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	<title>Edicola di Pinuccio&#187; Porto di Gioia Tauro</title>
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	<description>rassegnastampa di Cinquefrondi e della Calabria</description>
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		<title>GIOIA TAURO &#8211; Esulta Auddino: 6 milioni di euro per rifare il look al retroporto</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 19:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rgallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sei milioni di euro in tre anni per l&#8217;ammodernamento e lo sviluppo del retroporto di Gioia Tauro. E’ il risultato di un emendamento a prima firma del...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-esulta-auddino-6-milioni-di-euro-per-rifare-il-look-al-retroporto/">GIOIA TAURO &#8211; Esulta Auddino: 6 milioni di euro per rifare il look al retroporto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Sei milioni di euro in tre anni per l&#8217;ammodernamento e lo sviluppo del retroporto di Gioia Tauro. E’ il risultato di un emendamento a prima firma del senatore pentastellato Giuseppe Auddino approvato nel corso dell’ultima seduta, in notturna, della 5a Commissione Bilancio del Senato per limare e definire la legge finanziaria per il 2020.</p>
<p align="justify">Una dotazione di peso per l’area portuale gioiese che potrà così servirsene per realizzare opere di riqualificazione in particolare nell&#8217;ambito della viabilità, dei trasporti, della logistica e del decoro urbano delle aree industriali ricadenti nei comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando. «Questo è un risultato di grande valore per il tutto il territorio regionale – ha sottolineato con evidente soddisfazione Auddino -: finalmente verranno stanziate risorse per l&#8217;avvio di cantieri che riqualificheranno la zona industriale del retroporto e renderanno indubbiamente il sistema imprenditoriale attorno allo scalo gioiese più forte e competitivo, bello e attraente».</p>
<p align="justify">Una necessaria boccata di ossigeno che rinfranca non solo l’area portuale ma anche il potenziale indotto che – una volta avviata la macchina burocratica – verrà a crearsi per l’impiego di queste risorse, tra l’altro, spendibili per interventi di manutenzione ordinaria e non, il rifacimento di strade nonché l&#8217;installazione di sistemi di video sorveglianza.</p>
<p align="justify">«Il Governo – ha proseguito il senatore polistenese &#8211; ha compreso fin da subito che l&#8217;area portuale di Gioia Tauro è una risorsa strategica per il tutto il Sud da valorizzare con la massima priorità. Grazie all&#8217; interessamento accordatomi fin da subito dal Ministero delle Infrastrutture in meno di un anno abbiamo superato la situazione di fermo in cui versava lo scalo da anni facendo crescere i volumi di traffico e, da ultimo, facendo arrivare le tre gru di ultima generazione, tra le più grandi al mondo, capaci di lavorare navi da 22 mila TEUs».</p>
<p align="justify">Proprio qualche giorno addietro era infatti ritornato a far visita alla struttura di transhipment l’ex ministro Danilo Toninelli che aveva assicurato essere a Gioia «per incontrare e abbracciare di nuovo i lavoratori e per controllare personalmente le operazioni di installazione» mentre, a fianco proprio di Auddino (che aveva replicato il sopralluogo, il giorno dopo, accompagnando il viceministro Cancelleri), aveva ripercorso le tappe che avevano permesso l’arrivo delle tre maxi gru dall’oriente.</p>
<p align="justify">Con l’emendamento Auddino proposto ed accettato dalla Commissione saranno stanziati 6 milioni di euro in tre anni dal 2020 per consentire l&#8217;ammodernamento e lo sviluppo del retroporto di Gioia Tauro, un&#8217;area di circa 24 mila metri quadrati che interessa i comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2019/12/Auddino-Toninelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-89559" alt="auddino-toninelli" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2019/12/Auddino-Toninelli-109x169.jpg" width="109" height="169" /></a></p>
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		<title>Porto di Gioia Tauro. Per SUL l’accorpamento tra le Autority di Gioia Tauro e quella di Messina segna un altro duro colpo alla nostra già martoriata regione</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 09:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rgallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[area portuale]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/SINDACATO-SUL.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-45286" alt="SINDACATO SUL" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/SINDACATO-SUL-168x169.jpg" width="168" height="169" /></a>ROSARNO &#8211; La schizofrenia del Governo centrale mette a segno un altro duro colpo alla nostra già martoriata regione. Nonostante gli impegni presi dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, in relazione ad un pronto rilancio della portualità calabrese le azioni del governo vanno completamente nella direzione opposta.</span></span></span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>L’accorpamento tra le Autority di Gioia Tauro e quella di Messina rischia di mettere seriamente in discussione i margini di autonomia economica e finanziaria che si stava cercando da anni di disegnare per le Autorità Portuali italiane ed in particolare per Gioia Tauro. Se dovesse essere confermata tale impostazione e Gioia Tauro, in tale contesto, non dovesse essere considerato come </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span><b>“porto core”</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span> ma esclusivamente come una qualsiasi propaggine di Messina questo significherebbe dire definitivamente addio a qualsiasi progetto di rilancio della portualità calabrese.</span></span></span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Al contrario, la creazione di un’unica Autorità Portuale Calabrese, come era stato assicurato dal ministro qualche mese fa, con la giusta autonomia economica e finanziaria avrebbe consentito, invece, uno sviluppo più organico e naturale inglobando anche i porti di Vibo e Reggio Calabria senza creare un pachiderma burocratico difficilmente gestibile dal punto di vista logistico e gestionale. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Il timore è quello di una regressione dell’attenzione complessiva su Gioia Tauro che, in questo momento, avrebbe necessità di ben altri provvedimenti come, per esempio, iniziative legislative in grado di far convergere parte dell’iva e dei dazi doganali sulle merci per poter potenziare e meglio infrastrutturare i porti calabresi a cominciare da Vibo, Crotone e Corigliano che nell’immenso </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span><b>“minestrone portuale siculo-calabro”</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span> potrebbero essere accantonati. Si pensi ad un potenziale rilancio di Vibo, Crotone e Reggio Calabria come porti crocieristici che, di fatto, con l’ingresso di Messina verrebbe di sicuro ridimensionato. Addirittura Reggio Calabria che si configura come porto europeo potrebbe di fatto essere messo in subalternità da quello di Messina, tenuto conto della similarità delle attività espletate.</span></span></span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>C’è il rischio concreto, dunque, che uno sbilanciamento incontrollato di competenze verso la Sicilia &#8211; ipotesi più realistica di quella di uno sbilanciamento verso la Calabria &#8211; possa di fatto depotenziare l’azione di rilancio degli scali calabresi, anche di promozione e marketing che i nostri porti, ad iniziare da Gioia Tauro, sino ad ora non hanno mai avuto.</span></span></span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Esistono priorità ben diverse, al contrario, per i porti calabresi e, soprattutto, per Gioia Tauro. </span></span></span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Visto, come è stato più volte ribadito, che il porto di Gioia Tauro ha la disponibilità di grandi spazi a ridosso sia delle banchine portuali che nell&#8217;area retroportuale che ne conferma l&#8217;unicità quale fulcro della logistica nazionale ed internazionale</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>, dato che, per esempio, il Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica evidenzia l&#8217;opportunità che per il porto di Gioia Tauro si creino attività alternative e complementari al solo transhipment, come mai non si dà corso al progetto della Zona Economica Speciale che invece con tale accorpamento rischia di saltare definitivamente? </span></span></span></span></p>
<p align="left">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Come mai non vengono accorpate le competenze di ASI e Autorità Portuale permettendo ad un unico soggetto di gestire organicamente lo sviluppo dell’intera area gioiese?</span></span></span></span></p>
<p align="left">
<p align="left"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Come mai non si esce da un commissariamento che sull’Autorità Portuale di Gioia Tauro che dura da quasi due anni e che di fatto non consente una programmazione ed una progettazione di più ampio respiro ?</span></span></span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span>Servono, al contrario, risposte immediate a tali quesiti e non provvedimenti che vanno a complicare ulteriormente uno scenario che davanti vede situazioni di difficile risoluzione già per come si presentano attualmente. </span></span></span></span></p>
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		<title>Rosarno. Un convegno sulle potenzialità del Porto di Gioia Tauro</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 12:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gerace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Il Porto ed il retro porto punti di forza della Città Metropolitana, la Zona Omogenea Città degli Ulivi”, sarà questo il tema del convegno promosso dal Consigliere...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/rosarno-un-convegno-sulle-potenzialita-del-porto-di-gioia-tauro/">Rosarno. Un convegno sulle potenzialità del Porto di Gioia Tauro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/11/rosarno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-86674" alt="rosarno" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/11/rosarno-119x169.jpg" width="119" height="169" /></a>“Il Porto ed il retro porto punti di forza della Città Metropolitana, la Zona Omogenea Città degli Ulivi”, sarà questo il tema del convegno promosso dal Consigliere Provinciale S.U. Pierpaolo Zavettieri, in programma oggi presso l’Auditorium Comunale di Rosarno. L’incontro, introdotto e presieduto dallo stesso Zavettieri, è il secondo appuntamento di un programma che prevede quattro iniziative che interesseranno le quattro aree omogenee “istituzionalmente” esistenti della nostra provincia: Area dello Stretto; Città degli Ulivi (Area della Piana); Area Grecanica; Area della Locride, iniziative il cui scopo sarà quello di aprire un dibattito ed un confronto sul tema delle Città Metropolitane dando maggiori informazioni su tempi e modalità di realizzazione di un percorso sul quale al momento c’è molta confusione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra gli interventi in programma quelli di Marco Caruso consulente dell’Università “La Sapienza” di Roma ed esperto di geopolitica che procederà ad un’analisi sul ruolo di Gioia Tauro nel sistema del trasporto commerciale mondiale e sulle peculiarità di questo porto alla luce del futuro nuovo Piano della Logistica Nazionale. Aziende ed imprenditoria sarà invece il tema dell’intervento di Andrea Cuzzocrea presidente di Confindustria di Reggio Calabria. Il responsabile del sindacato S.U.L. &#8211; portuali di Reggio Calabria, Domenico Macrì, punterà invece l’attenzione sulle dinamiche e problematiche relative alla figura dei portuali dello scalo gioiese. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti istituzionali, da Nicola Irto, Presidente del Consiglio Regionale al sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà passando per il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prevista inoltre la presenza di sindaci ed amministratori dell’Area Omogenea “Piana di Gioia Tauro &#8211; città degli Ulivi”. Le conclusioni saranno affidate all’Assessore Regionale alla Portualità e Logistica, Francesco Russo che illustrerà nel merito i piani e le strategie di programmazione della Regione Calabria. “Con l’istituzione delle Città Metropolitane &#8211; spiega il Consigliere Provinciale Zavettieri, promotore dell’iniziativa &#8211; nasce l&#8217;esigenza di avviare una riflessione per comprendere le differenti ipotesi relative agli assetti istituzionali e di governo dell&#8217;Ente metropolitano ma anche le possibili relazioni tra queste in un processo di pianificazione ampio e partecipato dove sarà indispensabile un intervento trasversale. Tutti i soggetti coinvolti dovranno essere protagonisti di una pianificazione omogenea e lungimirante che si muova nella direzione dell’interesse collettivo dell’intero sistema metropolitano. L’incontro di Rosarno &#8211; prosegue Zavettieri &#8211; nasce dall’esigenza di compiere un’attenta analisi sul porto e sull’ indispensabile sviluppo dell’area retro portuale. Il porto, principale scalo del mediterraneo, è tra i principali punti di forza della costituenda Città Metropolitana e più in generale dell’intera Calabria e si trova oggi al centro di tante discussioni, obiettivo di idee e progetti in divenire che rendono doverosa una reale analisi. Scelte lungimiranti e coscienti &#8211; spiega Zavettieri &#8211; sono indispensabili e non più rinviabili perché dallo sviluppo di questo scalo dipenderanno le sorti della città metropolitana e anche del comparto portuale e logistico nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’istituzione delle Città Metropolitane accende i riflettori sul ruolo della pianificazione strategica e per questa ragione si è avviata una riflessione che rappresenta il punto di partenza per un lavoro di studio e di costruzione amministrativa che nei prossimi anni rappresenterà probabilmente la sfida più importante e decisiva per lo sviluppo e il futuro di questo territorio. La città metropolitana di Reggio Calabria come già detto presenta quattro aree omogenee, all’interno delle quali potrebbero nascere delle unioni di comuni al fine di garantire servizi condivisi ed agevolare il contenimento della spesa ma che dovranno essere indissolubilmente legate alla loro area omogenea di riferimento. In questo senso un occhio particolarmente attento dovrà essere rivolto al sistema dei trasporti. Come un vecchio detto recita: “lo sviluppo passa per le vie di comunicazione”. Proprio nel contesto delle vie di comunicazione &#8211; conclude Zavettieri &#8211; lo sviluppo del “Porto del Mediterraneo” e del suo Retro Porto diviene indispensabile per il futuro delle nostre comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gioia Tauro. Crisi al Porto, i sindacati proclamano uno sciopero di 24 ore per il 30 ottobre</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 07:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-44835" alt="porto di gioia tauro" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro.jpg" width="277" height="182" /></a>GIOIA TAURO &#8211; Si sono svolte martedì scorso le assemblee dei lavoratori dell’area portuale di Gioia Tauro convocate dalle OO.SS. di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Mare per la presentazione della manifestazione indetta per il prossimo 30 ottobre p.v.. Le organizzazioni sindacali hanno avanzato i punti di rivendicazione per il rilancio dello scalo gioiese e del retro porto, area fortemente depressa a seguito di politiche scellerate e inesistenti per i porti di transhipment e per il Sud. Non vi è traccia del tavolo nazionale chiesto a gran voce in sede della Regione Calabria, richiesta avanzata a seguito del rinnovo di cassa integrazione per circa 400 lavoratori della Medcenter Container Terminal.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella stesa occasione è stata illustrata al Presidente Oliviero, la difficoltà dei lavoratori dell’indotto e del secondo terminalista Ico-Blg che conta ulteriori 500 lavoratori che versano ormai in condizioni disperate viste le attivazioni degli strumenti di ammortizzatori sociali. Su proposta di Filt, Fit, Uilt e Ugl-mare, nelle stesse assemblee, i lavoratori hanno chiesto di attivare parallelamente alla manifestazione le procedure di stato di agitazione e sciopero generale di tutti i lavoratori dell’area portuale per rivendicare la necessità del superamento del commissariamento dell’Autorità Portuale, oltre alle misure ormai essenziali rispetto l’abbattimento strutturale delle tasse di ancoraggio, la riduzione delle accise sui carburanti ed energia ed altri provvedimenti pratici e di immediata fattibilità. Non ultima la così agognata Zona Economica Speciale, che unitamente ai provvedimenti rivolti all’abbattimento dei costi citati, aiuterebbe lo scalo e tutta l’area portuale ad uscire dallo stato di attuale crisi, mostrandosi punto appetibile per la movimentazione e lavorazione delle merci. Auspichiamo un atto concreto di responsabilità da parte del Governatore Oliviero e del Presidente Renzi, dimostrando ai cittadini calabresi di avere a cuore il futuro del territorio, ci batteremo con la manifestazione “NOI CI CREDIAMO!!!” per ottenere una convocazione di un tavolo nazionale per promuovere le azioni rivolte al sostegno all’area portuale dello scalo gioiese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-crisi-al-porto-i-sindacati-proclamano-uno-sciopero-di-24-ore-per-il-30-ottobre/">Gioia Tauro. Crisi al Porto, i sindacati proclamano uno sciopero di 24 ore per il 30 ottobre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gioia Tauro. Manifestazione il 30 ottobre per il Rilancio del Porto</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 10:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gerace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GIOIA TAURO – Lavoratori in stato di agitazione per il rilancio del Porto Gioia Tauro, il prossimo 30 ottobre. Ad annunciare l’iniziativa è stato il Sindacato Confederale...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-manifestazione-il-30-ottobre-per-il-rilancio-del-porto/">Gioia Tauro. Manifestazione il 30 ottobre per il Rilancio del Porto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44835" alt="porto di gioia tauro" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro-257x169.jpg" width="257" height="169" /></a>GIOIA TAURO – Lavoratori in stato di agitazione per il rilancio del Porto Gioia Tauro, il prossimo 30 ottobre. Ad annunciare l’iniziativa è stato il Sindacato Confederale di categoria unitario Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Mare, che ha richiamato le istituzioni regionali e nazionali, invitandole a dimostrare maggiori attenzioni verso i lavoratori e a promuovere interventi mirati ad attrarre investimenti e merci per evitare il definitivo declino di tutta l’area portuale gioiese . «La situazione al Porto di Gioia Tauro sta esplodendo in tutta la sua drammaticità. – è scritto in un documento &#8211; Necessita un intervento forte ed immediato finalizzato al rilancio del porto, dell’area industriale retro portuale, allo sviluppo dell’intero territorio ma soprattutto alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali». Diventa a questo punto necessario, secondo il sindacato che i lavoratori e il territorio facciano sentire la propria voce, evitando di subire passivamente e inermi la penalizzazione dello scalo gioiese e la crescita di altre strutture portuali. « Non possiamo più attendere &#8211; è precisato nel documento &#8211; l’abbattimento strutturale delle tasse di ancoraggio, tassazioni inesistenti o pressoché irrilevanti nei porti del Mediterraneo, le riduzione delle accise sui carburanti ed energia utilizzata per la produzione la lavorazione e spostamento delle merci, tutte azioni che possono essere immediatamente attuate unitamente ad altre che saranno meglio evidenziate nella nostra proposta, nella quale verrà indicata l’importanza della Zona Economica Speciale, sicuramente fondamentale, anche se il percorso non si sta presentando semplice e tempestivo. In questo scenario di ritardi e di una sempre più cavalcante crisi non è più possibile che il Governo nazionale e regionale tergiversano nell’attuazione dei provvedimenti e degli investimenti attesi». Immediata a questo punto la proposta di istituire di un tavolo permanente tra governo regionale e nazionale, da formarsi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la definizione del Progetto d’investimento Programmatico per Lo sviluppo dell’Area Portuale e Industriale di Gioia Tauro, l’attivazione del progetto “ Gateway”, il rilancio della ferrovia al servizio del Porto.</p>
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		<title>Gioia Tauro. Dieni  M5S  “Porto: è giunto il momento di cambiare rotta”</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 18:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rgallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gioia Tauro &#8211; “Ho preso un impegno con i lavoratori del porto, quello di attivarmi alla prima seduta della Camera per Gioia Tauro. Così ho fatto” è...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-dieni-m5s-porto-e-giunto-il-momento-di-cambiare-rotta/">Gioia Tauro. Dieni  M5S  “Porto: è giunto il momento di cambiare rotta”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gioia Tauro &#8211; “Ho preso un impegno con i lavoratori del porto, quello di attivarmi alla prima seduta della Camera per Gioia Tauro. Così ho fatto” è con queste parole che la deputata reggina del Movimento 5 Stelle Federica Dieni annuncia la presentazione di un’interrogazione a risposta orale al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.</p>
<p>“L’atto presentato è ovviamente solo un primo passo e non mi illudo che possa risolvere la situazione. Spero tuttavia di poterlo discutere al più presto a Montecitorio in modo far emergere con il massimo risalto un dato chiaro: se si continua in questa direzione, riguardo al Porto di Gioia Tauro, si va a sbattere. A fronte dei molti allarmi che arrivano da più parti, studiosi, lavoratori, industriali, è da irresponsabili far finta di nulla. Senza interventi, col lassismo dimostrato dalla politica in questi anni, il Porto di Gioia Tauro è destinato a perdere in competitività, volume di merci e posti di lavoro. Se non verranno poste in essere iniziative che vanno da una fiscalità più vantaggiosa ad un più puntuale collegamento infrastrutturale, se non si penserà allo scalo in un’ottica strategica per il Mezzogiorno, non potremo che assistere al trasferimento dei traffici nei porti del nord. Un’azione può certamente essere quella della Zes, proposta presentata in Parlamento dal Consiglio regionale calabrese, che però ancora attende di essere calendarizzata e che rischia di avere tempi lunghi. Deve per questo essere affiancata da altre misure, come la rimodulazione delle tasse d’ancoraggio che ancora oggi frenano ogni slancio in termini di competitività dello scalo, fino alla riduzione delle accise sul carburante, il cui peso incide in misura notevolmente maggiore rispetto allo scenario europeo. Ci sono poi azioni immediate di sostegno che può porre in essere la Regione.”</p>
<p>“Il Porto di Gioia Tauro” conclude la parlamentare “è uno strumento fondamentale per Reggio e per la Calabria. Occorre ragionare su come salvarlo. L’unica cosa che non permetterci di fare è stare fermi: ne va di migliaia di posti di lavoro e della più grande opportunità di sviluppo economico della zona.”</p>
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		<title>Il Coordinamento Portuali SUL Gioia Tauro organizza un sit-in di protesta il 22 p.v.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 16:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rgallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GIOIA TAURO -C’è un porto che sta spegnendosi lentamente. Al di là dei facili proclami e delle roboanti promesse che periodicamente vengono fuori, lo scalo di Gioia...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/il-coordinamento-portuali-sul-gioia-tauro-organizza-un-sit-in-di-protesta-il-22-p-v/">Il Coordinamento Portuali SUL Gioia Tauro organizza un sit-in di protesta il 22 p.v.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO -C’è un porto che sta spegnendosi lentamente. Al di là dei facili proclami e delle roboanti promesse che periodicamente vengono fuori, lo scalo di Gioia Tauro sta progressivamente perdendo terreno nella competizione globale ed i numeri dimostrano impietosamente che lo scalo dal 2011 è in costante stato crisi e la situazione sta addirittura peggiorando con un livello di volumi di contenitori movimentati che ha toccato il minimo storico. E questo è testimoniato dal fatto che Medcenter Container Terminal Spa il 29 luglio u.s. ha richiesto per il quinto anno consecutivo la Cassa Integrazione Straordinaria per 353 unità lavorative senza alcuna prospettiva di un riassorbimento del personale al termine della procedura.<br />
L’assenza totale di concretezza sta affossando le speranze non solo del porto di Gioia Tauro ma di un’intera Regione che da uno sviluppo organico di tale infrastruttura avrebbe potuto giovare in termini di occupazionali e di rilancio economico. Si assiste, al contrario, ad un’impasse inaccettabile, forse voluta, con il commissariamento infinito dell’Autorità Portuale e con la riproposizione di ricette decotte come la ZES i cui tempi di realizzazione non coincidono assolutamente con il tempo a disposizione del porto. Infatti, dal 27 giugno 2013 data in cui stato comunicato alla Presidenza del Senato della Repubblica il Disegno di Legge d’iniziativa del Consiglio Regionale della Calabria n. 894 per l’Istituzione di una Zona Economica speciale nel distretto logistico-industriale della Piana di Gioia Tauro della stessa non si hanno ulteriori notizie.<br />
Non è possibile attendere oltre. E’ il momento di scendere in campo per chiarire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che a Gioia Tauro esiste un’infrastruttura dalle enormi potenzialità collegata con i maggiori porti del pianeta e che viene tenuta ai margini probabilmente da interessi economici che non coincidono con il bene della Calabria. E’ ora di fare chiarezza. I politici calabresi ad ogni livello devono, una volta per tutte, pretendere che sul porto vengano operate delle scelte strategiche per il suo pronto rilancio puntando sullo sviluppo reale dell’intermodalità e su una necessaria diversificazione delle attività portuali, esigendo, contestualmente dai terminalisti formali impegni su investimenti e prospettive per il futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Occorre, dunque, una forte mobilitazione del territorio calabrese per urlare tutto il dissenso rispetto ad uno stato di fatto che vede la nostra regione soccombere a causa di scelte errate e completa assenza di programmazione. La manifestazione di sciopero indetta dalla nostra O.S. per il 22 agosto p.v. diventa, pertanto, l’occasione giusta per reclamare impegni tangibili sul porto di Gioia Tauro. <strong>A tal fine invitiamo tutte le forze sociali, politiche, sindacali ad essere presenti al sit-in organizzato davanti al gate d’ingresso del porto di Gioia Tauro a partire delle ore 11. 00 del 22 agosto p.v. per discutere insieme di tutte le problematiche che soffocano lo sviluppo dello scalo. Soltanto uniti possiamo vincere questa partita che vale, senza voler essere retorici, la sopravvivenza non solo del porto di Gioia Tauro ma dell’intera Calabria.</strong></p>
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		<title>Autorità Portuale. I circoli Pd della Piana contro l&#8217;accorpamento di Gioia a Messina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2015 07:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/11/Image-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-76619" alt="pd controluce partito democratico" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2013/11/Image-3-300x167.jpg" width="300" height="167" /></a>PIANA &#8211; Il coordinamento dei circoli pianigiani del Partito Democratico esprime una forte opposizione e preoccupazione,in merito al piano strategico della portualità e della logistica,approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 3 luglio in via preliminare .L&#8217;ipotesi di accorpamento del porto gioiese a quello di Messina,secondo il coordinatore dei circoli democrat Michele Galiimi,sottovaluta e penalizza le potenzialità di una infrastruttura che appartiene all&#8217;intera Europa. Non si tratta &#8211; continua Galimi &#8211; di una questione di campanile, ma di una visione strategica che cancella la funzionalità, l&#8217;efficienza ed il ruolo di uno scalo che andrebbe potenziato per la professionalità che anima tutti gli operatori e per il ruolo baricentrico che occupa nel mediterraneo. Bisogna ricordare che il dibattito politico,anche all&#8217;interno del Partito Democratico,privilegiava un rafforzamento del ruolo dell&#8217;Autorità portuale,al quale era giusto affidare anche la gestione di tutta l&#8217;area del retro porto.Il disegno di oggi riscihia di far retrocedere un porto che dialoga con l&#8217;Africa e che meriterebbe una attenzione nuova e diversa,soprattutto da questo governo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>.Lo stesso govermatore della Calabria,Mario Oliverio,si stava già muovendo per permettere un aumento del traffico portuale,contribuendo ad abbassare le tasse di attracco e di circolazione delle navi.Senza tentennamenti &#8211; afferma ancora Galimi &#8211; dobbiamo trovare momenti unitari per rilanciare Gioi Tauro e per arrivare,in tempi brevi, al riconoscimento della ZES. La deterrenza di questo scalo per la ripresa dell&#8217;intera economia regionale è riconosciuta da tutti.Non si può più tentennare,dobbiamo riprendere una lotta serrata,concreta,seria,<wbr />affinchè le ragioni del potenziamento di questa grande infrastruttura,vengano recepite come urgente priorità nell&#8217;agenda dei partiti e del governo.Attiveremo la nostra delegazione parlamentare e cercheremo ogni forma di alleanza per evitare che,ancora una volta,sul porto di Gioia Tauro,vincano solo le parole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/autorita-portuale-i-circoli-pd-della-piana-contro-laccorpamento-di-gioia-a-messina/">Autorità Portuale. I circoli Pd della Piana contro l&#8217;accorpamento di Gioia a Messina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Porto di Gioia Tauro. Irto (Pd) contro l&#8217;accorpamento dell&#8217;Autorità Portuale a Messina</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 07:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E’ un fatto positivo che il Governo si avvii a varare, su proposta del ministro Delrio, il Piano nazionale per la portualità e la...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/porto-di-gioia-tauro-irto-pd-contro-laccorpamento-dellia/">Porto di Gioia Tauro. Irto (Pd) contro l&#8217;accorpamento dell&#8217;Autorità Portuale a Messina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44835" alt="porto di gioia tauro" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro-257x169.jpg" width="257" height="169" /></a>REGGIO CALABRIA &#8211; E’ un fatto positivo che il Governo si avvii a varare, su proposta del ministro Delrio, il Piano nazionale per la portualità e la logistica. Fino ad oggi il nostro paese ha rinunciato (sulla base di uno sfondo di culture nordiste che hanno danneggiato l’economia dell’intero paese) a potenziare e mettere in rete il proprio sistema portuale che, considerate le caratteristiche geografiche dell’Italia e, soprattutto, del mezzogiorno e delle isole, può diventare la marcia in più che serve al paese rispetto alla produzione delle risorse e della ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Italia è interamente dentro un mare, il Mediterraneo, che torna ad essere uno dei grandi centri del traffico mondiale, luogo attraversato da quasi il 40 per cento delle merci che si producono in tutto il mondo. Anche la drastica riduzione delle autorità portuali da 24 a 8 è da considerare un fatto positivo perché sottrae l’insieme dei porti alle spinte localistiche e punta a inserirle in un progetto nazionale unitario dove ciascun territorio gioca fino in fondo le proprie potenzialità, senza farsi distrarre da risse campanilistiche e da altri obiettivi. Giusta, infine, la scelta di accorpare le autorità portuali dell’Italia meridionale e insulare secondo i propri territori per cui tutti i porti della Sardegna sono in un’unica portualità, come in Campania, come in Puglia e nessuna regione fa parte di sistemi portuali diversi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cosa che però diventa incomprensibile, e va rivista, è la soluzione che il Piano propone per la Calabria il cui territorio si vorrebbe accorpare a Messina, da sempre inserita nel sistema economico portuale Augusta, con Catania e Siracusa. Tale progetto, che nello schema allegato al Piano viene definito “Sistema autorità portuale Calabra e dello Stretto” rischia di creare un pasticcio istituzionale e di paralizzare fino a vanificarle potenzialità straordinarie della portualità calabrese (spegnendo sul nascere le giuste ambizioni di Crotone e Corigliano) e di umiliare le potenzialità, fin qui realizzate solo in piccola parte, del porto di Gioia Tauro a cui, invece, la stessa logica del Piano assegna una funzione rilevantissima nella strategia d’insieme della portualità italiana, anche in considerazione della megastruttura lì esistente e del patrimonio di alta professionalità delle maestranze ormai ricche di una esperienza universalmente apprezzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se a questa difficoltà, vero e proprio colpo alle speranze della Calabria, si aggiungono le voci di un presunto spostamento dell’autorità portuale da Gioia Tauro a Messina dovremmo registrare il definitivo tramonto dell’ipotesi di fare del Porto di Gioia un traino con la centro la Calabria e tale da contribuire ad aiutare tutto il Mezzogiorno (pur accennato nel Piano). Ecco perché bisogna chiedere al Governo con determinazione la costituzione di un’autorità portuale organica alla Calabria, rispettando la naturale collocazione di Messina con la Sicilia, senza dar peso alle spinte localistiche che da quella città vorrebbero scardinare l’accorpamento siciliano e quello calabrese e, nello stesso tempo, pretendere la inamovibilità della sede dell’autorità portuale a Gioia Tauro. Reggio Calabria 6 luglio 2015 Nicola Irto Consigliere Regionale della Calabria</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/porto-di-gioia-tauro-irto-pd-contro-laccorpamento-dellia/">Porto di Gioia Tauro. Irto (Pd) contro l&#8217;accorpamento dell&#8217;Autorità Portuale a Messina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Porto di Gioia: un grande gateway per l’Europa, un grande regional per il Sud Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 17:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[francesco russo]]></category>
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		<category><![CDATA[universita di reggio calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Un grande e moderno porto commerciale può svolgere tre funzioni: hub transhipment; gateway; regional port. Semplificando: nell’hub transhipment i container arrivano con grandi navi...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/porto-di-gioia-un-grande-gateway-per-leuropa-un-grande-regional-per-il-sud-italia/">Porto di Gioia: un grande gateway per l’Europa, un grande regional per il Sud Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/06/STUDIO-PORTO-RUSSO.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-85587" alt="STUDIO PORTO RUSSO" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/06/STUDIO-PORTO-RUSSO.jpg" width="200" height="267" /></a>REGGIO CALABRIA &#8211; Un grande e moderno porto commerciale può svolgere tre funzioni: hub transhipment; gateway; regional port. Semplificando: nell’hub transhipment i container arrivano con grandi navi da altri continenti, e ripartono con piccole navi verso i porti vicini; nel gateway arrivano con grandi navi e ripartono con la ferrovia verso i mercati di consumo e/o di produzione finale; nel regional port i container arrivano via mare e vengono distribuiti nel territorio vicino. Gioia Tauro è un porto di transhipment. I container arrivano e partono via mare. Sono stati presentati a Valencia i risultati di una ricerca, con forti risvolti applicativi, svolta nell’ambito del Master in Ingegneria dei Trasporti in corso presso il Dipartimento di ingegneria dell’Informazione delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile dell’Università di Reggio Calabria.</p>
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<p>La ricerca è svolta da un gruppo di ingegneri partecipanti al master,con il coordinamento dei docenti e dei ricercatori del DIIES, e non ha avuto alcun finanziamento esterno all’Università. Il tema è quello di Gioia porto gateway e di Gioia porto regional. L’occasione per presentare la ricerca è il convegno internazionale “13th Annual Industrial Simulation Conference”, organizzato da Eurosis, dell’Università di Gent. Il Convegno quest’anno si è svolto al Politecnico di Valencia. La sessione in cui sono stati presentati i lavori ha come tema: Logistic simulation. I due lavori presentati sono stati: • “Freight Transportation in European Logistics: A Comparison of Northern and Southern Range Gateways” (Rindone, Amodeo, Lamari, Placido, Praticò); in sintesi si analizza la possibilità che Gioia sia un grande gateway in competizione con i porti del Nord Europa per connettere i mercati di produzione e consumo del Centro Europa agli altri continenti; • “Freight Transportation in Regional Logistics: Pick-up, Consolidation and Delivery Operations of a Road Carrier” (D’Agostino, Lanciano, Musolino, Scattarreggia, Polimeni, Vitetta); in sintesi si analizza la possibilità che divenga generatore degli scambi per le merci prodotte e consumate nel bacino di attrazione diretto (raggio 350 chilometri), cioè un regional port per il Sud.</p>
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<p>Il primo lavoro è stato premiato come “best paper of ISC’2015 conference”; se ne richiamano alcuni risultati. I risultati considerano un container che parte da Nord (Bremerhaven) o da Sud (Gioia) e vuole andare verso il territorio economico più forte del centro Europa: dal Nord Italia alla Germania. Il primo risultato è che considerando i tempi dell’autotrasporto, con le soste da codice della strada, la zona di competizione (cioè dove i tempi sono simili) è tra Bologna e Bolzano; mentre considerando i tempi ferrovia, la competizione è tra Verona e il Brennero. Da questo risultato ne dovrebbe derivare un naturale rifornimento del Nord Italia e, parzialmente, della Svizzera e della Baviera da Gioia. Ad oggi ZERO treni partono da Gioia per l’interporto di Verona, che è invece rifornito da Nord. Se si considera un container che parte dall’Asia e segue la rotta del Mar Rosso, c’è un differenziale di tempo notevole considerando i tempi mare per raggiungere da Suez Gioia, e quelli per raggiungere da Suez Bremerhaven.Sommando ai tempi via mare quelli via terra, si ottiene che un container che parte da Suez, sbarca a Gioia, e poi riparte verso Nord, potrebbe percorrere tutta la banana blue, arrivando a Bremerhaven almeno 100 ore prima che un identico container partito nello stesso istante da Suez raggiunga Bremerhaven. Il risultato è chiaro: tutti i container che provengono dall’Asia, dovrebbero essere inoltrati tramite Gioia, o comunque tramite un porto italiano o spagnolo.</p>
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<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/06/STUDIO-PORTO.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-85586" alt="STUDIO PORTO" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/06/STUDIO-PORTO-310x304.jpg" width="310" height="304" /></a>È stato poi sommato al tempo di percorrenza il tempo medio necessario in un porto italiano per tutti gli aspetti amministrativi per lo sbarco di un container, compreso il tempo per lo sdoganamento. Sono stati usati i valori pubblicati dal CIPE nel 2014. La situazione si ribalta. Si ottiene che, un container partendo da Suez, sbarcando a Bremerhaven, e ripartendo verso Sud, può percorrere tutta la Germania e l’Italia prima che un omologo container finisca le pratiche amministrative in Italia. Da questo risultato ne dovrebbe derivare un naturale rifornimento del Nord Italia e, parzialmente, della Svizzera e della Baviera da Gioia. Ad oggi ZERO treni partono da Gioia per l’interporto di Verona, che è invece rifornito da Nord. Il secondo lavoro mostra le potenzialità del porto di Gioia Tauro quale regionalport, al servizio delle produzioni nel suo bacino di attrazione diretto (raggio 350 chilometri). Il lavoro fa riferimento a metodologie, presenti nella letteratura tecnico-scientifica di settore, per l’organizzazione di servizi di trasporto e logistica. Tali servizi supportano la raccolta e il consolidamento delle merci prodotte e la loro distribuzione presso i mercati di consumo. Gli attori considerati, sono: gli spedizionieri e le aziende di trasporto, che mirano rispettivamente a recapitare la merce secondo le esigenze dei clienti finali e ad organizzare un servizio di trasporto di qualità e al minor prezzo; i clienti finali, che richiedono quantità di merce da ricevere entro predefinite finestre temporali. I risultati principali ottenuti riguardano il vantaggio complessivo che gli attori interessati, sia per le produzioni che per i consumi del Sud, avrebbero con Gioia porto di riferimento. Tra i risultati ottenuti c’è anche il progettooperativo di servizi ottimali di raccolta e consolidamento della merce prodotta con cui si ottengono risparmi di tempo e costo monetario, rispetto all’uso di altri porti. Con Gioia regional, nuove produzioni potrebbero insediarsi con alti vantaggi, in tutto il territorio della Calabria, e almeno in un raggio di 350 chilometri. Si dimostra la possibilità concreta di diventare, anche, grande porto regional per tutto il mezzogiorno italiano. Qualificato dibattito alla fine delle presentazioni da cui è ulteriormente uscita confermata la correttezza dei risultati. I risultati presentati a Valencia sono riconosciuti a livello internazionale, sono pubblicati e sono utilizzabili da tutti, a partire dalla Regione, dall’Autorità Portuale, dalla Città Metropolitana. E’ importante lavorare a fondo sul piano scientifico e su quello tecnico, con conoscenza e competenza, per rilanciare il ruolo di Gioia, e degli altri porti della Calabria. 13 Giugno2015 Prof. Francesco Russo Ordinario di Pianificazione dei Trasporti Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria</p>
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		<title>Gioia Tauro. Cgil su nomina Minciullo all&#8217;Autorità Portuale: “Evidenzia il disinteresse del Governo Renzi”</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 10:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_85170" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/05/Barbagiovanni-Minciullo-225x300.jpg"><img class="size-full wp-image-85170" alt="Barbagiovanni Minciullo" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2015/05/Barbagiovanni-Minciullo-225x300.jpg" width="190" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Barbagiovanni Minciullo</p></div>
<p>GIOIA TAURO &#8211; «La nomina di Barbagiovanni Minciullo, comandante della Capitaneria di Gioia Tauro, a commissario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, al di là della persona in sé, evidenzia il profondo disinteresse del governo Renzi e del Ministro dei trasporti, Del Rio, sul porto di Gioia Tauro e sulla sua prospettiva industriale. L’Autorità portuale non ha bisogno di un militare ma di una professionalità in grado di incidere nei processi commerciali. Da tempo la CGIL ha sollecitato la nomina di un manager o di un profondo conoscitore delle dinamiche portuali e industriali proprio per dare una prospettiva produttiva alla più grande infrastruttura del Mezzogiorno. Anche stavolta dal governo risposte a mezz’asta come per significare cbe sul porto di Gioia il governo vuole proprio spegnere i riflettori. Ma c’è di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bisogna notare le differenze fra la nomina del commissario dell’autorità portuale di Trieste e quella di Gioia. A Trieste a febbraio il Ministro dei Trasporti Lupi nomina commissario Zeno D’Agostino condividendo la scelta con il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e vice segretaria nazionale del PD, Debora Serracchiani, e con il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini. A Gioia con chi ha condiviso la proposta Del Rio? La verità, invece, è che dopo la sanità tocca adesso al porto di Gioia Tauro subire le scelte centraliste e coloniali di un governo che sempre meno pratica la strada della concertazione e dell’ascolto vero del territorio e sempre più, invece, esercita una pratica autoritaria sbeffeggiando autonomie e intelligenze di una regione come la Calabria. Siamo convinti che, come già successo per Scura, la Giunta regionale ed il suo Presidente non sono stati informati. E Magorno, segretario regionale del PD non ne sapeva nulla?»</p>
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		<title>Definanziato il Polo logistico intermodale. Il presidente della provincia Raffa: &#8220;Il porto di Gioia Tauro rischia l&#8217;isolamento&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 14:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; “Il disimpegno di 25 milioni euro destinati ai contratti d’investimento per il porto di Gioia Tauro ci allarma fortemente. Ancora una volta gli atti concreti vanno in direzione opposta a quella degli annunci. Una scelta, questa, che mina alle fondamenta le aspettative di sviluppo per il tessuto produttivo nell’area retroportuale”. E’ quanto sostiene il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, dopo le notizie di stampa sul definanziamento dell’ingente somma già stanziata nell’ambito dell’Apq logistica-intermodalità. “Registriamo le gravi e fondate preoccupazioni delle aziende e dei lavoratori che operano all’interno del porto. I volumi di traffico continuano a diminuire, la crisi ha generato la perdita di decine di posti di lavoro e quelli che ancora resistono fanno i conti con enormi incertezze e interrogativi sul futuro. Senza un intervento incisivo della mano pubblica – aggiunge Raffa – rischiamo davvero di far implodere il più importante sistema economico della provincia dal quale dipende, lo voglio sottolineare, una percentuale significativa del prodotto interno lordo dell’intera Calabria. Gioia Tauro non può essere considerata un’opportunità per tutta la Regione ma un problema solo per noi reggini”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Presidente dell’ente di Via Foti prosegue: “A volte basterebbero soluzioni semplici. Se un bando va deserto o se le domande di partecipazione pervengono solo da parte di aziende che non hanno i requisiti, forse bisognerebbe chiedersi se non sia il caso di predisporre dei bandi, senza prorogare quelli che si sono rivelati un fallimento, in grado di non tagliare fuori la totalità delle imprese interessate a investire su Gioia Tauro. Senza quel contratto d’investimento – dice ancora Giuseppe Raffa – ogni progetto riguardo al possibile sviluppo dell’area retroportuale resterà chiuso negli archivi delle buone intenzioni della politica. Tutto questo non può essere accettato, a maggior ragione da chi ha alle spalle una lunga e, bisogna riconoscerlo, positiva esperienza amministrativa come l’attuale governatore, on. Mario Oliverio, che in campagna elettorale tanto si era impegnato su Gioia Tauro. Noi, che quotidianamente viviamo il territorio e i problemi dei cittadini, da tempo ripetiamo che sul porto c’è troppa approssimazione sia da parte della politica, sia da parte della burocrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I 25 milioni di euro che si sono persi si aggiungono agli altri 25 milioni del bando per il gateway ferroviario che è andato deserto perché l’investimento richiesto in project financing è evidentemente troppo alto e oggi, in una fase di crisi, neppure le Ferrovie, non considerando Gioia Tauro tra gli interventi strategici, intendono accollarsi un rischio di questa entità. Se a ciò si aggiungono la scarsa voce che la Calabria ha a Roma e i dubbi sorti improvvisamente nel governo sulla costituzione della zona economica speciale – conclude Raffa – abbiamo tutti gli elementi per ritenere che per Gioia Tauro si sia aperta una stagione negativa. Una fase che purtroppo richiama alla mente l’epoca in cui, secondo quanto raccontano le cronache giornalistiche, l’allora ministro dei Trasporti Burlando andava su tutte le furie per l’apertura del collegamento ferroviario nel nostro porto. Naturalmente speriamo di sbagliarci”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/definanziati-25-milioni-per-il-porto-di-gioia-tauro-il-presidente-della-provincia-raffa-il-rischio-e-limplosione/">Definanziato il Polo logistico intermodale. Il presidente della provincia Raffa: &#8220;Il porto di Gioia Tauro rischia l&#8217;isolamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gioia Tauro, il retroporto resta un miraggio. 25 milioni di euro persi per il rilancio della logistica e dei servizi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 14:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Un pezzo alla volta, l’accordo di programma quadro sul “Polo logistico intermodale” del porto di Gioia Tauro continua a sgretolarsi. Altri 25 milioni si...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-il-retroporto-resta-un-miraggio-25-milioni-di-euro-persi-per-il-rilancio-della-logistica-e-dei-servizi/">Gioia Tauro, il retroporto resta un miraggio. 25 milioni di euro persi per il rilancio della logistica e dei servizi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Un pezzo alla volta, l’accordo di programma quadro sul “Polo logistico intermodale” del porto di Gioia Tauro continua a sgretolarsi. Altri 25 milioni si sono persi per strada. Sono quelli destinati ai “contratti di sviluppo”: incentivi, stanziati nell’ambito del Pon “Ricerca e competitività” per il periodo di programmazione 2007-2013, volti a “favorire la realizzazione di investimenti di rilevante dimensione per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno”. Le imprese ammesse ai finanziamenti avrebbero potuto ottenere una copertura economica su qualsiasi ambito dell’attività aziendale: dalle spese per macchinari e beni strumentali ad agevolazioni per l’assunzione di personale, dalle opere edilizie alle parcelle di commercialisti e consulenti del lavoro. Nel caso di Gioia Tauro, gli incentivi gestiti da Invitalia avrebbero dovuto promuovere “attività di logistica industriale, costituiti da uno o più progetti di investimento a carattere innovativo e ad elevato valore aggiunto, che favoriscano la diversificazione della gamma dei servizi offerti” nell’area retroportuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il danno, dunque, è stato ingente per il fallimento di questo bando aperto nel gennaio 2014, che rientrava nell’Apq risalente al 2010. Lo pensò la giunta regionale presieduta da Agazio Loiero, che lo predispose nel febbraio di quell’anno, a poche settimane dalle elezioni, e lo approvò nel settembre successivo l’esecutivo Scopelliti. I risultati sono stati disastrosi. L’area retroportuale di Gioia Tauro resta desolata. Le poche aziende che hanno presentato domanda di partecipazione al bando non avevano i requisiti. Una storia che si ripete: era successo anche per il gateway ferroviario, 25 milioni parzialmente in project financing, su cui nessuno, neppure Rfi, ha voluto rischiare e investire. Colpisce lo scollamento tra la realtà economica e gli strumenti messi a punto per Gioia Tauro che avrebbero dovuto attrarre investimenti ma che in realtà non hanno attratto proprio nessuno. Intanto il presidente della Regione Mario Oliverio insiste sulla possibilità di costituire la zona economica speciale, tema su cui gli ultimi tre governi nazionali hanno sempre invitato alla prudenza, mentre gli effetti della crisi hanno portato gli armatori a scelte strategiche che hanno penalizzato il porto calabrese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A giocare contro Gioia, il costo del lavoro altissimo rispetto ai competitor nordafricani, le elevate accise e le tasse di ancoraggio, una port authority commissariata e paralizzata, la presenza della criminalità organizzata che impone controlli di sicurezza che rallentano fortemente l’unica attività oggi svolta: il transhipment. Così i cosiddetti “terzisti”, il tessuto di piccole aziende che lavorano attorno al terminal, licenziano quando non chiudono. Un quadro di grave difficoltà, ereditato dal passato, ma che oggi impone alla politica un immediato cambio di passo. E magari anche qualche proposta nuova.</p>
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		<title>Gioia Tauro, Delrio in visita al porto: &#8220;Qui per accelerare risoluzione problemi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 09:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; &#8220;Sono qui per rispettare le visite trimestrali del Governo alla Calabria e per effettuare alcune verifiche tecniche ed amministrative al fine di accelerare la...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/gioia-tauro-delrio-in-visita-al-porto-qui-per-accelerare-risoluzione-problemi/">Gioia Tauro, Delrio in visita al porto: &#8220;Qui per accelerare risoluzione problemi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; &#8220;Sono qui per rispettare le visite trimestrali del Governo alla Calabria e per effettuare alcune verifiche tecniche ed amministrative al fine di accelerare la realizzazione e la risoluzione di alcuni problemi&#8221;. Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, in visita a Gioia Tauro. Con Delrio c&#8217;erano il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, la componente la segreteria nazionale del partito Stefania Covello oltre all&#8217;ex ministro per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta. Assente invece Mario Oliverio, impegnato a Bruxelles ad un seminario organizzato da Gianni Pittella. &#8220;Il porto di Gioia Tauro rappresenta uno degli elementi importanti per il Paese ed è al centro della nostra attenzione&#8221; ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, giunto in Calabria, prima a Reggio e poi a Gioia Tauro, per una visita &#8220;amministrativa&#8221;, come lui stesso l&#8217;ha definita. Stamani, dopo un incontro in prefettura con il prefetto Claudio Sammartino, i vertici delle forze dell&#8217;ordine e della Procura, Delrio ha incontrato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil con i quali ha affrontato alcuni temi emergenziali calabresi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Subito dopo Delrio è arrivato a Gioia Tauro e si è recato in Municipio, dove ha incontrato i commissari prefettizi del Comune e, poi, le istituzioni locali. In particolare ha fatto il punto sul porto con il commissario dell&#8217;Autorità portuale, Giovanni Grimaldi, e dirigenti di Rfi. Quindi si è recato alla darsena del porto di Gioia Tauro e con una motovedetta, accompagnato sempre dal prefetto Sammartino, ha visitato lo scalo. Delrio, dopo la ricognizione, ha ricordato la cabina di regia istituita sulla Calabria e da lui presieduta &#8220;che adesso riparte &#8211; ha specificato &#8211; perché attendevamo le elezioni degli organi istituzionali calabresi&#8221;. &#8220;Il porto &#8211; ha detto ancora il sottosegretario a margine della visita &#8211; è al centro della nostra attenzione. Abbiamo valutato lo stato di attuazione dell&#8217;Apq sul quale ci sono ritardi e come Governo stiamo investigando l&#8217;ipotesi della Zes come una soluzione possibile anche se difficile da proporre alla Comunità europea&#8221;. Delrio ha parlato poi di percorso condiviso che deve essere attuato sulle politiche di rilancio del porto. &#8220;Percorso &#8211; ha aggiunto &#8211; che però deve essere incentrato sul rispetto della trasparenza e della legalità in un territorio interessante ma estremamente difficile&#8221;.</p>
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		<title>Porto di Gioia Tauro,  per il SUL diventa un &#8220;enigma&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 17:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/SINDACATO-SUL.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-45286" alt="SINDACATO SUL" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/SINDACATO-SUL.jpg" width="224" height="225" /></a>ROSARNO &#8211; Un porto fermo e senza prospettive di sviluppo. Attanagliato dall’immobilismo politico e istituzionale da una parte, dall’altra ostaggio di un monopolio che ne impedisce la giusta diversificazione e questo con buona pace di chi proclama di anno in anno ricette nuove per l’area di Gioia Tauro che puntualmente si rivelano prive di ogni consistenza. Dalla cocente illusione di poter utilizzare i capannoni esistenti per la creazione di un distretto logistico per la distribuzione delle merci per tutto il sud Italia, il cosiddetto distripark per il quale multinazionali come Ferrero e Ikea avrebbero dimostrato il loro interesse tra il 2011 e il 2012, sino all’attuale Zona Economica Speciale meglio conosciuta come ZES sulla quale politici locali e nazionali periodicamente si strappano le vesti senza aver intuito che il porto di Gioia Tauro non ha i tempi che occorrono al decollo della ZES semmai tutte le procedure per la sua concessione dovessero arrivare a termine. E’ un porto quello di Gioia Tauro che va spegnendosi lentamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Basta analizzare i numeri degli occupati complessivi nello scalo che ha visto sparire in quattro anno quasi il 20% delle maestranze senza contare che Medcenter Container Terminal SpA, il terminalista che gestisce lo scalo, ha circa il 30% del personale in cassa integrazione straordinaria ormai dal 2011 e ICO Blg Automobile Logistics Italia SpA, terminalista che gestisce lo scalo auto, ha ridotto il suo personale di oltre il 30% nel solo 2014. Dove le responsabilità? Innanzitutto nella completa mancanza di programmazione da parte dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, ormai commissariata da quasi un anno – il che la dice lunga sull’attenzione politica sia a livello regionale che nazionale sul porto. L’ente di governo del porto negli anni non ha saputo neanche verificare se i piani industriali dei concessionari si fossero concretizzati compiutamente e, quindi, se necessitassero di correttivi come, ad esempio, la revisione di parte delle aree concesse al fine di un utilizzo diverso e più produttivo da parte di eventuali altre aziende.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel porto oggi, infatti, è presente Medcenter Container Terminal SPA che gestisce il terminal contenitori in regime di assoluto monopolio su immense aree utilizzate solo parzialmente dato che un solo cliente non le consente di sfruttare appieno gli spazi concessi. E’ presente, inoltre, ICO Blg Automobile Logistics Italia SpA che gestisce in regime di monopolio il terminal auto. Anche in questo caso occorrerebbero verifiche puntuali sul piano industriale presentato visto che a regime il numero degli addetti prefigurato non è mai stato neanche lontanamente raggiunto da quando l&#8217;attività è iniziata. Soltanto questo avrebbe dovuto portare l’Autorità Portuale di Gioia Tauro, quanto meno, a ridiscutere i termini di concessione con le aziende suddette. Ma questo non è stato mai fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Occorrono investimenti su mezzi ed attrezzature, se necessario riprogettare gli spazi poco utilizzati per lasciare aree a disposizione per la cantieristica, ad esempio, tenuto conto che nello scalo transitano quasi 3000 navi ogni anno. Anche pensare ad uno scalo crociere tenuto conto della presenza nel porto di MSC, potrebbe essere un’idea di rilancio del turismo e dello scalo. La vicinorietà dell’area Grecanica sulla Locride (Gerace, Casignana, Locri) e di località come Scilla (Castello di Ruffo) o Reggio Calabria per i Bronzi di Riace potrebbero essere sicuri luoghi di arrivo durante la sosta nave. Ma anche dal punto di vista della promozione dello scalo che l’ente avrebbe dovuto portare avanti come punto primario della propria attività quasi nulla è stato fatto. L’on. Arlacchi durante la seconda edizione degli Stati Generali del Porto di Gioia Tauro tenuti nel 2013 candidamente dichiarava, infatti, che in Asia lo scalo gioiese è semisconosciuto. Molti addetti ai lavori ignorano, addirittura, che a Gioia Tauro esiste una delle poche Zone Franche di tipo 2 presenti sul territorio europeo ed istituita dall’Agenzia delle Dogane sin dal 2003. Zona Franca che ha un’estensione di circa 80 ettari con la possibilità di congelare IVA e dazi doganali sino all’uscita del prodotto, semilavorato e/o materia prima dell’immissione nel mercato comunitario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forse basterebbe solo pubblicizzarne l’esistenza per attrarre nuove aziende che hanno voglia di investire su Gioia Tauro. Ma l’Autorità Portuale di Gioia Tauro probabilmente aveva ed ha altre priorità. Come agire, dunque, per invertire questa pericolosa deriva verso la quale lo scalo è stato maldestramente condotto? Innanzitutto, occorre approfittare del rinnovo dei vertici in seno all’Autorità Portuale di Gioia Tauro per inserire persone capaci e competenti, di comprovata qualificazione professionale nel settore dei trasporti e portuale, come prevede espressamente la legge 84/94, senza cedere a pressioni di sorta per riciclare personaggi che rischierebbero di affossare definitivamente lo scalo gioiese e tutta l’area industriale retrostante. Agire parallelamente facendo sì che tutte le competenze dell’ASI di Gioia Tauro passino sotto l’Autorità Portuale con la finalità di creare una cabina di regia unica per tutta l’area.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Definire il piano regolatore portuale predisponendolo per la diversificazione delle attività, affinchè nuovi investitori possano pensare a Gioia Tauro e creare nuova occupazione. Agire sulla politica per la creazione delle infrastrutture necessarie per collegare adeguatamente lo scalo al resto della penisola investendo per l’ammodernamento del corridoio tirrenico al fine di lasciare passare tutte le tipologie di container che, in alcune gallerie sino a Salerno almeno, non potrebbero transitare a causa dell’altezza. Il trasporto su rotaia consentirebbe da Gioia Tauro di raggiungere ancora meglio il cuore dell’Europa con tempi di percorrenza ridotti rispetto al nave-nave. Ma occorre che ci sia una chiara volontà politica in tal senso vincendo la schizofrenia presente nel sistema portuale italiano che prevede potenziamenti di quasi tutti i porti esistenti sulle nostre coste : Vado Ligure, Trieste e anche Civitavecchia. Uno sviluppo di questo tipo senza una programmazione complessiva a livello nazionale rischia soltanto di depotenziare quello che oggi è Gioia Tauro a livello internazionale creando competitor sullo stesso mercato nazionale invece di rendere più efficiente e competitivo il sistema portuale esistente.</p>
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		<title>Porto di Gioia Tauro, tornano Maersk e collegamento ferroviario</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 19:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>“Da oggi il collegamento ferroviario nel porto di Gioia Tauro torna ad essere una realta’. Il primo scalo italiano di transhipment rimette in moto l’intermodalita’ e riposiziona parte dei container dalle navi, in import ed export, sulle rotaie“. E’ quanto si afferma in un comunicato dell’Autorita’ portuale di Gioia Tauro. “L’operazione – si aggiunge – e’ stata avviata dalla compagnia ferroviaria pugliese GTS Rail, in collaborazione con Maersk Italia, che cosi’ torna ad attraccare nelle banchine dello scalo calabrese in seguito all’accordo internazionale denominato 2M, sottoscritto dalla Maersk e da Msc per gestire in comune quote di mercato internazionale. Al momento, il servizio riattivera’ il collegamento ferroviario per container tra il porto calabrese e la citta’ di Bari, attraverso un trasporto di carico merci a cadenza settimanale. Successivamente, sara’ ripristinato il collegamento trisettimanale, garantendo in questo modo la copertura dell’intero Mezzogiorno“.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soddisfazione e’ stata espressa dal Commissario straordinario dell’Autorita’ portuale di Gioia Tauro, ing. Giovanni Grimaldi, che ha parlato di “momento importante per lo scalo grazie al ritorno della Maersk, che ha cosi’ permesso di riattivare il collegamento ferroviario dal porto di Gioia Tauro alla citta’ di Bari. Da oltre due anni i treni non partivano piu’ dal nostro scalo. Siamo di fronte, senz’altro, ad un fatto molto positivo per il futuro dei collegamenti via terra con il resto d’Italia, un risultato che e’ stato raggiunto anche grazie all’intervento del presidente della Regione, Mario Oliverio, che sin dall’inizio del suo mandato ha manifestato grande interesse per lo sviluppo dello scalo. Naturalmente, questo e’ solo il primo passo perche’ l’obiettivo ultimo e’ quello di realizzare il gateway ferroviario attraverso una joint venture con le Ferrovie dello Stato e gli investitori privati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stessa soddisfazione e’ stata espressa da Alessio Muciaccia, Ceo della GTS Rail, che ha definito la riattivazione del collegamento ferroviario tra Bari e Gioia Tauro “il segno tangibile che l’economia del Mezzogiorno d’Italia stia dando segni di ripresa e vitalita’. Il fatto che la Maersk Line, prima compagnia di navigazione al mondo, abbia deciso di riaprire i collegamenti da Gioia Tauro e di riaffacciarsi al mercato del sud Italia ne e’ l’inconfutabile dimostrazione. Il porto di Gioia puo’ giocare un ruolo fondamentale nel rilancio del manifatturiero e delle esportazioni soprattutto in questa fase storica di dollaro forte. Siamo onorati che la Maersk abbiamo scelto Gts Rail per realizzare questo collegamento strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra azienda sta vivendo un felice momento di crescita e questo servizio trisettimanale verra’ realizzato con le due nuove locomotive in consegna da Bombardier nel prossimo mese. Il gruppo Gts completera’ poi la catena logistica con l’attivita’ di terminal, posizionamenti locali e tutte le attivita’ propedeutiche. Dobbiamo ringraziare la struttura commerciale di Rfi e l’Autorita’ portuale di Gioia Tauro che a tempo di record si sono adoperati per consentire nuovamente l’ingresso dei treni nel porto. Infatti ormai da qualche anno nessun treno era stato piu’ attestato all’interno del porto“. “Il ritorno dei nostri servizi a Gioia Tauro nell’ambito della ristrutturazione del network di Maersk Line – ha detto Orazio Stella, amministratore delegato della Maersk Italia – e’ per noi l’occasione per rendere piu’ forte la nostra presenza in Sud Italia, attraverso una copertura piu’ capillare di territori importanti e, in primo luogo, della Puglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’occasione del nostro ritorno nell’hub calabrese e’ stata l’opportunita’ per noi di ripensare all’approccio del mercato del Sud Italia: abbiamo percio’ voluto immaginare Gioia Tauro come un porto di finale destinazione delle merci, il cui hinterland possa essere rappresentato da importanti aree economiche del Meridione, da raggiungere attraverso collegamenti ferroviari e camionistici. La riattivazione del servizio ferroviario in esclusiva per Maersk Line da parte di Gts si pone come uno dei pilastri di questa strategia di rafforzamento della nostra proposta alla clientela. Ci permette, infatti, di offrire ai clienti un collegamento diretto con un network globale attraverso una modalita’ di trasporto efficiente ed economica su distanze quali quelle che separano Bari e Gioia Tauro“.</p>
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		<title>Porti. Il Sul fa le pulci alla proposta di modifica della Legge 84/94</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 18:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/09/GRU-PORTO-NOTTE-e1347734793228.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-46289" alt="GRU PORTO NOTTE" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/09/GRU-PORTO-NOTTE-e1347734793228-245x169.jpg" width="245" height="169" /></a>ROSARNO &#8211; Un’altra occasione sprecata per la portualità italiana. Ad una riforma, attesa e richiesta ormai da oltre vent’anni dagli addetti ai lavori, si poteva e si doveva chiedere di più mantenendo chiaramente tutte le garanzie a tutela dei lavoratori e del lavoro. Ed invece il ddl Concorrenza, elaborato dal MISE, sorprendendo tutti (anche il ministro dei Trasporti), tenta di eliminare con un netto colpo di penna l’articolo 17 della legge 84-94 aprendo di fatto alla confusione più totale per quanto riguarda la fornitura di lavoro temporaneo alle imprese autorizzate per l&#8217;esecuzione delle operazioni portuali e dei servizi portuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anzi, se si analizza attentamente quanto viene aggiunto al comma 4 dell’art.16 che disciplina le operazioni ed i servizi portuali, sembrerebbe che la norma sia mirata ad impedire che l’esercizio delle operazioni portuali possa essere svolto da soggetti terzi ai quali l’impresa autorizzata affidasse eventualmente l’esercizio delle operazioni. Infatti, la modifica proposta prevede che “<b>In ciascun porto l’impresa autorizzata deve esercitare <span style="text-decoration: underline;">direttamente</span> l’attività per cui ha ottenuto l’autorizzazione utilizzando l’organizzazione e l’organigramma presentati in modo esclusivo in relazione alle operazioni svolte in quel porto”</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con quali modalità le imprese, le compagnie portuali, dunque, potranno operare nei porti? Nella bozza non è specificato. Ma non è solo questa l’anomalia riscontrata. Nella vecchia stesura della legge era prevista l’impossibilità per un terminalista di ottenere due concessioni per la stessa attività nel medesimo porto. La bozza elimina questo vincolo e apre alla reale possibilità, al contrario, di creare un monopolio dell’operatore più forte invece di liberalizzare il mercato come forse era l’intento iniziale del legislatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come Organizzazione Sindacale e come addetti ai lavori siamo preoccupati per questa ennesima “disattenzione” nei confronti del sistema portuale che sicuramente non depone bene per il futuro e siamo pronti a scendere in campo per rispedire al mittente il cosiddetto “distruggi porti”. Auspichiamo, dunque, che il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, che ha la competenza e la giurisdizione sul settore intervenga rapidamente per risolvere le problematiche su esposte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/porti-il-sul-fa-le-pulci-alla-proposta-di-modifica-della-legge-8494/">Porti. Il Sul fa le pulci alla proposta di modifica della Legge 84/94</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gioia Tauro. L&#8217;Asireg chiede migliaia di euro alle aziende per servizi inesistenti nella zona industriale. Per il Sul è incredibile e paradossale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 19:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2011/09/Image-103.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16644" alt="porto gioia tauro aerea" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2011/09/Image-103-300x169.jpg" width="300" height="169" /></a>ROSARNO - Quanto è successo nei giorni scorsi ha davvero dell’incredibile e del paradossale. L’Asireg di Reggio Calabria ha, infatti, inviato alle imprese ubicate nella zona industriale di Gioia Tauro la richiesta di pagamento dei canoni per la manutenzione delle strade e dell’illuminazione. Cifre che si aggirano intorno a diecimila euro ad azienda per servizi che di fatto non sono mai stati erogati. Basta poco per rendersi conto che la realtà delle cose è proprio quella denunciata dai pochi imprenditori che ancora resistono nonostante la crisi, nonostante il territorio non facile sul quale operano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulle strade di collegamento i lavori di manutenzione vengono eseguiti poco e male ormai da anni sia a livello di ripristino del manto stradale sia a livello di pulizia da erbacce e rifiuti che sono sotto gli occhi di tutti. Per non parlare dell’illuminazione pressoché inesistente. Proprio un bel biglietto da visita per il porto di Gioia Tauro che ambisce a diventare polo di attrazione per imprese ed operatori nazionali ed internazionali. Una bella vetrina per chi dall’autostrada A3 deve arrivare al porto con una bretella di raccordo che non è neanche da terzo mondo. E’ stata, in primo luogo, la sovrapposizione di competenze, da noi più volte denunciata, tra ASI di Reggio Calabria, Autorità Portuale di Gioia Tauro e Provincia di Reggio Calabria a creare le anomalie su descritte e per questo motivo a gran voce chiediamo ancora una volta l’accorpamento di tali competenze in capo un unico ente che a nostro avviso non può che essere l’Autorità Portuale di Gioia Tauro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si avrebbe un unico ente di riferimento sopratutto per eventuali nuovi operatori che volessero insediarsi nel territorio ma soprattutto si eliminerebbe dalla scena un ente deleterio che a causa della sua assoluta mancanza di programmazione, di progettazione e di valutazione ha creato lo scempio visibile ad occhio nudo nell’area industriale di Gioia Tauro. D’altra parte se nei mesi scorsi la Regione Calabria aveva messo in atto tutta una serie di procedure per l’accorpamento delle ASI calabresi una ragione ci sarà pure stata. Ottimizzazione delle risorse era stata la motivazione principale addotta dalla Regione probabilmente scaturita proprio da analisi di questo tipo. A Gioia Tauro non si avverte per nulla la necessità di avere un “carrozzone politico” a rallentarne uno sviluppo che già stenta ad arrivare per tanti altri motivi. Per Gioia Tauro, occorre un cambio di passo. Sostanziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Competenze univoche, dicevamo, gestite da un’ Autorità Portuale autorevole e competente guidata da un presidente esperto e qualificato di cui si chiede con forza la nomina immediata da parte degli enti competenti. Investiamo di questo il neo-presidente della giunta della Regione Calabria, Mario Oliverio. Che possa avviare da subito una riflessione accurata su Gioia Tauro eliminando tutte le anomalie e le incongruenze che sino ad oggi hanno impedito il decollo industriale dell’area, nonostante un porto di altissima caratura che opera da anni a livello internazione. A cominciare dall’ASI di Reggio Calabria. E quest’ultimo episodio non fa che confermarne l’assoluta urgenza.</p>
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		<title>Infrastrutture. Il porto di Gioia Tauro rilancia il suo ruolo con il World Trade Center</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 14:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>POLO LOGISTICO INTEGRATO per favorire un più profondo rapporto con il territorio circostante. E’ questo lo spirito del progetto del World Trade Center di Gioia Tauro, un...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/infrastrutture-il-porto-di-gioia-tauro-rilancia-il-suo-ruolo-con-il-world-trade-center/">Infrastrutture. Il porto di Gioia Tauro rilancia il suo ruolo con il World Trade Center</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>POLO LOGISTICO INTEGRATO</strong> per favorire un più profondo rapporto con il territorio circostante. E’ questo lo spirito del progetto del World Trade Center di Gioia Tauro, un progetto ambizioso realizzato a seguito di una convenzione stipulata nel 2012 tra la Regione Calabria e il Dipartimento di Architettura e Territorio dell’Università Mediterranea (DARTE) e presentato stamattina in una conferenza stampa presso i locali dell’ateneo reggino. Dopo i saluti del rettore, prof. Pasquale Catanoso, ha preso la parola l’on. Luigi Fedele, assessore ai trasporti della regione Calabria. Sono circa 70 i milioni di euro che potrebbero trasformare il volto del porto di Gioia Tauro con la creazione del World Trade Center, un polo logistico integrato d’avanguardia e d’eccellenza di cui l’università di Reggio ha curato lo studio di fattibilità presentato stamane. “Bisogna far decollare le potenzialità del porto -ha affermato con fermezza l’on. Fedele- far si che sia un vero porto commerciale al passo con i tempi di cui sentir parlare non solo per i traffici di droga o i sequestri di merci illegali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci sono circa 750 ettari di terreno</strong> da sfruttare a vario titolo per attrarre multinazionali straniere che ancora tentennano nella scelta di Gioia Tauro come loro hub principale. porto-gioia-tauroViene da chiedersi se un investimento così cospicuo, circa 70 milioni di euro, sia giustificabile per un solo progetto della regione Calabria a discapito di altre aree di intervento quali la sanità o l’edilizia scolastica per fare degli esempi. Ai microfoni di Strettoweb, l’on. Fedele risponde che il World Trade Center e in generale il rilancio del porto di Gioia Tauro sono una delle carte vincenti della Calabria per guardare al futuro e al progresso, un investimento che attirerà denaro oltre al prestigio per tutta la regione. “Roma non deve ricordarsi di Gioia Tauro solo per il trasbordo della armi chimiche” dichiara Fedele, ma è necessaria una programmazione di sviluppo di medio e lungo periodo in cui il World Trade Center rientra senza ombra di dubbi. “Abbiamo già perso, salvo ulteriori sviluppi, la possibilità di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, non possiamo tirarci indietro” conclude Fedele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lo staff del progetto</strong> guidato dal responsabile scientifico prof. Giuseppe Fera, dal direttore del DARTE prof. Gianfranco Neri, da ricercatori e tesisti, mostra come trasformare il porto di Gioia Tauro da transhipment, ruolo attuale di smistamento merci, a polo logistico integrato che potrebbe adempiere ad un ventaglio più ampio di attività che farebbero di Gioia Tauro il primo porto della Calabria e del Mediterraneo nel giro di pochi anni. Nello studio di fattibilità, sono state analizzate tante sfaccettature del futuro World Trade Center come le funzioni, lo spazio da mettere a disposizione, il rapporto costo/benefici, e l’impatto ambientale. Tutte caratteristiche di stampo economico-sociale che portano la firma dell’ateneo reggino, che, come sottolineato in conferenza stampa, ha la stoffa per essere promotore del progetto. Il World Trade Center è stato pensato per assolvere funzioni di base come ospitare uffici, centri fieristici e show room aziendali, ma anche funzioni integrate come alberghi e centri relax per gli utenti del porto. Dovrà insomma essere un amplificatore per la business community territoriale, di cui la Calabria ha bisogno, ma di cui restano in bilico i tempi di realizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.strettoweb.com/2014/10/ne-per-droga-ne-per-armi-porto-gioia-tauro-rilancia-suo-ruolo-world-trade-center-foto/200755/">L&#8217;ARTICOLO ORIGINALE QUI</a></p>
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		<title>Politica. Il premier diserta la visita allo scalo gioiese. Longo(SiM): &#8220;I lavoratori non rappresentano un problema di ordine pubblico&#8221;</title>
		<link>https://www.edicoladipinuccio.it/politica-il-premier-diserta-la-visita-allo-scalo-gioiese-longosim-i-lavoratori-non-rappresentano-un-problema-di-ordine-pubblico/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 17:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
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		<category><![CDATA[governo nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA - Ancora una volta Renzi ci tiene a comunicare l’entità del suo interesse per il Porto di Gioia Tauro, la Piana e la Calabria. Dopo l’ennesimo...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/politica-il-premier-diserta-la-visita-allo-scalo-gioiese-longosim-i-lavoratori-non-rappresentano-un-problema-di-ordine-pubblico/">Politica. Il premier diserta la visita allo scalo gioiese. Longo(SiM): &#8220;I lavoratori non rappresentano un problema di ordine pubblico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA - Ancora una volta Renzi ci tiene a comunicare l’entità del suo interesse per il Porto di Gioia Tauro, la Piana e la Calabria. Dopo l’ennesimo annuncio mediatico “sblocca-porti” di qualche giorno fa e la promessa di una visita “istantanea” presso lo scalo gioiese arriva il poco sorprendente forfait: per motivi di ordine pubblico il Premier non ha visitato il Porto. Ma come possono essere “motivo di ordine pubblico” dei lavoratori che manifestano pacificamente e giustamente il proprio disagio di fronte al disinteresse del governo verso una situazione che li costringe da mesi in uno stato di terribile incertezza? Per la grande professionalità e serietà dimostrata da sempre non meritano forse i Portuali di Gioia Tauro di uscire finalmente dal sistema di cassa integrazione?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sin dal suo insediamento, il Presidente del Consiglio ci ha abituati con un interventismo di facciata fatto di proclami a effetto e passerelle in formato toccata e fuga. Per Renzi, la Calabria non val nemmeno il tempo di un incontro istituzionale e a proposito del Porto sembra non avere la ben che minima idea di come sbloccare una impasse decennale. Nessuno si aspettava che in mezz’ora di incontro potesse anche solo cogliere la mole di criticità che da sempre impantanano lo sviluppo della zona ma già da mesi, da più parti, vengono inviate al Premier decine di suggerimenti e segnalazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È ben noto lo stato del porto e le proposte per un suo rilancio sono semplici: dall’urgenza di una Zona Economica Speciale (su cui Renzi continua a non prendere alcun impegno), passando per l’ideazione di un piano lungimirante per la logistica e la nomina di una autorità portuale professionale e di competenza internazionale, fino all’istituzione di quel tavolo interministeriale più volte promesso e ventilato ma, alla fine della giostra, mai nemmeno messo in calendario. L’impressione è insomma quella di avere sprecato fiato, quella di essere destinati a rimanere fanalino di coda dell’Italia, discarica e risorsa utile solo a svolgere il lavoro sporco come quello del trasbordo di armi chimiche, eseguito con grande professionalità e competenza dai nostri portuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un ulteriore passaggio a vuoto, dunque, quello del Premier a Reggio Calabria. Il governo Renzi rischia di passare alla storia per l’interminabile serie di occasioni perse collezionate, soprattutto in un’aerea come la nostra, così ricca di potenzialità di sviluppo (e quindi di opportunità anche politiche) e così a lungo relegata a eterna Cenerentola. Dal Presidente del Consiglio ci aspettiamo una urgente presa di consapevolezza e degli impegni finalmente concreti e risolutori, capaci di far davvero “cambiare verso” alla Calabria.</p>
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		<title>Porto di Gioia Tauro. Licenziamenti alla Ico-Blg. La contrarietà della Filcams</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 18:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frabonini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44835" alt="porto di gioia tauro" src="http://www.edicoladipinuccio.it/upload/2012/08/porto-di-gioia-tauro-257x169.jpg" width="257" height="169" /></a>GIOIA TAURO &#8211; Un ulteriore e grave evento per i lavoratori portuali di Gioia Tauro, la Ico-Blg attivando le procedure di licenziamento per 15 lavoratori, ha di fatto sancito come lo scalo gioiese ancora oggi senza le opportune strategie per lo sviluppo e i tanto richiesti strumenti atti a rendere tutta l’area competitiva, siano oggi più che mai necessari. Certo la situazione dei lavoratori si aggrava ancor di più se si pensa che la ICO-BLG pur potendo attivare gli strumenti di salvaguardia per i lavoratori, come gli ammortizzatori sociali, per evitare drastiche riduzioni di personale, la stessa si dice contraria ad attivare tali misure se non solo con la stipula di un accordo che limiti i dispositivi contrattuali (indennità di flessibilità, utilizzo ed assegnazione delle ferie sulle giornate di assenza nave e la non retribuzione delle prime tre giornate di malattia a carico del datore di lavoro).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come sindacato in uno dei momenti più difficili dell’attività del terminal auto non crediamo che un’ulteriore umiliazione per i lavoratori sia sostenibile è necessaria, il ricatto di vedersi sottratti i diritti contrattuali oltre che di legge è un metodo infelice di ricattare le organizzazione sindacali ed i lavoratori che già, qualora andasse bene si vedrebbero sottratta parte della retribuzione con l’avvento degli ammortizzatori sociali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come se non bastasse anche le imprese di rizzaggio chiedono un incontro presso Confindustria per sancire gli esuberi di personale e Medcenter Container Terminal dichiara la sospensione di 1.295 lavoratori sulla base media giornaliera di n°385 per un ulteriore anno e precisamente dall’agosto 2014 a luglio 2015. Chiaramente la Filt-Cgil non starà a guardare abbiamo già dichiarato unitamente alle altre organizzazioni sindacali, che le azioni per la difesa dei lavoratori e del contratto nazionale, saranno massicce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che più ci “sorprende” è che tutto ciò accade dopo la grande operazione di trasbordo dei contenitori contenenti i componenti delle armi chimiche siriane, come a “gratificare” i lavoratori calabresi di aver con convinzione operato, alcuni con professionalità, altri subendo la cassa integrazione e dimostrando estrema pazienza. Forse però qualcuno non ha capito che la pazienza è finita, nelle prossime giornate sapremo se il Presidente dell’Autorità Portuale ci convocherà per quello che riteniamo un atto dovuto nel rispetto delle procedure di raffreddamento inerenti la protesta dei lavoratori della Ico-BLg, oltre alla richiesta già avanzata in Prefettura che dovrebbe ricondurre le parti alla ragionevolezza della salvaguardia dei posti di lavoro e per evitare tensioni che possono essere evitate con un’azione di responsabilità. Infine non possiamo più accettare che gli eccezionali lavoratori Calabresi che da sempre hanno dimostrato alte professionalità in tutte le occasioni, debbano sempre soffrire per ottenere e mantenere i diritti contrattuali e subire di fatto le umiliazioni come fossero valvola di sfogo di una crisi non voluta e generata dagli stessi.</p>
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		<title>Trasbordo armi chimiche. Galimi (Pd): &#8220;Il porto di Gioia Tauro scelto per le alte professionalità e competenze dei lavoratori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 15:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI &#8211; Siamo arrivati all&#8217;epilogo della querelle sulla cosiddetta nave dei veleni.Sembra che domani ci sarà il trsferimento dei fusti in questione e,speriamo,tutto tornerà alla normalità a cui siamo da tempo abituati.Come coordinamento del Partito Democratico della piana,sentiamo il dovere di fare il plauso e gli auguri a tutti i lavoratori che sono impegnati in questa emergenza,forse troppo &#8220;banalizzata&#8221;da parecchi.Come forza politica pianigiana,abbiamo dimostrato estrema responsabilità fin dall&#8217;inizio,rimanendo distanti fa facili populismi che rischiavano di provocare panico tra la popolazione,chiedendo,a gram voce,momenti di preparazione e di vera formazione per gli addetti ai lavori .Ed attorno alla fase di formazione che si vuole fermare la nostra responsabile riflesione perchè da questa &#8220;emergenza&#8221;parta una programmazione nuova e seria,che tenda ad affrontare con professionalità e sicurezza,tutte le eventuali emergenze,che,purtroppo,da noi non mancano mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non siamo tra quelli che minimizzano questo momento</strong> affermando,come succede,&#8221;tanto andrà tutto bene&#8221;.Il nostro augurio e la nostra speranza è quello che le cose vadano effettivamente così,ma sappiamo che la cosiiddetta Unità di crisi, e la stessa popolazione interessata,dovevano avere maggiori e più specifiche informazioni.Ma tant&#8217;è!Stiamo pagando con serietà e corretteza questo tributo.Se è stato scelto il porto di Gioia Tauro,significa che sono state riconosciute le alte professionalità e competenze dei lavoratori di ogni settore.Ed allora come Partito Democratico ci aspettiamo che queste considerazioni non muoiano fra qualche giorno.Parte di questi lavoratori vivono il dramma della cassa integrazione e guardano al loro futuro con preoccupazione ed incredulità. Per dare ancora senso alla nostra riflessione,chiediamo che all&#8217;indomani dell&#8217;operazione,una commissione analizzi quanto è stato fatto,per arrivare alla costituzione di una unità operativa professionalizzata e permanente.Ed infine,sarebbe questa l&#8217;occasione per ricordare,a chi non vuole sentire,che il porto di Gioia Tauro e l&#8217;intera piana,hanno estremo bisogno della Zona Economica Speciale,per dare una risposta concreta ai bisogni di lavoro ed alle speranze dei nostri giovani.</p>
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		<title>Trasbordo armi chimiche siriane a Gioia Tauro. Limoncino (Prc): &#8220;Operazione condotta con superficialità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 15:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partito della rifondazione comunista]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Nei giorni scorsi si è riunito il Comitato Politico Federale del Partito della Rifondazione Comunista. Dopo aver analizzato il risultato ottenuto alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, dove sarà presente insieme a Curzio Maltese e a Barbara Spinelli la compagna Eleonora Forenza (della segreteria nazionale di Rifondazione), che il partito, a livello provinciale, ha sostenuto e votato, le compagne e i compagni non hanno dimenticato di porre la propria attenzione su di un tema tenuto volutamente in sordina dai partiti di governo, ovvero il trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro e la loro successiva distruzione nelle acque del Mediterraneo. Per Rifondazione Comunista è l’ennesima occasione in cui sono imposte scelte da parte del Governo a scapito di un’area che già subisce, nonostante le forti proteste della popolazione, le inaccettabili decisioni di costruzione di impianti quali inceneritori, rigassificatori e altri ecomostri dannosi per la collettività ed inutili per lo sviluppo dell’economia locale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Prc ritiene inammissibile la superficialità</strong> con cui i componenti del Consiglio dei Ministri hanno condotto un’operazione di tale portata, di concerto con altri organismi internazionali, senza rendere edotta preventivamente la cittadinanza e le istituzioni locali, che, tradite e mortificate da una classe politica sempre più distante, percepiscono di non avere alcun mezzo per opporsi a tali scellerate scelte. Nel frattempo, infatti, nonostante l’opposizione della popolazione locale, le operazioni sono già cominciate. La nave USA “Cape Ray” attende nella rada del porto l’arrivo del cargo danese “Ak Futura” proveniente dalla Siria, previsto per mercoledì 2 luglio, al cui interno sono contenute circa 570 tonnellate di gas letali ed agenti chimici altamente tossici, creati appunto per lo scopo di uccidere l’uomo. Oltre ai rischi connessi alle operazioni di trasbordo vere e proprie, che vedranno direttamente impiegato un gruppo di sfortunati portuali (mentre l’intera area del porto sarà evacuata e sottoposta a sorveglianza militare) e che potrebbero consistere nel versamento involontario di quantità variabili di tali sostanze nelle acque del porto, il Partito esprime forte preoccupazione anche per le operazioni successive che consisteranno nella cosiddetta “neutralizzazione” o meglio distruzione di tali sostanze in mare aperto, in una zona non ben precisata del mar mediterraneo tra Italia e Grecia, che potrebbe comportare una pesante contaminazione delle acque mediterranee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> A farne le spese</strong> saranno soprattutto i residenti delle regioni costiere. Nonostante alcune domande non abbiano trovato ancora una risposta, ad esempio su quale sia la reale provenienza di queste armi e chi le abbia effettivamente prodotte, ci si chiede quali interessi abbiano portato a tali scellerate decisioni, ovvero perché il porto di Gioia Tauro sia sempre protagonista di “tristi” vicende e mai oggetto di veri investimenti per lo sviluppo del nostro territorio. Ci si chiede, ancora, perché lo smaltimento di tali sostanze debba essere condotto dai marines americani nelle acque chiuse del mar mediterraneo e non piuttosto in acque oceaniche dove tale procedura presenterebbe un impatto ambientale di gran lunga inferiore. Comunque vadano le cose un dato è incontrovertibile: con la sordità della classe politica di governo e con lo scoraggiamento della popolazione locale è stato creato un precedente che spalanca le porte a qualunque altra decisione di questa natura a scapito della nostra terra.</p>
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		<title>Armi siriane. Rosanna Scopelliti (ncd) : &#8220;Sopralluogo commissioni difesa ed esteri di camera e senato al porto di Gioia Tauro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 15:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pittalis1971</dc:creator>
				<category><![CDATA[Porto di Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[armi chimiche siriane]]></category>
		<category><![CDATA[on. rosanna scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[porto di gioia tauro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ROMA &#8211; &#8220;Oggi saremo in missione al porto di Gioia Tauro con una delegazione ufficiale delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, per conoscere ed...</p><p>L'articolo <a href="https://www.edicoladipinuccio.it/armi-siriane-rosanna-scopelliti-ncd-sopralluogo-commissioni-difesa-ed-esteri-di-camera-e-senato-al-porto-di-gioia-tauro/">Armi siriane. Rosanna Scopelliti (ncd) : &#8220;Sopralluogo commissioni difesa ed esteri di camera e senato al porto di Gioia Tauro&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edicoladipinuccio.it">Edicola di Pinuccio</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; &#8220;Oggi saremo in missione al porto di Gioia Tauro con una delegazione ufficiale delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, per conoscere ed approfondire con le forze militari e le diplomazie italiane e statunitensi le operazioni di trasferimento e smaltimento delle armi chimiche siriane sottratte al regime di Bashar al-Assad&#8221;. Lo comunica, in una nota, l&#8217;On. Rosanna Scopelliti (NCD), componente della commissione Difesa della Camera dei Deputati. La parlamentare si dice &#8220;grata al ministro degli Esteri Federica Mogherini, ai colleghi presidenti delle commissioni ed ai colleghi di tutte le forze politiche di Camera e Senato per aver accolto unanimemente la mia richiesta a promuovere e organizzare una missione parlamentare ufficiale a Gioia Tauro, perché i rappresentanti delle istituzioni locali e le popolazioni del territorio sappiano che su questa delicata quanto importante operazione di trasbordo vi è la massima attenzione del Parlamento e del Governo&#8221;.</p>
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