosa sola, non abbassiamo la testa, manifestiamo con forza le nostre idee, i valori del nostro percorso antimafia. Solo allora saremo sicuri che quell&#8217;occasione non verrà sprecata, che siamofinalmente giuntiad unapasso dal raggiungere l&#8217;obiettivo finale che ognuno di noi si è dato: sconfiggere lemafie! L&#8217;unicogrande dovere morale di ogni cittadino italiano! Questo pensiero è per te, cara Adriana, per ringraziarti della tua straordinaria capacità di dare voce alle avversità, di rompere il silenzio, di dichiarare senza sottintesi che a tutti noi è consentito stare solo dalla parte giusta: quella della legge! </em></p>
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		<title>Il sindaco Arena consegna al Prefetto un dossier sugli atti predisposti contro infiltrazioni della ndrangheta in Multiservizi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comune di reggio calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[indagini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Il Sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena, accompagnato dal Presidente del Cda della Multiservizi RC, l’ avvocato Andrea Viola, ha incontrato questa mattina S.E....</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/il-sindaco-arena-consegna-al-prefetto-un-dossier-sugli-atti-predisposti-contro-infiltrazioni-della-ndrangheta-in-multiservizi/">Il sindaco Arena consegna al Prefetto un dossier sugli atti predisposti contro infiltrazioni della ndrangheta in Multiservizi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Il Sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena, accompagnato dal Presidente del Cda della Multiservizi RC, l’ avvocato Andrea Viola, ha incontrato questa mattina S.E. il Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta. A renderlo noto è un comunicato dell&#8217;ufficio stampa del primo cittadino. Durante il colloquio il Primo Cittadino ha illustrato al Prefetto le iniziative già poste in essere dagli organi societari per tutelare l’azienda e l’Amministrazione comunale dopo le note vicende giudiziarie che hanno riguardato Giuseppe Rechichi. Il Sindaco ha consegnato un dossier completo degli atti predisposti dagli organi statuari della Multiservizi dai quali emerge l’attività volta a tutelare l’azienda contro il rischio di infiltrazioni mafiose. In un momento così delicato il Sindaco ha voluto esternare al Prefetto la volontà di porre massima attenzione non solo ai nuovi risvolti della vicenda giudiziaria, ma anche alla complessità della gestione del contratto di servizio in essere con la società partecipata del Comune. Di tutte le iniziative adottate e di quelle future il Sindaco terrà costantemente aggiornato S. E. il Prefetto di Reggio Calabria. Soddisfatto del colloquio, il Sindaco ha affermato che “in questo delicato momento ogni tipo di iniziativa da intraprendere deve essere ponderata, evidenziando inoltre che il sequestro delle quote societarie oggetto d’indagine determinano una condizione di maggiore garanzia considerato che, tali quote, saranno gestite dallo Stato attraverso gli Amministratori giudiziari. E’ chiaro – ha concluso il Primo cittadino &#8211; che i miei interlocutori, in questa fase, non possono che essere le Istituzioni competenti.”</p>
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		<title>Dopo le rivelazioni sui suoi rapporti con esponenti della ndrangheta l&#8217;assessore reggino Morisani: &#8220;Se provati miei favori nei confronti di chicchessia rimetto la delega&#8221;</title>
		<link>https://www.edicoladipinuccio.it/dopo-le-rivelazioni-sui-suoi-rapporti-con-esponenti-della-ndrangheta-lassessore-reggino-morisani-se-provati-miei-favori-nei-confronti-di-chicchessia-rimetto-la-delega/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 17:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edicoladipinuccio redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211;  Ho atteso qualche giorno per intervenire su di una vicenda giudiziaria in cui non sono indagato per valutazione sia del Gip che del Pm, a conferma della non rilevanza penale del mio operato, da sempre improntato all’affermazione di una azione politica ed amministrativa tracciata nel segno della legalità e della trasparenza. Ho atteso che la sovraesposizione mediatica, purtroppo speculativa e strumentale, raggiungesse il massimo elucubratorio, sovrapposta a quella di alcuni avversari politici, digiuni di stile così come di consensi, capaci soltanto di demonizzare e presumere sino allo spregio della persona ritenendo la violenza dello scontro politico l’unico metodo per conquistare l’elettorato che fino ad oggi li ha bocciati nelle urne; ma di tutto questo si occuperanno i miei Legali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appartengo alla nobile stirpe del militanti politici avendo aderito, tredicenne, al Fronte della Gioventù l’organizzazione degli studenti e dei giovani lavoratori che si identificavano nella Destra Missina: una destra sociale e solidale che allora come ora mi appartiene per dottrina politica, per ideologia e per carattere. A quei tempi non era facile – e neppure conveniente – militare a Destra; oggi, che la mia Destra Sociale governa la mia Città consentendomi di avere ruolo in un progetto politico difficile ma ambizioso, mi torna alla mente quando, adolescente, crescevo nel rione Condera, ove la mia famiglia risiede da cinque generazioni mantenendo rapporti di buon vicinato con tutti, comprese le citate ed oggi definite “famiglie”. Nell’anno 2007 – dopo essere stato battuto proprio coi voti di Condera alla Presidenza della IV Circoscrizione – decisi di candidarmi al Consiglio Comunale della mia Città ottenendo 46 modesti voti a Condera ed 8 a Pietrastorta, consensi che comprendevano quelli dei miei familiari, di alcuni ex giovani missini come me e, certamente, di altri cittadini incensurati, come quelli che incontrai nel corso di una delle tante visite elettorali, in uso tra i candidati, nell’ufficio aperto al pubblico ove il Crucitti si intratteneva Oggi, dopo che con le elezioni del maggio 2011, suffragate dal consenso di circa 1200 reggini, di cui ancora soltanto 56 riconducibili al rione Condera, sono l’assessore ai Lavori Pubblici, ai Contratti ed agli Appalti della Città Metropolitana – che Scopelliti volle ed Arena persegue – coltivo gli stessi ideali che da ragazzino mi spinsero a lasciare il pallone a Condera per fare politica; non appartengo a mafie nè a centri di potere, mi identifico nel mio popolo e nelle mie idee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ questa la mia storia, la realtà dei miei rapporti politici, delle mie conoscenze con l’indagato, delle mie chiacchiere, del 2004, col Romeo che conosco da sempre. Credo che oggi, nell’era dei processi mediatici e del clima di sfiducia ed attacco alle Istituzioni rappresentative, sia necessario dar seguito alle parole con i fatti, con l’impegno quotidiano e la consapevolezza che sia tempo di etica pubblica e di responsabilità politica da testimoniare attraverso scelte inequivocabili segnate dall’ interesse collettivo e non da quello partigiano o di pochi privilegiati. Del mio fare v’ è traccia negli anni e sfido chiunque alla prova di un favoritismo o anche di un solo intento illecito, perpetrato o sostenuto nell’interesse di questi o altri signori; se di tale agire vi fosse un qualsivoglia riscontro, senza sollecitazione alcuna, rimetterei nelle mani del Sindaco la mia delega assessorile. Null’altro vi è da aggiungere se non che il mio impegno per questa Città continua e si rinnova, sempre più determinato, affrontando ogni giorno le difficoltà e continuando a lavorare, convinto del valore di questa battaglia per l’emancipazione socio-economica della nostra Comunità e che, alla lunga, ciò non potrà non incidere positivamente anche su chi, oggi, intende la Politica come un gioco al massacro. E che Iddio mi dia sempre la forza di esser libero da qualsivoglia bisogno e da ogni compromesso.</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong>Pasquale Morisani</strong><br />Assessore Lavori Pubblici ai Contratti ed agli Appalti della Città Metropolitana</p>
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